Wall Street Journal (USA): Nord Corea e le opzioni per rimuovere Kim Jong Un

Ciò che mi preoccupa è che non ci sia alcuna speranza di sopravvivenza per la  famiglia Kim, stretta tra l’aggressivo capitalismo di mercato di Seul e il capitalismo dirigista di partito di Pechino. Un paese governato per circa 70 anni da una minuscola élite su cui torreggia una dinastia che ha sempre esercitato – sin dal suo fondatore Kim il-sung – un potere patriarcale e paternalistico accompagnato da una spietata e brutale repressione e che non può reggere all’azione insistente esercitata dalla post-modernità. Prima o poi cadrà. Si, d’accordo, ma come cadrà? Invaso dai suoi “cugini” cinesi, come sembra augurarsi Bill Emmott – l’ex direttore del The Economist, grande esperto in materia di Far-East – oppure piegato dai suoi “fratelli” sudisti? La terza ipotesi è che si arrivi a un suicidio collettivo: il che non è da escludere a priori. Di tutti gli articoli che ho letto sulla stampa anglosassone, quello pubblicato dal WSJ a me sembra il più “ragionevole”. “Ragionevole”, nel senso che offre una soluzione pragmatica percorribile.
(WSJ) Options for Removing Kim Jong Un
The U.S. has never used all of its tools to topple the North Korean regime.
By The Editorial Board
SEUL: Domenica la Corea del Nord ha condotto il suo sesto esperimento nucleare, facendo detonare una bomba 10 volte più potente rispetto all’ultimo test compiuto l’anno scorso. Il governo sudcoreano afferma che Pyongyang sta preparando per la terza volta il lancio di un missile balistico intercontinentale. I test [condotti dai nordcoreani] sottolineano quanto l’intelligence statunitense abbia sottovalutato il loro progresso nucleare, ciò renderà le città americane vulnerabili all’attacco.
L’usuale ritornello degli esperti di politica estera è che il mondo non intravede altro che due opzioni opposte: la guerra o l’acquiescenza. La politica impostata e ripetuta dall’Amministrazione Trump, si appella alla Cina in modo tale che questa costringa la Corea del Nord a rinunciare al suo programma nucleare, nonostante le evidenze secondo cui i leader cinesi non vogliono aiutare [i nordcoreani] e Kim Jong Un potrebbe non prendere in considerazione i loro ordini.


