Il mio spazio su AlessandriaPost: qui dove la scrittura deve emozionare di Giuseppina De Biase

Se una frase non mi fa tremare le mani mentre la scrivo, per me non ha valore. Non sono qui per riempire una pagina web, ma perché ho scelto AlessandriaPost come lo spazio in cui pubblicare la mia voce di autrice e incontrare direttamente i vostri sguardi.
Avere uno spazio proprio è un privilegio che comporta una grande responsabilità. Per questo, ogni volta che mi siedo alla tastiera pretendo che il mio metodo lo capiscano tutti e che emozioni prima di tutto me.  
La cultura non serve a dividere o a impressionare, ma a unire. È un ponte che si costruisce solo con parole trasparenti e sentimenti sinceri.
Ecco cosa troverete ogni volta che entrerete in questo mio spazio.
Se non trema la mia mano, la pagina resta fredda.
La tecnica da sola è un guscio vuoto. Si possono conoscere tutte le regole  ma se io non provo un brivido mentre digito sulla tastiera, so che voi non proverete nulla leggendo. La mia scrittura inizia nello stomaco, non nella testa.In questo spazio scelgo di pubblicare solo ciò che mi brucia dentro. Se un'idea o una frase non emoziona me per prima, la cancello senza pietà. L'onestà emotiva è l'unico filtro che mi concedo prima di premere il tasto "pubblica".
Semplificare è il mio atto di rispetto verso di voi.
Troppo spesso nel mondo culturale si confonde la complessità con la profondità. Molti usano un linguaggio difficile, accademico e distante solo per darsi un tono. Io cerco l’esatto opposto: prendere un concetto profondo e renderlo immediato. Voglio che il mio metodo e le mie riflessioni siano alla portata di tutti, dal lettore curioso allo scrittore in cerca di stimoli. Se un concetto non può essere spiegato in modo semplice, significa che non è stato compreso abbastanza a fondo. La chiarezza è la massima forma di eleganza e di rispetto che un'autrice deve al suo pubblico. 
Come prende vita ogni mio testo?
Ve lo spiego in due semplici  passaggi:
Il primo l'accensione emotiva: Scrivo la prima bozza di pancia, inseguendo il ritmo dell'emozione pura, senza pensare alle regole o al giudizio. 
Il secondo la pulizia per la chiarezza: Torno sul testo come un artigiano e tolgo il superfluo. Taglio i fronzoli per fare in modo che quel nucleo emotivo iniziale arrivi dritto, pulito e comprensibile a chiunque.
Scrivere, per me, non è mai stato un esercizio di stile, ma un atto di sopravvivenza. Lascio le parole difficili a chi vuole nascondersi, io scelgo la semplicità per potermi mettere a nudo. Non mi interessa scendere a compromessi:  se una riga non sa farsi capire e non sa far battere i cuori, per me non è cultura, è solo rumore. Metto le mie emozioni su questa tastiera con una sola promessa: in questo spazio non leggerete mai una parola che io non abbia prima vissuto.
Semplificare non è sottrarre, è liberare la verità. 
Su queste pagine troverete solo parole nude, vive, accessibili a tutti. La porta del mio spazio è aperta. Entrate, spogliatevi delle sovrastrutture e ditemi se avete ancora voglia di emozionarvi.


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