La Poetica del Sospeso: La Cifra Lirica e Sensoriale di Michela Intropido


Un viaggio tra la parola scolpita, la mente che veglia e il respiro che osserva

Nel panorama poetico contemporaneo, la ricerca della sintesi e della verità interiore passa spesso attraverso un processo di spogliazione radicale del verso. La poesia di Michela Intropido si colloca con nitida coerenza in questa dimensione: un’opera di misurato e solido scalpello, dove la parola non cerca l'artificio decorativo, ma si fa sostanza organica, respiro e notazione profonda dell'anima.

Il corpo, la mente e la materia del tempo

La cifra stilistica di Michela Intropido si distingue per una straordinaria tensione visiva e sensoriale. Le sue liriche non si limitano a evocare: chiamano in causa l'esperienza della carne e della mente. La parola si muove spesso sulla soglia del sonno, del vegliare e del ricordo, facendosi materia concreta attraverso un ritmo interiore che cerca la quiete nel caos apparente dell'esistere.

In quest'architettura di versi cadenzati, la mente diviene spazio di carambole e metamorfosi. Tra «ombre di buio» che si orientano a cercare ristoro e immagini che si avvicendano nel silenzio, affiora sempre una profonda e matura accettazione dell'imperfezione del sentire. La vera forza di questa poetica risiede nella capacità di trasformare la stanchezza o l'inquietudine in una forma alta di consapevolezza: una presenza quieta in cui persino il respiro si fa testimone e osservatore del mondo.

La lirica

A testimonianza di questo percorso tra la veglia, la ricerca visiva e la quiete ritrovata, proponiamo il componimento «OMBRE DI BUIO»:

OMBRE DI BUIO

Dolce il sogno

nel caldo corpo.

Veglia la mente,

travagliata e attenta.

Ombre di buio

si orientano pazze

nell' occhio chiuso

a cercar ristoro.

Ho veglia

sul mio astratto sguardo

e trovo la bellezza del puro assembramento.

Le immagini non sono nitide,

si girano e rigirano

nel buio del niente.

Mentre la mente

gioca,

fra carambole di ricordi

arriva la quiete.

Il respiro osserva.

— Michela Intropido

Un ritmo verticale che fa respirare il silenzio

La scansione metrica e la disposizione grafica utilizzate da Michela Intropido funzionano come una vera e propria notazione musicale del respiro. L'alternanza tra la stasi del corpo e il gioco dinamico dei pensieri crea un'atmosfera avvolgente, dove la pagina bianca partecipa attivamente alla costruzione del senso.

In questo modo, la poesia si fa prima di tutto ascolto. Nel climax di «Ombre di buio», la mente smette di battersi contro le immagini indefinite per lasciare spazio alla quiete: una dimensione in cui l'atto di respirare non è più soltanto una funzione vitale, ma uno sguardo puro e pacificato che custodisce l'esistenza.

Dall'ombra riconosciuta al gioco dei ricordi, la poesia di Michela Intropido si rivela un prezioso breviario di presenza: una testimonianza autentica di come il linguaggio sappia trasformare l'inquietudine e la notte in uno spazio di luce e armonia.

Sergio Batildi.

“Immagine realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale a esclusivo scopo illustrativo. Non rappresenta necessariamente persone, luoghi o fatti reali."

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