“SOTTOBOSCO” è l’album d’esordio da solista della cantautrice e interprete
«Dodici brani tra fragilità, appartenenza e resistenza: un racconto personale e collettivo che dà voce a chi cresce lontano dalle luci della ribalta»
Disponibile in vinile e in digitale a partire dal 27 novembre
“Sottobosco” è l’album d’esordio da solista della cantautrice e interprete Valeria Graziani, il progetto è curato dall'etichetta discografica Il Cantautore Necessario e dalle edizioni Musica del Sud di Edoardo De Angelis e Francesco Giunta, disponibile in digitale a partire dal 27 novembre. La presentazione ufficiale del disco avverrà in occasione del Superlocriø Festival il 27 novembre stesso presso il Museo Sigismondo Castromediano di Lecce alle ore 21. Anticipato dal singolo “Denti di leone”, disponibile dal 23 ottobre, il disco raccoglie dodici brani che affrontano temi quali la precarietà esistenziale, l’evoluzione delle relazioni, la perdita, l’autodeterminazione, intrecciando storie intime e sguardo sociale. Il sottobosco diventa metafora suggestiva di chi vive e crea ai margini, custodendo la possibilità di germogliare anche nelle condizioni più difficili. Nella scrittura della cantautrice confluiscono le esperienze maturate tra canzone d’autore, jazz, teatro e narrazione, unite dall’attenzione alla parola e alle sue possibilità espressive.
“...Sottobosco è un modo di essere, è un mondo di esseri. Certi artisti, similmente alle piante che in esso trovano il luogo prediletto e il microclima ideale, vivono lontani dalle luci della ribalta. Su un lembo di terra, sotto le foglie d’inverno, germogliano. Si preparano alla fioritura che nessuno si aspetta. Certi artisti, se vuoi trovarli, devi cercarli tu… Questo disco potrebbe essere definito un concept non perché racconti una sola storia ma perché ogni brano illumina una zona diversa dello stesso terreno”, spiega Valeria Graziani.
A tenere insieme le canzoni, quindi, è un terreno comune: il margine, la vulnerabilità e la capacità ostinata di restare saldi. “Daiquiri” racconta la precarietà economica, affettiva ed esistenziale di una generazione senza garanzie, che conserva la forza di ricominciare. “Tagliole per conigli” racconta l’autodeterminazione di chi è riuscito a prendere le distanze dalle insidie di un amore tossico, “Gli ombrelli di Poitiers” affida alla satira una critica alla mediocrità e al fascismo, confidando ottimisticamente nel rinsavimento del genere umano. In “Tramonto rosa”, il racconto autobiografico di una separazione trova nell’ironia e nella lucidità una strada verso la consapevolezza di sé. Lo sguardo si allarga alla dimensione collettiva con “Paolo”, canzone scelta fra oltre 1300 candidature da Musicultura Première 2026, ritratto di una generazione per cui l’emigrazione è insieme perdita e possibilità, e con “Parigi o cara” che ha risonanze emotive con il film di Vittorio Caprioli del 1962. Sia la canzone che il film prendono in prestito l’incipit del celebre duetto "Parigi o cara…" intonato nel terzo atto de La Traviata, creando un contrasto satirico con la trama dell’opera. Dietro la facciata seducente della grande città, affiorano solitudini e disillusioni. Il brano vede la partecipazione dell’artista Giuliana Paciolla. Manifesto politico e poetico dell’album, “Denti di leone” oppone al linguaggio del potere e alla logica del cinismo la letteratura, la naturalezza, la cortesia, il tempo condiviso e la bellezza delle cose che non generano profitto. Dentro un disco attraversato da conflitti e disincanto, “Intermezzo” apre una parentesi di pace: interpretata con l’artista Chiara Minaldi, racconta l’amore come incontro tra differenze da accogliere. “God Save the Queen” è una benedizione laica rivolta a una donna che cresce. Il brano non promette protezione dalle contraddizioni della vita ma celebra la libertà di attraversarle tutte. “Di mercoledì” magnifica il coraggio di una donna che decide di interrompere una relazione clandestina per abbracciare un'esistenza autentica. “Viola” è una canzone sull'assenza e sul tentativo “quasi” impossibile di renderla sopportabile. A chiudere il disco è “Dumani”, su testo scritto in dialetto palermitano della poetessa e attivista Francesca Amato, interpretato insieme con l’artista Laura Mollica e suonato e arrangiato dal maestro Scipione Sangiovanni. Nato come dedica a una persona scomparsa, il brano assume nell’interpretazione di Valeria Graziani il valore di un hymne à l'amour per Palermo, città capace di tenere insieme assenza e presenza.
Prodotto da Valeria Graziani, “Sottobosco” è stato registrato e missato da Riccardo Piparo presso gli studi Indigo – Cantieri 51 Records di Palermo, tra l’estate e l’autunno del 2025. Il mastering, prodotto da Francesco Giunta, è stato effettuato da Fabio Ferri presso il Millenium Audio Recording Studio di Roma. Valeria Graziani firma tutti i brani, con l’eccezione del testo di “Dumani”, scritto da Francesca Amato. Gli arrangiamenti sono frutto del lavoro sinergico tra la cantautrice e i musicisti coinvolti, mentre “Dumani” è stato suonato e arrangiato da Scipione Sangiovanni. All’identità sonora del disco contribuiscono Valeria Graziani alla voce e all’ukulele, Maurizio Crivello alla chitarra, Peppe Lana al pianoforte, Giulia Cusumano al violoncello e ai cori, Nicola Giammarinaro al clarinetto, Diego Tarantino al basso e al contrabbasso, Manfredi Crocivera alla batteria e Anthony Reina alle percussioni. Partecipano inoltre Chiara Minaldi in “Intermezzo”, Laura Mollica in “Dumani”, Arianna Paciolla con la voce di bambina in “God Save the Queen” e Giuliana Paciolla con la voce recitata in “Parigi o cara”. Le fotografie sono di Giulia Parrinello, mentre il progetto grafico è firmato da Caterina Campilongo e Luca Capparelli di Officine Creative.
Valeria Graziani è una cantautrice e interprete la cui ricerca ruota attorno alla centralità della voce e della scrittura. Formatasi al CET – Centro Europeo di Toscolano, affianca al percorso artistico gli studi di Musicologia e l’approfondimento del jazz, della chanson e della canzone teatrale. Nel 2007 dà vita ai Frequenze Rétro, progetto acustico legato al jazz manouche e alla canzone d’autore. Nel 2015 è semifinalista al Premio Fabrizio De André, finalista regionale di Arezzo Wave e seconda classificata al Biella Festival. Nel 2017 pubblica “Nel cilindro di un mago”, presentato all’Auditorium RAI di Palermo e seguito da oltre trenta concerti in Italia. Negli anni successivi partecipa a progetti dedicati a Gianmaria Testa e a Fabrizio De André; dal 2022 con le artiste Giulia Mei, Laura Mollica, Cecilia Pitino e Alessandra Ristuccia, è la voce de “La Buona Novella in siciliano”, riadattamento in palermitano di Francesco Giunta dell’opera di Fabrizio De André, con la direzione artistica di Edoardo De Angelis e gli arrangiamenti di Alberto Laruccia, approdata al Festival di Segesta, dove registra il tutto esaurito.
Palermo, 14 ottobre 2026
Resp. comunicazione: Gabriele Lo Piccolo – 3204424268 - info@gabrielelopiccolo.it
Pubblicato da Elena Piccinini (RE)

Commenti
Posta un commento
Grazie per il tuo commento torna a trovarci su Alessandria post