| Il Lago della Vecchia e i misteriosi personaggi della leggenda popolare tramandata nella Valle Cervo. |
Pier Carlo Lava
Ci sono storie che appartengono così profondamente a un territorio da sembrare scolpite nelle rocce, nascoste nei boschi o riflesse nell’acqua. È il caso delle leggende nate intorno al Lago della Vecchia, piccolo bacino alpino della Valle Cervo, raggiungibile da Piedicavallo percorrendo la storica mulattiera che attraversa gli alpeggi di Rosei e Casette-Canabà.
Domenica 23 agosto queste antiche narrazioni torneranno a vivere nel luogo dal quale hanno avuto origine. Alle ore 16.30, il Teatro Regina Margherita di Piedicavallo accoglierà “La Vecchia del Lago”, racconto inedito elaborato e interpretato da Alessandra Sala, insegnante di scuola primaria e docente di laboratori di Letteratura italiana presso l’Università di Torino.
Una storia affidata soltanto alla voce
La particolarità dell’incontro risiede nella scelta di recuperare la forma più antica attraverso la quale le comunità hanno tramandato storie, conoscenze e tradizioni: la narrazione orale.
Alessandra Sala racconterà la vicenda a memoria, senza leggere un testo e senza frapporre un libro tra sé e il pubblico. Saranno dunque la voce, il ritmo, le pause e la capacità evocativa delle parole a condurre gli spettatori tra montagne, paure, amori spezzati e presenze misteriose.
Il racconto nasce dalla rielaborazione delle versioni più diffuse della leggenda e conduce alla scoperta di tre antiche narrazioni dedicate all’enigmatica figura della Vecchia. Le storie popolari, infatti, raramente possiedono una forma definitiva: cambiano attraversando il tempo, si arricchiscono di particolari e assumono sfumature differenti a seconda di chi le racconta.
La leggenda della giovane che attese inutilmente il suo sposo
La versione più conosciuta narra di un giovane guerriero innamorato di una ragazza del luogo. I due avrebbero dovuto sposarsi presso una roccia trasformata per l’occasione in un altare. La giovane attese il promesso sposo per un giorno e una notte, ma l’uomo non arrivò mai.
Il mattino seguente giunse la terribile notizia: il giovane era stato ucciso in un bosco. La ragazza decise allora di seppellirlo nelle profondità del lago e di rimanere a vivere sulle sue rive per custodirne il ricordo.
Con il passare degli anni la giovane divenne una vecchia solitaria, accompagnata soltanto da un orso. Gli abitanti della valle cominciarono a considerarla una donna dotata di conoscenze misteriose, alla quale chiedere consigli, medicamenti e rimedi. Alla sua morte sarebbe stata sepolta nello stesso lago, accanto all’uomo che aveva amato. Secondo un’altra variante della tradizione, nelle notti illuminate dalla luna piena la sua figura dai lunghi capelli bianchi apparirebbe ancora sulla superficie dell’acqua. La vicenda è ricordata anche dall’ATL Terre dell’Alto Piemonte.
Un racconto capace di unire le generazioni
L’incontro è consigliato ai bambini a partire dagli otto anni, ma non prevede un vero limite di età. L’intenzione è quella di creare un’esperienza condivisa nella quale bambini, genitori, nonni e anziani possano ascoltare insieme una storia appartenente alla memoria collettiva del Biellese.
La narrazione orale permette infatti di ricostruire quel rapporto diretto che un tempo si creava nelle case, nelle stalle e nei luoghi di ritrovo delle comunità alpine. Prima della diffusione dei mezzi di comunicazione moderni, le leggende passavano da una generazione all’altra attraverso la voce di chi le aveva ascoltate da bambino.
Al termine dell’appuntamento, i volontari della Biblioteca civica “Peraldo Bert” offriranno una merenda ai più piccoli.
La rappresentazione di Piedicavallo sarà inoltre un’anteprima dell’incontro in programma venerdì 18 settembre, alle 20.30, alla Biblioteca ragazzi “Rosalia Aglietta Anderi” di Biella, nell’ambito del festival letterario #Fuoriluogo Kids & Young. Il programma ufficiale della manifestazione presenta il racconto come un viaggio, a tratti anche pauroso, tra natura, memoria e immaginazione.
Quello di Piedicavallo non sarà quindi soltanto uno spettacolo per bambini. Sarà un’occasione per restituire voce a un patrimonio immateriale che rischierebbe altrimenti di svanire. Perché una leggenda continua a vivere soltanto quando qualcuno decide di raccontarla e qualcun altro si ferma ad ascoltare.
Domenica 23 agosto, alle 16.30, il Teatro Regina Margherita di Piedicavallo ospiterà “La Vecchia del Lago”, un racconto originale scritto e narrato da Alessandra Sala. Un appuntamento rivolto ai bambini, ma capace di affascinare anche gli adulti, per riscoprire attraverso la voce uno dei miti più misteriosi delle montagne biellesi.
