GENIO, IL SOSTANTIVO MASCHILE DECLINATO AL FEMMINILE - Al-ʿIjliyya, Laura Bassi e Émilie du Châtelet: storie di donne giovedì 9 luglio al Museo Poleni
Al-ʿIjliyya, Laura Bassi e Émilie du Châtelet: storie di donne al Museo Poleni
Giovedì 9 luglio alle ore 18.00 è previsto, al Museo Giovanni Poleni di via Loredan 10 a
Padova, un percorso tematico dedicato al contributo delle donne nella storia della fisica, tra
strumenti scientifici, memoria e riflessione sul presente.
La storia della fisica è da sempre un'epopea di grandi nomi, equazioni rivoluzionarie e
intuizioni che hanno squarciato il velo dell'ignoto. Eppure, dietro la retta via dei manuali scolastici,
si nasconde un cono d'ombra: quante donne sono state cancellate da questo racconto? Quante
scienziate, dopo aver passato una vita a calcolare, osservare e sperimentare, sono rimaste relegate ai
margini della memoria collettiva, ottenendo un riconoscimento tardivo o, peggio, il silenzio?
È per colmare questo vuoto che il Museo Giovanni Poleni ha ideato la visita tematica “Tracce
di genio al femminile: scienziate tra passato e presente”. Un percorso che non si limita alla
semplice celebrazione, ma che usa gli stessi strumenti scientifici custoditi nelle sale come veri e
propri portali del tempo. L'obiettivo è accompagnare il visitatore in un viaggio tra fisica e memoria,
sollevando il velo sulle storie di studiose - note e meno note - che hanno sfidato i pregiudizi sociali,
le barriere culturali e i rigidi steccati istituzionali delle loro epoche per spostare più in là i confini
della conoscenza. Gli ottoni e i quadranti del Museo smettono così di essere solo reperti per farsi
testimoni di destini straordinari.
Il viaggio comincia da lontano: un astrolabio del Cinquecento diventa il pretesto per rievocare
la figura di Al-ʿIjliyya, straordinaria artigiana e costruttrice di astrolabi nella Baghdad del X secolo.
Spostando l'orologio della storia in avanti, la raffinata strumentazione del Settecento apre invece il
capitolo su due giganti dell'Illuminismo europeo: Laura Bassi, la prima donna a ottenere una
cattedra universitaria di fisica a Bologna, ed Émilie du Châtelet, la mente brillante che non solo
tradusse i Principia di Newton, ma vi integrò le più avanzate innovazioni matematiche del suo
tempo.
Un'occasione quindi per ridefinire la geografia del genio scientifico, restituendo il giusto
merito a chi, pur avendo la storia contro, ha guardato il futuro negli occhi. La visita propone inoltre
una riflessione sull’importanza di contributi che, pur non coincidendo sempre con grandi scoperte,
hanno avuto un ruolo significativo nello sviluppo della scienza oltre a essere anche l’occasione per
approfondire il caso delle accademie italiane, tra le poche in Europa ad accogliere donne tra
Seicento e Settecento.
Il percorso non intende costruire una semplice galleria di figure eccezionali, ma invitare a
osservare la scienza da una prospettiva più ampia. Dietro ogni strumento non c’è soltanto una storia
tecnica: ci sono persone, istituzioni, possibilità offerte e occasioni negate. Interrogarsi su chi abbia
potuto fare scienza significa anche riflettere su chi ne sia stato escluso.
Tra passato e presente, la visita offre quindi un’occasione per scoprire il patrimonio del Museo
Poleni e, allo stesso tempo, per discutere del ruolo delle donne nella scienza: di ciò che è stato
dimenticato, di ciò che è stato riconosciuto troppo tardi e delle questioni che restano ancora aperte
oggi.
Il costo della visita guidata è di 3 euro. I posti sono limitati e la prenotazione online è
obbligatoria (https://www.venetobooking.online/it/booking/search/categoria/1324).
Il Museo Giovanni Poleni ha origine dal Gabinetto di Fisica avviato a Padova nel 1739 da Giovanni Poleni,
scienziato di fama europea. Le sue collezioni, che comprendono strumenti dal Cinquecento al Novecento,
documentano lo sviluppo del pensiero scientifico e della tecnologia, spaziando dall’astronomia alla
meccanica, dalla pneumatica all’elettricità, fino alle prime radiografie e agli strumenti per lo studio dei raggi
cosmici.

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