Una Costituzione per amica” - On. Amich - Pubblicato da Giuseppina De Biase

“Una Costituzione per amica” - On. Amich


L’Anpi provinciale di Alessandria esprime la propria preoccupazione per la diffusione del libretto prodotto dall’On. Vincenzo Amich dal titolo “Una Costituzione per amica”, destinato agli alunni e alle alunne delle classi 4e e 5e elementari perché, volendo aiutarli “ad assimilare i principi cardine della nostra Carta Costituzionale”, omette totalmente (volutamente?) di contestualizzare i fatti.

Il parlamentare piemontese non si degna di accennare a che cosa sia successo prima che la Costituzione venisse scritta e promulgata: fascismo, colonialismo, leggi razziali e guerra non vengono mai citati. E incredibilmente neppure antifascismo e tantomeno Resistenza.

Insomma le bambine e i bambini italiani, secondo lui, devono restare all’oscuro che i “principi cardine” raccontati nelle pagine del libretto sono il prodotto dei valori dell’Antifascismo e della Resistenza che hanno ispirato le madri e i padri costituenti. L’On. Amich sa bene che la Costituzione italiana nasce dalla reazione degli antifascisti e delle antifasciste alla dura esperienza vissuta negli anni della dittatura fascista, che ha anche trascinato l’Italia in guerra al fianco dei nazisti. Allora, perché omettere la storia? Se l’On. Amich si sente tanto orgoglioso della nostra Costituzione al punto di voler dare il suo personale contributo affinché venga garantito che già dalle scuole primarie venga studiata e “assimilata”, cosa peraltro prevista dai programmi ministeriali, allora converrà certamente con noi che per assimilarla occorre capire da quale contesto è nata. Il tentativo di riscrivere la storia a proprio uso e consumo preoccupa, tanto più se portato avanti da un deputato della Repubblica. Non da oggi è in corso da parte della destra,che si vanta di avere tra i propri fondatori Giorgio Almirante, attivo protagonista della propaganda razzista e antisemita durante il Ventennio, e, negli anni della RSI, firmatario del bando del maggio 1944 che prevedeva la fucilazione per i partigiani e gli sbandati che non si fossero consegnati ai repubblichini, l’operazione di decontestualizzazione degli eventi che hanno portato alla nascita della Repubblica italiana in modo da volgerli a favore di “un’altra storia”.

L’omissione pertanto ci sembra più un’operazione politica di parte piuttosto che un generoso contributo alla comprensione e un supporto agli insegnanti e alle insegnanti, con l’intento di sbarazzarsi di quelle radici scomode che ancora oggi permettono di mantenere vivo lo spirito costituzionale che anima di generazione in generazione l’antifascismo. 


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