Che cosa succede quando la volontà si scontra con il muro di tradizioni arcaiche e forme di pensiero
apparentemente irremovibili? Nasce da questo interrogativo profondo “Era solo il destino”, il toccante
romanzo - pubblicato nella collana “I Diamanti della Narrativa” dell’Aletti Editore - dalle
venature fortemente biografiche, nato dalla penna di Violetta RosEn, un’autrice torinese che ha
scelto la quiete e il silenzio dei boschi di Montoso (Cuneo) per dare forma ai propri ricordi e a quelli di
un’amicizia indimenticabile. «La storia si è rivelata pagina dopo pagina, mentre la scrivevo e io stessa,
rileggendo e ripensando, ho scoperto qualcosa che non avevo immaginato prima di scriverlo. Naturalmente
la fantasia ha riempito gli spazi vuoti arricchendoli di particolari».
Sullo sfondo della seconda metà del Novecento, l’opera - esposta anche al Salone Internazionale
del Libro di Torino 2026, negli spazi Aletti Editore - segue il cammino di tre fanciulle, differenti
per età ed estrazione sociale. La storia prende il via in un cupo orfanotrofio. È qui che Rosemary, una
studentessa sedicenne di umili origini, incontra Anna, un’orfanella isolata dal mondo. Tra le due nasce un
legame indissolubile. Quando Rosemary viene cacciata per aver protetto l’amica, le loro strade si dividono
geograficamente ma mai spiritualmente. Mentre Rosemary affronta un percorso di amore e sacrificio
segnato da tragici lutti e un matrimonio difficile, Anna sprofonda in una sorte drammatica: un matrimonio
combinato che nasconde l’orrore dell’incesto, tradimenti, povertà e violenza domestica. Una catena di
sventure che si rifletterà anche sulla vita di sua figlia, Tatiana. Sarà proprio il legame mai spezzato con
Rosemary a offrire a queste donne la chiave per la resilienza e la forza di non arrendersi, fino a un finale
incerto ma aperto alla speranza. «Trattandosi di vita vissuta - racconta l’autrice - la storia in parte era già
conosciuta. Sono parecchie le situazioni che si sono svelate pagina dopo pagina, mentre le scrivevo, perché
conoscere l’esito non è conoscere la trama che conduce a quell’esito».
Sono intense le tematiche che emergono, pagina dopo pagina, nel libro disponibile anche in
versione e-book: la lotta tra il desiderio di un “nuovo vivere” e le forme di pensiero radicate della vecchia
società; l’amicizia come locomotiva, capace di scendere nell’anima e portare luce dove c’è buio; la speranza
in un futuro migliore. Inoltre, la centralità dei sentimenti autentici, del perdono e del diritto di ogni
bambino a poter chiamare qualcuno “mamma”. «Il romanzo - afferma la scrittrice - trasmette al
lettore la bellezza e la grandezza dell’amicizia, un sentimento che parte dal cuore, che non guarda
in faccia nessuno ma che scende nell’anima portando quel calore che solo l’amore, quello vero e
incondizionato, può dare, e l’amicizia è la sorella gemella di quell’amore. Un forte insegnamento è dato dal
coraggio di resistere, dal tentativo di cambiare la situazione, dalla forza di non mollare mai con la certezza
che il giorno segue sempre la notte, con la tenacia di lottare senza mai arrendersi, cambiando anche il
proprio destino avverso».
Un’opera che non si limita a raccontare vite tormentate, ma lancia una sfida aperta alla fatalità,
dimostrando come il coraggio e la solidarietà femminile possano piegare anche la sorte più ingrata.
Federica Grisolia
Vincenzo La Camera (Addetto Stampa Aletti Editore)

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