Un attacco militare deve essere considerato come un’ultima soluzione perché potrebbe portare ad una guerra di grandi proporzioni, la quale potrebbe uccidere decine di migliaia [di persone] in Corea del Sud e in Giappone, tra cui anche le truppe americane. Ma gli Stati Uniti hanno altre opzioni. Washington può mettere una forte pressione sulla Corea del Nord e sul regime Kim Jong Un. Per capire come fare, utilizziamo la “cassetta degli utensili” in dotazione a chi possiede l’arte del governo, che talvolta è sintetizzato con l’acronimo DIMEFIL: la diplomazia, un servizio d’informazioni, la capacità militare, l’azione economica, finanziaria, l’intelligence e l’applicazione della legge (legalità).
  1. Diplomazia. Gli Stati Uniti possono mettere molta più pressione sui paesi per far sì che dismettano o limitino i loro legami con la Corea del Nord. Mentre il regime predica un’ideologia di autosufficienza, questo ha bisogno di legami internazionali per ottenere valuta straniera, la fonte delle materie prime e delle tecnologie ritenute necessarie.
  2. Servizio d’Informazioni. Disertori e transfughi stanno già inviando informazioni nel Nord riguardo il mondo esterno. Gli Stati Uniti e i suoi alleati possono espandere questo sforzo e incoraggiare le élite a passare al nemico o a preparare un colpo di stato interno.
  3. Capacità Militare. Approntando le difese missilistiche e le forze convenzionali diminuirà la capacità del Nord di ricorrere a ricatti nucleari. Distribuiendo armi nucleari tattiche alla Corea del Sud renderebbe la minaccia di ritorsione più credibile nell’eventualità di un attacco nucleare.
  4. Azione Economica. Donald Trump ha tweetato domenica che gli Stati Uniti stanno prendendo in considerazione sanzioni contro chiunque faccia affari con la Corea del Nord. Il regime utilizza reti di traders cinesi per eludere le sanzioni e anche per condurre un’attività più legittima. L’applicazione di sanzioni a queste reti potrebbe far limitare il commercio del Nord.
  5. Azione Finanziaria. Gli U.S.A. potrebbero interrompere l’accesso della Corea del Nord agli intermediari finanziari che effettuino transazioni in dollari USA. Lo scorso giugno, gli Stati Uniti hanno applicato sanzioni derivate alla Banca di Dandong, una banca cinese. I grandi istituti bancari cinesi dovrebbero subire un destino simile se dovessero continuare a facilitare il commercio con la Corea del Nord.
  6. Intelligence. La Proliferation Security Initiative, iniziata sotto l’amministrazione George W. Bush, ha seguito e intercettato le esportazioni di armi da parte della Nord Corea. Il programma potrebbe essere ampliato per bloccare altre esportazioni vietate dalle sanzioni delle Nazioni Unite.
  7. Legalità. Una Commissione d’inchiesta delle Nazione Unite nel 2014 riportò esempi di violazioni dei diritti umani nella vasta rete di campi di prigionia del Nord. La Cina e la Russia hanno scudato il regime di Kim da un processo contro la Corte penale internazionale per questi crimini contro l’umanità. Una pressione volta fornire delle risposte [a queste accuse] isolerebbe ulteriormente il Nord e incoraggerebbe le élites a disertare.
Quest’anno il Nord è particolarmente vulnerabile alla pressione esercitata dalla grave siccità accaduta da aprile a giugno, la quale ridusse il raccolto precoce del 30%. Se anche il principale raccolto dovesse subire le stesse conseguenze, Pyongyang potrebbe avere bisogno d’importare una quantità maggiore di cibo, mentre le sanzioni restringerebbero la sua capacità di ottenere valuta estera. [Si deve tener conto che] anche in un anno normale, il Nord deve importare circa 500.000 tonnellate di grano.
Sebbene il regime sia sopravvissuto a una grave carestia negli anni 90, oggi le conseguenze politiche di un raccolto insufficiente sarebbero severe. Inoltre, la consapevolezza nordcoreana del mondo esterno ha incoraggiato il cinismo nei confronti del governo e circa la metà della popolazione è impegnata in una qualche forma d’impresa privata. Gli operatori commerciali ignorano apertamente le leggi perché corrompono i funzionari. L’esercito, che era una volta la carriera più desiderabile, ora i soldati sono sottopagati e sottoalimentati. I nordcoreani non accetteranno semplicemente la fame come fecero due decenni fa.
Il ritiro degli aiuti alimentari per abbattere un governo sarebbe normalmente immorale, ma la Corea del Nord è un caso eccezionale. L’aiuto passato si è rivelato un errore in quanto ha perpetuato uno dei regimi più malvagi della storia. L’O.N.U. afferma che il 40% della popolazione è malnutrita, sebbene la famiglia Kim continui a spendere enormi somme in armi. Far cessare lo Stato nordcoreano il più rapidamente possibile è la soluzione più umana.
Idealmente il cambiamento del regime significherebbe la riunificazione coreana sotto il governo di Seul. Ma Pechino probabilmente opporrebbe resistenza a questo risultato, preferendo mantenere il Nord come uno Stato cuscinetto sotto il suo controllo. Tuttavia, ciò offrirebbe ai Nord Coreani una vita migliore ponendo altresì fine alla minaccia nucleare. Dovremmo inviare il messaggio a coloro intenzionati a fare un colpo di Stato che fino a quando rinunciano alle armi e ai missili nucleari non sarebbero puniti.
L’Amministrazione di Trump giustamente rifiuta di accettare la Corea del Nord come un potere nucleare, ma gli Stati Uniti e i suoi alleati non hanno mai usato tutte le loro opzioni, salvo quella di [prefigurare] un intervento militare per impedire che ciò accada. Gli Stati Uniti potrebbero ancora abbattere Kim Jong Un prima che costui diventi una minaccia nucleare globale, ma il tempo sta per esaurirsi.
Appeared in the September 5, 2017, print edition as ‘Options for Removing Kim.’

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