Il ponte di luce: l'amore che supera l'assenza, nella poesia di Barbara Wioletta Baka. Di Dorotj Biancanelli, Roma

 




Con la poesia Il ponte di luce, partecipante all'ottava edizione del Concorso Nazionale di Poesia «Dantebus» e definita dalla giuria «un autentico incanto», l'autrice Barbara Wioletta Baka, poetessa e scrittrice nota per la sua produzione letteraria profondamente emotiva, offre ai lettori un componimento di intensa sensibilità.

Esistono poesie nate per raccontare le assenze e vuoti da colmare mentre altre custodiscono presenze che continuano a vivere nonostante l'assenza. Il ponte di luce appartiene a quest’ultima espressione poetica. Dedicata a Piccolina e Lucky, due cagnolini che hanno condiviso anni di vita con la loro compagna umana, la poesia racconta qualcosa che milioni di persone riconoscono nella loro anima, ossia quel legame profondo che può nascere tra un essere umano e un animale.

Il rapporto tra esseri umani e animali è una delle forme di affetto più diffuse e, allo stesso tempo, una delle più difficili da descrivere a chi non l'ha sperimentato direttamente. Spesso chi non ha mai vissuto questa esperienza tende a considerarla un sentimento che potremmo definire come accessorio. Eppure, per chi ha aperto la propria casa e il proprio cuore a un animale, la realtà è molto diversa. Un cane o un gatto, ad esempio, non sono soltanto presenze domestiche di cui prendersi cura attraverso l'alimentazione e attenzioni quotidiane ma sono espressione di una dolce routine condivisa che esplica una forma d’affetto in uno sguardo che accoglie stati emotivi senza giudicare e in quella compagnia costante in cui i giorni si alternano nel naturale incastro della vita.

È un legame costruito sulla presenza quotidiana, sulla fiducia e sulla reciprocità emotiva. Per questa ragione molte persone trovano negli animali una forma di conforto autentica, capace di alleviare la solitudine.

Porre in essere un’affermazione del genere non significa stabilire paragoni con gli affetti umani. L'amore per un genitore, per un figlio, per un partner o per un amico appartiene a dimensioni diverse dell'esperienza umana. Tuttavia, riconoscere il valore di un legame con un animale significa riconoscere una verità semplice: il cuore non ama secondo categorie prestabilite. Ama attraverso le relazioni che costruiscono significato nella nostra esistenza.

È probabilmente questo il messaggio più profondo che emerge da Il ponte di luce. Piccolina e Lucky vengono ricordati come compagni di viaggio, custodi di momenti importanti nella vita dell’autrice.

Ecco che la poesia trasforma il ricordo in una forma di presenza. Le immagini evocative della luce, delle stelle e del respiro rimandano ad un legame che continua oltre il tempo. D’altronde l’amore non si spegne a comando, quindi, non scompare quando termina una vita. Cambia forma e diventa memoria che si colora di una luce intensa che continua a brillare incessantemente dentro chi resta.

A chi sa ancora fermarsi, con l'anima stupita e sorpresa. A chi si ritrova in un verso e scopre che la bellezza era già lì.

IL PONTE DI LUCE

Un magico, muto linguaggio,

incanto stretto in ogni sguardo,

un filo di seta, una piuma,

un vento sottile che culla il pianto.

Passi felpati su sogni d'argento,

gli occhi più veri rivolti all'universo,

un luminoso cristallo in un lembo di brume

e la carezza del tempo che muto s'arresta.

Lieve soffio che accorda il destino,

stelle cadute dal cielo per farsi respiro

e… l'impronta scolpita nel cuore

dove ferve l'incanto nella fulgida promessa dell'amore.

Qui, dove una strada si apre

e l'atra, silente la illumina,

ogni verbo sia il ponte dove l'inchiostro si fa carne e respiro,

fermo parole nell'istante eterno che si fa preghiera

tra il sacro del ricordo e il buio profano dell'assenza.

Lascio che l'inchiostro torni a farsi respiro con la certezza che, anche quando cala il sipario, la luce che abbiamo acceso continuerà a brillare nell'eco di chi resta.

 

La poesia si apre con l'immagine rappresentativa di un linguaggio silenzioso che si potrebbe definire come magico, una forma di comunicazione che si manifesta nel ricordo. È un legame delicato come un filo di seta, leggero come una piuma sospinta dal vento, capace di accarezzare il dolore e di fare il passaggio più grande: trasformarlo in memoria. In questa dimensione poetica ogni sguardo custodisce un significato profondo, mentre il ricordo assume la consistenza di una presenza che continua a vivere oltre l'assenza.

I passi evocati dall'autrice si muovono con leggerezza tra sogni, desideri e speranze preziose. Gli occhi più autentici sembrano rivolgersi verso la dimensione di un infinito, alla ricerca di un punto d'incontro tra ciò che è stato e ciò che continua a esistere nell’anima. È qui che compare l'immagine del cristallo luminoso tra le brume: una luce che resiste al tempo e alla malinconia, capace di illuminare ciò che apparentemente è andato perduto.

Il destino si manifesta come un soffio lieve che mette in armonia le esistenze. Le stelle che scendono dal cielo si trasformano in respiro diventano il simbolo di una presenza che non si spegne, ma cambia forma. Il ricordo lascia un'impronta profonda nell'anima e custodisce quella promessa d'amore che continua a generare stupore anche dopo la separazione.

La parte finale assume quasi il tono di una preghiera. Le parole vengono fissate in un istante che diventa eterno, sospeso tra la sacralità del ricordo e il dolore dell'assenza. Il testo sorprende perché affida alla luce il compito di custodire ciò che il tempo non può cancellare anche quando il sipario cala. In questa ottica il ponte di luce diventa il simbolo di una connessione spirituale che supera il tempo, la distanza e perfino la morte, lasciando nell'anima un eco destinato a non spegnersi.

Con Il ponte di luce, Barbara Wioletta Baka dona una riflessione poetica sul valore dei legami e sulla forza del ricordo che sopravvive all'assenza. Tra le sue esperienze più significative figura la recente partecipazione a Mestre con la poesia Gioiose armonie, inclusa nell'antologia Voci senza confini a cura di Oliva Novello. Un testo che celebra la bellezza della natura e la capacità dell'animo umano di custodire stupore, armonia e speranza.

Dorotj Biancanelli

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