Ci sono donne che hanno attraversato la storia lasciando un segno indelebile, sfidando pregiudizi, convenzioni e discriminazioni. Il tema della libertà femminile trova una significativa espressione in due contributi che meritano particolare attenzione. Cinzia Rota, autrice che apprezzo per la sensibilità e la profondità delle sue riflessioni, ci accompagna in un percorso dedicato a figure femminili straordinarie. Antonio Nobili, autore e protagonista della conferenza-spettacolo “Le chiamavano streghe”, porterà invece queste storie sul palcoscenico della Biblioteca Comunale di Subiaco il 30 ottobre. A entrambi rivolgo i miei complimenti per la capacità di valorizzare, attraverso la parola e il teatro, il coraggio e la libertà delle donne.
Pier Carlo Lava – Alessandria Post
LE CHIAMAVANO STREGHE
Perché le donne libere hanno sempre fatto paura
Testo di Cinzia Rota
C’è una parola che attraversa i secoli come una traccia incandescente, capace di incidere la storia femminile con una precisione che scotta trasformando l’intelligenza in sospetto, il coraggio in allarme, la libertà in qualcosa da contenere.
Quella parola è strega.
Nel tempo, è bastato un pensiero troppo luminoso, un gesto fuori dalla consuetudine, una voce che non si piegava. Cleopatra, Ipazia, Giovanna d’Arco, Frida Kahlo, Alda Merini, Oriana Fallaci: donne lontane per epoca e destino, eppure unite da un filo che non si spezza.
Hanno attraversato il loro tempo portando il ritmo di una libertà viva.
Erano presenze che ampliavano lo spazio attorno a sé.
Portavano un modo diverso di guardare il mondo, una postura interiore che non si lasciava addomesticare.
E questo, da sempre, genera timore: la libertà femminile non è mai stata un concetto tranquillo, ma si tratta di un’apertura che dischiude sentieri, un movimento che plasma la direzione del vivere.
Ogni volta che una donna ha osato andare oltre la misura prevista, qualcuno ha trovato un nome per contenerla.
“Strega” è stato uno di quei nomi: una parola che riduce, non racconta, e incasella.
Antonio Nobili e il viaggio dentro le vite che resistono al silenzio
Venerdì 30 ottobre, alla Biblioteca Comunale di Subiaco, Antonio Nobili ci guiderà dentro queste esistenze ardenti con LE CHIAMAVANO STREGHE, una conferenza‑spettacolo che intreccia storia, racconto e teatro.
Nobili possiede una sensibilità rara: porta in scena le figure femminili con cura senza addolcire, con precisione e mai giudizio.
Le ascolta.
Le lascia respirare.
Le restituisce alla loro complessità.
E forse la domanda più urgente non riguarda il passato.
Non è “perché un tempo venivano chiamate streghe”.
La domanda è un’altra:
come guardiamo oggi le donne che avanzano con una propria luce, senza somigliare a nessun’altra?
Antonio Nobili, biografia dell'autore e regista teatrale
Antonio Nobili è un poeta, autore e regista teatrale italiano, impegnato nella valorizzazione di figure storiche, artistiche e letterarie attraverso spettacoli che uniscono ricerca biografica, narrazione e linguaggio scenico. È alla guida di La Cervona – Editoria & Spettacolo, realtà indipendente dedicata alla pubblicazione di opere biografiche e alla produzione di rappresentazioni teatrali ispirate a personalità che hanno lasciato un segno nella storia. Tra i suoi lavori figura “Alda Merini – Una donna sospesa tra il dolore e la gioia”, spettacolo da lui scritto e diretto, interpretato da Giorgia Trasselli e Andrea Carpiceci, dedicato alla complessa vicenda umana e poetica della celebre autrice milanese.
Nobili ha inoltre affrontato la figura di Frida Kahlo e ideato “Indomite – Storie di donne disobbedienti”, progetto teatrale dedicato a protagoniste femminili che hanno sfidato convenzioni e limiti imposti dalla società. Sul versante editoriale è autore di “Tu mi sognavi, io non dormivo”, opera incentrata sul rapporto tra la poetessa Anna Achmatova e il pittore Amedeo Modigliani.
Il suo percorso artistico attribuisce particolare importanza alla memoria, alla libertà individuale e alla capacità del teatro di restituire voce a esistenze straordinarie. Questa sensibilità caratterizza anche la conferenza-spettacolo “Le chiamavano streghe – Le donne libere hanno sempre fatto paura”, in programma il 30 ottobre 2026 alla Biblioteca Comunale di Subiaco, nella quale la storia delle donne diventa occasione di riflessione sul coraggio, sull'indipendenza e sulla libertà di pensiero.
🎭 LE CHIAMAVANO STREGHE
Le donne libere hanno sempre fatto paura
📅 Venerdì 30 ottobre 2026 – ore 18:00
📍 Biblioteca Comunale di Subiaco
Viale della Repubblica, 26 – Subiaco (RM)
🎟️ INGRESSO GRATUITO
Prenotazione obbligatoria per riservare il proprio posto.
📞 320 460 7314
Una produzione La Cervona Editoria & Spettacolo, con il patrocinio del Comune di Subiaco.
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Cinzia Rota, biografia della poetessa e scrittrice milanese
Cinzia Rota, poetessa, scrittrice e artista milanese, si dedica alla poesia, alla narrativa e alla sperimentazione delle immagini. La sua attività artistica attraversa diversi linguaggi espressivi: letteratura, teatro, radio, interpretazione vocale e produzioni audiovisive, con esperienze nella declamazione poetica e nella realizzazione di video e book trailer. La sua scrittura si distingue per una forte componente introspettiva, nella quale emozioni, memoria, identità femminile, dimensione onirica e ricerca interiore si intrecciano attraverso immagini simboliche, talvolta accompagnate da ironia e riflessioni sulla condizione umana.
Fonte: Testo di Cinzia Rota
Immagine illustrativa generata con Intelligenza Artificiale; autore della realizzazione non specificato. Non rappresenta ritratti storici autentici.
Locandina promozionale di La Cervona Editoria & Spettacolo.
Alessandria Post: https://piercarlolava.blogspot.com/ – Cultura, poesia, letteratura, eventi e approfondimenti.
ItaliaNewsPost: https://italianewspost.com/ – Cultura, attualità e approfondimenti dall'Italia e dal mondo.
Nota editoriale: La pubblicazione congiunta valorizza due contributi complementari: la riflessione letteraria di Cinzia Rota e la dimensione teatrale dell'iniziativa di Antonio Nobili.


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