Il cammino dell'esistenza nella poesia "Andando" di Luigi Pirandello. Recensione di Francesca Giordano.
La celebre riflessione di Pirandello sulle "maschere" alla produzione poetica è un'operazione critica molto intelligente.
Spesso associamo Pirandello solo al teatro o ai romanzi, ma la sua raccolta Mal giocondo (da cui è tratta "Andando") racchiude già in nuce tutto il suo profondo pessimismo e la sua visione frammentata dell'uomo.
"Imparerai a tue spese che nel lungo cammino della vita incontrerai tante maschere e pochi volti."
Questa celebre massima di Luigi Pirandello, sebbene estratta dalla sua successiva e più maturazione produzione in prosa, getta una luce chiara perfetta sulle sue origini poetiche.
Prima di essere il rivoluzionario drammaturgo delle "maschere nude", Pirandello è stato un poeta fine e malinconico. Nella lirica "Andando" , contenuto nella raccolta Mal giocondo (1889), il tema del viaggio della vita si fa metafora di una ricerca interiore tanto dolorosa quanto universale.
Il cammino dell'esistenza nella poesia "Andando" di Luigi Pirandello.
Andando Andando, andando... E dove? Il cammino è pur lungo, e la via fitta di sassi e di pruneti. Oggi la dritta via si smarrisce, e non si sa per dove.
Ma pure andare è d'uopo: andare, andare. Ognuno la sua via batte, calcata già da una follia di genti morte, che cercaro uno scopo.
Uno scopo? E qual è? Cerca, cammina, e non pensare. Un'ansia ti tormenta? Soffoca l'ansia: la speranza spesa riaccendi al raggio d'una stella alpina.
Ma la stella dilemma, e la speranza con essa muore. E tu cammini ancora, mentre la notte si fa più sonora di gridi e di lamenti in lontananza...
"Andando" colpisce per la sua stringente attualità e per quel ritmo cadenzato, quasi ossessivo, che mima il passo stanco di un viandante. Il viaggio descritto da Pirandello non è un'avventura gloriosa, ma un obbligo esistenziale ("Ma pure andare è d'uopo" ).
L'umanità intera viene ritratta come una fiumana accecata da una "follia", unita dal disperato bisogno di trovare uno scopo che, purtroppo, continua a sfuggire.
Il paesaggio interiore: I "sassi" ei "pruneti" non sono solo ostacoli fisici, ma le asperità dell'anima, i traumi e le disillusioni che costellano la crescita di ognuno.
L'illusione e la maschera: La "stella alpina" rappresenta l'illusione, quella speranza fittizia a cui l'uomo si aggrappa per non impazzire.
Ma quando la stella dilegua, l'uomo si ritrova solo nella notte, circondato da "gridi e lamenti"
È proprio in questo vuoto che si inserisce il dramma dell'identità. Quel camminare a tendoni, circondati da una folla che condivide la stessa solitudine, anticipa il Pirandello dei grandi romanzi. In questo eterno movimento, gli altri viandanti smettono di essere "volti" autentici con cui condividere il dolore, e diventano "maschere" indistinte , prigioniere dello stesso assurdo destino.
In "Andando", Pirandello non offre risposte consolatorie. Ci consegna invece un ritratto nudo e crudo della condizione umana: un cammino inevitabile in cui l'unica certezza è la perdita delle illusioni Una lettura potente che, a distanza di più di un secolo, continua a parlarci con una forza disarmante.
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Dietro la pelle.....una maschera! Eccellente!
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