Venezia, “Un vecchio Paese” fotografa l’Italia che cambia

Due redattori in una redazione immaginaria osservano un monitor dedicato a Un vecchio Paese, con un borgo illustrativo in bianco e nero.
Fotografia, memoria e Italia che cambia: immagine editoriale illustrativa. Non riproduce opere di Lorenzo Barbieri Hermitte né l’allestimento della mostra.

Anziani, mestieri, riti e borghi che rischiano di scomparire: apre il 16 ottobre 2026 allo Spazio Thetis di Venezia, fino al 16 novembre, la mostra fotografica “Un vecchio Paese” di Lorenzo Barbieri Hermitte. Un viaggio in bianco e nero che invita a riflettere sul rapporto tra memoria e presente, attraverso le persone e i luoghi nei quali le trasformazioni dell’Italia diventano esperienza quotidiana.

Pier Carlo Lava – Alessandria Post

Lorenzo Barbieri Hermitte, lo sguardo di chi ritorna

Italiano di nascita, Lorenzo Barbieri Hermitte è cresciuto a Londra fino ai ventiquattro anni, prima di tornare a vivere in Italia. Questa esperienza costituisce una chiave per avvicinarsi al progetto: il ritorno permette di osservare con curiosità ciò che, per chi lo incontra ogni giorno, può essere diventato quasi invisibile. Il rapporto con i nonni, con i quali ha vissuto a Milano, ha contribuito alla ricerca sugli anziani e sulla memoria familiare. Il lavoro attraversa diverse regioni, dal Piemonte alla Sicilia, con particolare attenzione alla Sardegna. Nei suoi soggetti compaiono barbieri, pizzaioli, suore e pensionati: figure attraverso le quali interrogare il legame tra una storia personale e quella di un’intera comunità.

Volti, mestieri e luoghi della memoria

Il progetto si sviluppa attorno a quattro nuclei: anziani, mestieri e artisti, ritualità, borghi in progressivo abbandono. Il titolo richiama Un Paese, il libro di Cesare Zavattini e Paul Strand del 1955, mentre un viaggio in Barbagia nel 2024 ha dato ulteriore forza alla ricerca. Questi elementi suggeriscono una lettura che supera la semplice raccolta di testimonianze: un volto, un’attività artigiana o una celebrazione possono custodire conoscenze che nessun oggetto, da solo, riesce a conservare. Quando viene meno chi sa compiere un gesto o raccontarne il significato, anche il patrimonio materiale diventa più difficile da comprendere. È in questo rapporto tra persone e cose che il tema della memoria acquista una dimensione concreta.

Il bianco e nero e la domanda sul futuro

La scelta del bianco e nero offre una possibilità espressiva particolarmente coerente con il tema: porta l’attenzione sulle forme, sui volti e sulle relazioni tra i soggetti e lo spazio. Il rischio, davanti a immagini dedicate a un’Italia anziana, sarebbe quello di leggere ogni scena soltanto come il ricordo di un mondo migliore. Il progetto invita invece a una domanda più aperta: che cosa desideriamo trasmettere alle generazioni successive? Conservare una tradizione non significa necessariamente ripeterla immutata; può significare comprenderla, riconoscerne il valore e trovare nuove condizioni perché continui a vivere. Da questa prospettiva, la fotografia diventa un’occasione di attenzione verso persone ancora presenti, con desideri, competenze e una voce da ascoltare.

La mostra a Venezia

“Un vecchio Paese. Dove il passato e il futuro si scontrano” è in programma dal 16 ottobre al 16 novembre 2026 allo Spazio Thetis, nell’Arsenale Novissimo di Venezia; la scheda dell’esposizione indica come riferimento la fermata ACTV Bacini. Il percorso mette al centro una questione che riguarda anche chi vive lontano dai luoghi fotografati: come accompagnare il cambiamento senza perdere la conoscenza di ciò che ci ha preceduti. Orari di visita e condizioni di ingresso vanno verificati presso la sede prima di organizzare lo spostamento.

Fonti: presentazione della mostra su ArteRaku e segnalazione culturale fornita alla redazione. arteraku.it


GEO: Venezia, Arsenale Novissimo, Spazio Thetis – Veneto, Italia.

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Crediti: Immagine editoriale generata con Intelligenza Artificiale per Alessandria Post.

Copyright: © Alessandria Post – elaborazione grafica AI.


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