“Passi acuminati: il dolore delle parole e le ferite silenziose dell’esistenza”. Recensione della poesia di Silvia De Angeli
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| Il dolore delle parole e le ferite dell'esistenza. Un cammino solitario tra spine di carta e cicatrici d'oro. Un omaggio a Silvia De Angelis. |
Nella poesia “Passi acuminati”, Silvia De Angelis esplora le ferite invisibili provocate dalle parole, il peso del silenzio e le inquietudini più intime dell'animo umano. Attraverso immagini dense, metafore originali e un linguaggio fortemente suggestivo, la poetessa racconta un'esistenza nella quale il dolore si insinua nei gesti quotidiani, lasciando tracce indelebili nel cammino interiore.
Pier Carlo Lava – Alessandria Post
PASSI ACUMINATI di Silvia De Angelis
Solo pagliuzze scalfiscono molecole d’aria
nella cupezza d’un sordo mutismo.
Il senso di malevole parole rimbomba
nell’inquieto bazar della sera
smorzato da una ruga di luna sul parapetto del buio.
Non si stemperano stracci dolorosi nell’eremo
spoglio di dolcezza.
Solo ortiche disarmano la soglia d’un sipario
senza pulpito, né soliloquio
mentre il fermento del cruccio
incide su passi acuminati di vita.
@Silvia De Angelis
Recensione: quando le parole feriscono più del silenzio
“Passi acuminati” è una lirica che si sviluppa attraverso una sequenza di immagini dense ed evocative, in cui Silvia De Angelis traduce il malessere interiore in materia poetica pulsante. Fin dall'avvio, le «pagliuzze» che scalfiscono le «molecole d'aria» definiscono una vulnerabilità quasi microscopica, mentre la morsa del «sordo mutismo» introduce una profonda condizione di solitudine affettiva ed esistenziale. Il peso delle parole ostili assume una risonanza corrosiva: non si esaurisce nell'istante in cui viene pronunciato, ma continua a riecheggiare nella coscienza, alimentando un'eco persistente di disagio e tormento.
Tra i passaggi di maggiore forza lirica spicca la «ruga di luna sul parapetto del buio», una sintesi visiva di straordinaria intensità in cui la luce notturna tenta invano di arginare l'angoscia circostante. L'«eremo spoglio di dolcezza» e l'asprezza delle «ortiche» delimitano uno spazio simbolico privo di riparo, dove il teatro interiore perde ogni palco o mediazione verbale. La chiusa, affidata all'attrito che «incide su passi acuminati di vita», condensa la vertigine di un cammino scabro e tagliente, dove l'esperienza del dolore plasma inesorabilmente la percezione del reale.
La scrittura di Silvia De Angelis si impone per l'originalità degli accostamenti lessicali e una cadenza ritmica interna guidata dalla successione visiva delle metafore, lontana da artifici metrici tradizionali. Una poesia rigorosa e partecipe, che esige attenzione e invita chi legge a rintracciare, sotto la complessa trama simbolica, la verità nuda e universale dei sentimenti umani.
Silvia De Angelis, breve profilo dell'autrice
Silvia De Angelis è un'autrice di poesia contemporanea che dedica la sua ricerca alle dinamiche emotive, alle ferite interiori e al valore simbolico della parola poetica. Il suo stile unisce forza icastica, densità metaforica e sensibilità psicologica, dando voce a stati d'animo complessi difficilmente traducibili nel linguaggio ordinario. Per approfondire la sua produzione e leggere altri testi, è possibile consultare il blog personale indicato nei riferimenti in calce.
“Passi acuminati” di Silvia De Angelis. Un componimento dedicato alle ferite provocate dalle parole, alla sofferenza interiore, alla solitudine e alle difficoltà del cammino umano, attraverso un linguaggio poetico ricco di metafore.
Fonte del testo poetico e approfondimenti sull'autrice:
Blog di Silvia De Angelis Leggi anche: Alessandria Post – Poesia, cultura, letteratura e attualità.
Altre letture: ItalianNewsPost – Recensioni letterarie, poesia e approfondimenti culturali.

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