Il giallo della ricina a Pietracatella, in provincia di Campobasso, continua a sollevare interrogativi inquietanti. La morte di una madre e della figlia quindicenne, avvenuta nel dicembre 2025, è al centro di un'indagine per duplice omicidio premeditato. Le nuove verifiche informatiche potrebbero aiutare gli investigatori a ricostruire l'origine del veleno e a individuare eventuali responsabilità. Resta fondamentale distinguere le ipotesi investigative dai fatti accertati, nel rispetto delle vittime e delle persone coinvolte.
Pier Carlo Lava – Alessandria Post
Le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara
Il caso di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, di appena 15 anni, ha profondamente colpito la comunità di Pietracatella e richiamato l'attenzione nazionale. Le due vittime sono morte nel dicembre 2025 e gli accertamenti successivi hanno indirizzato le indagini verso un avvelenamento da ricina, una sostanza altamente tossica ricavabile dai semi della pianta del ricino. La vicenda, inizialmente caratterizzata da numerosi interrogativi sulle cause dei decessi, ha assunto i contorni di un possibile duplice delitto. La Procura di Larino conduce un'inchiesta per duplice omicidio premeditato contro ignoti, mentre gli investigatori cercano di chiarire come la sostanza possa essere stata procurata, attraverso quale modalità sia stata somministrata e chi possa aver avuto accesso alle vittime. Sono questioni centrali sulle quali, allo stato delle informazioni pubblicamente disponibili, non esistono ancora risposte definitive.
Le verifiche sui computer e la ricerca di tracce digitali
Martedì 13 ottobre 2026 le indagini hanno registrato un nuovo sviluppo, con controlli informatici condotti dalla Squadra Mobile e dal Servizio Centrale Operativo della Polizia. Le verifiche hanno interessato circa 70 computer dell'Istituto Agrario di Riccia, in provincia di Campobasso, attraverso un'attività durata approssimativamente cinque ore. Gli accertamenti si inseriscono in un programma più ampio che riguarda anche altri istituti scolastici del territorio, con operazioni previste fino al 16 ottobre. L'obiettivo è ricercare eventuali elementi digitali utili all'inchiesta, comprese possibili consultazioni online relative alla ricina e tracce di attività informatiche non immediatamente visibili. La verifica dei dispositivi non dimostra che siano stati utilizzati per preparare il delitto, né costituisce di per sé un elemento di responsabilità nei confronti delle persone che frequentano o lavorano negli istituti interessati. Si tratta di accertamenti investigativi il cui valore potrà essere stabilito soltanto attraverso l'analisi dei risultati.
L'ipotesi che il vero bersaglio fosse il marito
Uno degli aspetti più delicati emersi nelle ricostruzioni giornalistiche riguarda l'ipotesi che il veleno potesse essere destinato a Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, anziché alle due vittime. Se questa possibilità trovasse riscontri, potrebbe modificare la ricostruzione della dinamica e del movente. Tuttavia, non risulta accertato che Gianni Di Vita fosse il destinatario dell'avvelenamento e non è possibile presentare tale scenario come una conclusione investigativa definitiva. La distinzione è particolarmente importante in una vicenda nella quale le notizie si susseguono rapidamente e ogni indiscrezione rischia di assumere, agli occhi dell'opinione pubblica, il valore di una prova. Saranno esclusivamente gli elementi raccolti dagli investigatori e le successive valutazioni dell'autorità giudiziaria a chiarire se questa pista abbia un concreto fondamento.
Le ricerche online prima e dopo la tragedia
Un elemento particolarmente significativo riguarda alcune ricerche e conversazioni online sulla ricina, che sarebbero state individuate dagli investigatori. Secondo le ricostruzioni pubblicate da diverse testate, l'attenzione si concentra anche sulla piattaforma Reddit, dove sarebbero comparsi quesiti relativi al veleno prima della morte delle due donne e, successivamente, domande sulla possibilità di individuarne le tracce attraverso gli accertamenti medico-legali. La sequenza temporale potrebbe assumere importanza qualora gli investigatori riuscissero a stabilire con certezza chi abbia effettuato quelle ricerche e se esista un collegamento concreto con il duplice avvelenamento. L'identità degli autori delle attività online non risulta tuttavia accertata e la semplice consultazione di informazioni su una sostanza tossica non costituisce automaticamente una prova di coinvolgimento in un delitto.
Quattro scuole coinvolte negli accertamenti
Il programma investigativo riguarda quattro istituti scolastici del Molise. Dopo l'Istituto Agrario di Riccia, le verifiche sono previste mercoledì 14 ottobre al Liceo Scientifico della stessa località, giovedì 15 ottobre al Liceo Classico Mario Pagano di Campobasso e venerdì 16 ottobre al Liceo delle Scienze Umane di Casacalenda. Secondo Adnkronos, gli accertamenti riguardano complessivamente 155 computer, con particolare attenzione alle cronologie di navigazione, ai file eventualmente cancellati e alle informazioni che potrebbero consentire di ricostruire gli accessi alle postazioni. La scelta degli istituti è collegata anche alla presenza, come studenti o dipendenti, di persone ascoltate o comunque rilevanti per la ricostruzione del contesto familiare. Essere ascoltati dagli investigatori o lavorare in una scuola sottoposta a verifiche non significa essere sospettati di un reato.
La ricina e gli interrogativi sull'avvelenamento
La ricina è una tossina estremamente pericolosa che può provocare gravi danni all'organismo e, nei casi più severi, conseguenze mortali. Nel caso di Pietracatella, gli accertamenti medico-scientifici hanno consentito di attribuire i decessi all'intossicazione da questa sostanza. Resta però da chiarire un punto decisivo: in quali circostanze Antonella e Sara siano entrate in contatto con il veleno. Gli specialisti coinvolti nelle valutazioni hanno sottolineato che l'identificazione della sostanza non consente, da sola, di stabilire se l'assunzione sia stata accidentale oppure provocata da terzi. La Procura continua quindi a esaminare gli elementi disponibili, cercando di collegare i risultati scientifici alle testimonianze, ai rapporti personali e alle eventuali tracce informatiche.
Un'inchiesta ancora aperta, tra prove scientifiche e interrogativi
A quasi dieci mesi dalla tragedia, il giallo di Pietracatella rimane senza una soluzione giudiziaria. Le verifiche sui computer potrebbero fornire nuovi elementi, ma non è possibile prevedere se saranno sufficienti a identificare chi abbia procurato o somministrato la ricina. Il lavoro degli investigatori dovrà chiarire la provenienza della sostanza, le circostanze dell'avvelenamento e l'eventuale movente, senza trascurare le diverse ipotesi ancora oggetto di valutazione. Al centro della vicenda restano soprattutto Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara, due vite spezzate da una tragedia sulla quale la famiglia e l'intera comunità attendono risposte. La ricerca della verità richiede rigore, riscontri verificabili e rispetto della presunzione di innocenza.
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Giallo della ricina a Pietracatella: il 13 ottobre 2026 nuove verifiche su 155 computer di quattro scuole. Le ultime notizie sulle indagini per la morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita.
Fonti: RaiNews, Sky TG24, Adnkronos e ANSA, notizie e aggiornamenti del 9–13 ottobre 2026.
Approfondimenti: RaiNews, 13 ottobre 2026; Adnkronos, 13 ottobre 2026.
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