I tagli proposti: La protesta nasce in opposizione alle proposte di revisione per il prossimo Quadro Finanziario Poliennale (QFP 2028-2034) dell'Unione Europea. Tra le varie ipotesi in discussione (tra cui la proposta presentata dalla presidenza di turno del Consiglio UE), si prospettano tagli alle risorse per le regioni fino a 100 miliardi di euro o riduzioni percentuali nette ai fondi di coesione.
La richiesta del 20%: Nel documento d'appello si chiede espressamente che almeno il 20% dei finanziamenti complessivi del bilancio europeo sia destinato a strategie di sviluppo territoriale sostenibile e integrato, garantendo un'attenzione prioritaria alle aree interne, montane e periferiche.
Chi partecipa all'appello
La delegazione europarlamentare: L'iniziativa vede come capofila Nicola Zingaretti (PD) e vede la convergenza delle forze progressiste italiane al Parlamento Europeo, inclusa la delegazione del Movimento 5 Stelle (guidata da Pasquale Tridico).
I Governatori regionali: L'appello vede schierate le sei Regioni italiane di centrosinistra (Campania, Emilia-Romagna, Puglia, Sardegna, Toscana e Umbria), affiancate da rappresentanti delle autonomie locali al Comitato Europeo delle Regioni.
Le 3 criticità contestate
Centralizzazione della gestione: Oltre ai tagli economici, viene criticato il rischio di rinazionalizzazione dei fondi. L'ipotesi che la gestione delle risorse passi direttamente dai singoli governi centrali (tramite Piani di Partenariato unici) escluderebbe di fatto i livelli regionali e comunali dalla governance dei progetti locali.
Impatto su agricoltura e coesione: Il documento sottolinea come il ridimensionamento della Politica Agricola Comune (PAC) e dei fondi di coesione rischi di compromettere servizi essenziali, parità di diritti dei cittadini e investimenti di prossimità.
Priorità della spesa: I promotori evidenziano una contraddizione nella ripartizione delle risorse, contestando l'aumento massiccio della spesa per la difesa e gli armamenti a discapito delle politiche per la coesione sociale e lo sviluppo territoriale.
Per comprendere meglio le posizioni espresse sul ruolo dell'Unione Europea e sulla difesa del benessere e dell'integrazione sociale, è possibile approfondire le dichiarazioni e gli interventi di

«I cittadini europei sono europei e non dipendono dalla geografia. Le politiche di coesione servono a ridurre i divari e a garantire gli stessi diritti a tutti.» — Nicola Zingaretti
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