Pier Carlo Lava
Ci sono storie che appartengono così profondamente a un territorio da sembrare scolpite nelle rocce, nascoste nei boschi o riflesse nell’acqua. È il caso delle leggende nate intorno al Lago della Vecchia, piccolo bacino alpino della Valle Cervo, raggiungibile da Piedicavallo percorrendo la storica mulattiera che attraversa gli alpeggi di Rosei e Casette-Canabà.
Domenica 23 agosto queste antiche narrazioni torneranno a vivere nel luogo dal quale hanno avuto origine. Alle ore 16.30, il Teatro Regina Margherita di Piedicavallo accoglierà “La Vecchia del Lago”, racconto inedito elaborato e interpretato da Alessandra Sala, insegnante di scuola primaria e docente di laboratori di Letteratura italiana presso l’Università di Torino.
Una storia affidata soltanto alla voce
La particolarità dell’incontro risiede nella scelta di recuperare la forma più antica attraverso la quale le comunità hanno tramandato storie, conoscenze e tradizioni: la narrazione orale.
Alessandra Sala racconterà la vicenda a memoria, senza leggere un testo e senza frapporre un libro tra sé e il pubblico. Saranno dunque la voce, il ritmo, le pause e la capacità evocativa delle parole a condurre gli spettatori tra montagne, paure, amori spezzati e presenze misteriose.
Il racconto nasce dalla rielaborazione delle versioni più diffuse della leggenda e conduce alla scoperta di tre antiche narrazioni dedicate all’enigmatica figura della Vecchia. Le storie popolari, infatti, raramente possiedono una forma definitiva: cambiano attraversando il tempo, si arricchiscono di particolari e assumono sfumature differenti a seconda di chi le racconta.
La leggenda della giovane che attese inutilmente il suo sposo
La versione più conosciuta narra di un giovane guerriero innamorato di una ragazza del luogo. I due avrebbero dovuto sposarsi presso una roccia trasformata per l’occasione in un altare. La giovane attese il promesso sposo per un giorno e una notte, ma l’uomo non arrivò mai.
Il mattino seguente giunse la terribile notizia: il giovane era stato ucciso in un bosco. La ragazza decise allora di seppellirlo nelle profondità del lago e di rimanere a vivere sulle sue rive per custodirne il ricordo.
Con il passare degli anni la giovane divenne una vecchia solitaria, accompagnata soltanto da un orso. Gli abitanti della valle cominciarono a considerarla una donna dotata di conoscenze misteriose, alla quale chiedere consigli, medicamenti e rimedi. Alla sua morte sarebbe stata sepolta nello stesso lago, accanto all’uomo che aveva amato. Secondo un’altra variante della tradizione, nelle notti illuminate dalla luna piena la sua figura dai lunghi capelli bianchi apparirebbe ancora sulla superficie dell’acqua. La vicenda è ricordata anche dall’ATL Terre dell’Alto Piemonte.
Un racconto capace di unire le generazioni
L’incontro è consigliato ai bambini a partire dagli otto anni, ma non prevede un vero limite di età. L’intenzione è quella di creare un’esperienza condivisa nella quale bambini, genitori, nonni e anziani possano ascoltare insieme una storia appartenente alla memoria collettiva del Biellese.
La narrazione orale permette infatti di ricostruire quel rapporto diretto che un tempo si creava nelle case, nelle stalle e nei luoghi di ritrovo delle comunità alpine. Prima della diffusione dei mezzi di comunicazione moderni, le leggende passavano da una generazione all’altra attraverso la voce di chi le aveva ascoltate da bambino.
Al termine dell’appuntamento, i volontari della Biblioteca civica “Peraldo Bert” offriranno una merenda ai più piccoli.
La rappresentazione di Piedicavallo sarà inoltre un’anteprima dell’incontro in programma venerdì 18 settembre, alle 20.30, alla Biblioteca ragazzi “Rosalia Aglietta Anderi” di Biella, nell’ambito del festival letterario #Fuoriluogo Kids & Young. Il programma ufficiale della manifestazione presenta il racconto come un viaggio, a tratti anche pauroso, tra natura, memoria e immaginazione.
Quello di Piedicavallo non sarà quindi soltanto uno spettacolo per bambini. Sarà un’occasione per restituire voce a un patrimonio immateriale che rischierebbe altrimenti di svanire. Perché una leggenda continua a vivere soltanto quando qualcuno decide di raccontarla e qualcun altro si ferma ad ascoltare.
GEO: Piedicavallo, Valle Cervo, Provincia di Biella, Piemonte, Italia.
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Crediti: Immagine creata con IA – a solo scopo illustrativo.
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