“Occhi di sabbia”. La poesia sentinella di un’umanità velata dall’indifferenza

 



La poesia sentinella di un’umanità velata dall’indifferenza


E’ una metafora potente e amara della condizione contemporanea “Occhi di sabbia”, l’opera di Gianni

Attilio Ferrari pubblicata nella collana “Altre Frontiere” dell’Aletti Editore, tradotta in lingua araba

dal professor Hafez Haidar, accademico e scrittore, più volte candidato al Premio Nobel. “Gli occhi”

evocati nel titolo sono quelli di un’umanità che sembra aver smarrito la capacità di emozionarsi,

come se la vista fosse velata dal pulviscolo dell’indifferenza. «Corrisponde alla perdita della capacità di

emozionarci davanti agli eventi della vita. Le lacrime - afferma l’autore di Milano - non scendono più sui

nostri volti e gli occhi velati dalla sabbia dell’indifferenza perdono la percezione della visione e, quindi, del

reale». Gianni Attilio Ferrari, che ha lavorato per molti anni in alcune radiologie e medicine nucleari d’Italia

incontrando sofferenza e morte, è capace di indagare le pieghe più recondite dell’animo umano, la cui cifra

stilistica si distingue per l’equilibrio tra rigore filosofico e slancio lirico. Il poeta scava, infatti, nei temi

esistenziali dell’essere umano affrontando la sofferenza non come fine a sé stessa, ma come Giano

Bifronte: un dolore che guarda al passato ma che, contemporaneamente, funge da chiave per il futuro. «Ha

aperto le porte - confessa Ferrari - dandomi l’accesso a una pluralità di sentieri emotivi che convergono in

un unico punto di espressione; questo punto è come un filo che si dirama in più parti nell’intimo profondo

e collega le emozioni di un pensiero collettivo. Il difficile è annodare i capi di questo filo».

In un contesto globale frammentato, l’autore considera la poesia e la letteratura vere e proprie

sentinelle poste a difesa della civiltà. Esse vigilano sui valori dell’empatia e della comprensione

reciproca, con il loro insito, sebbene affievolito, potere di risvegliare le coscienze. Anche la traduzione in

arabo non è solo un’operazione linguistica ma significa costruire nuovi ponti e riscoprirne i punti di

contatto, dimostrando che i sentieri dell’anima e le domande esistenziali sulla vita e sul dolore sono

universali e non conoscono confini geografici. «L’autore - scrive, nella Prefazione, il professor Haidar -

affronta argomenti di grande attualità che sfiorano il cuore di tutti e che riguardano l’incolumità dell’uomo

e il suo destino, la religione, la cultura, la pace, gli armamenti, l’inquinamento atmosferico, la vecchiaia, la

famiglia e lo sfruttamento economico e finanziario dei potenti nei confronti delle nazioni povere».

L’opera “Occhi di sabbia”, disponibile anche nella versione e-book, è stata in esposizione negli

spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, dal 14 al 18 maggio 2026. «E’ una

grande opportunità per chi scrive, di poter trasmettere e condividere a una vasta platea di lettori -

commenta Ferrari - le proprie idee e i pensieri, nella speranza di poter lasciare qualche traccia.

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