Fwd: A BIELLA I 25 ANNI DI MUSEIMPRESA PER RACCONTARE IL PATRIMONIO INDUSTRIALE ITALIANO

DAL SAPER FARE AL FAR SAPERE: A BIELLA I 25 ANNI DI MUSEIMPRESA PER RACCONTARE IL PATRIMONIO INDUSTRIALE ITALIANO

Il seminario promosso dall'Associazione Italiana Musei e Archivi d'Impresa, tra cultura manifatturiera, turismo industriale e la presentazione del volume “Il vocabolario della cultura d’impresa”.

Biella, 15 ottobre 2026 – Trasformare il saper fare delle imprese italiane in conoscenza condivisa, racconto e cultura. È il tema al centro di “Dal saper fare al far sapere”, il Seminario annuale di Museimpresa – Associazione Italiana Archivi e Musei d’Impresa, inaugurato oggi a Biella, con incontri, momenti di confronto e visite a musei, archivi e luoghi della produzione.

L’appuntamento assume quest’anno un significato particolare: Museimpresa celebra nel 2026 i suoi primi 25 anni di attività. Nata a Milano nel 2001 per iniziativa di Assolombarda e Confindustria, l’Associazione ha costruito nel tempo una rete nazionale che riunisce musei e archivi di grandi, medie e piccole imprese, con l’obiettivo di conservare e valorizzare la memoria industriale italiana e, soprattutto, di trasformarla in uno strumento di conoscenza, formazione e innovazione.

Per tre giorni il territorio biellese, espressione di una delle più solide e riconoscibili culture manifatturiere italiane, diventa luogo di incontro e confronto per la rete di Museimpresa. Un territorio in cui il patrimonio di conoscenze, competenze e capacità produttive costruito nel tempo continua a dialogare con l’innovazione e con le nuove sfide dell’impresa.

“Il saper fare è il tratto distintivo dell’industria italiana: nasce dall’intelligenza delle persone, dalla qualità del lavoro, dalla capacità di tenere insieme tradizione e innovazione. Ma oggi il saper fare deve diventare sempre più anche far sapere: racconto, condivisione, formazione. Nei 25 anni di Museimpresa abbiamo lavorato proprio in questa direzione, valorizzando musei e archivi d’impresa come luoghi vivi, capaci di trasformare la memoria in conoscenza e la conoscenza in uno strumento per costruire il futuro”, afferma Antonio Calabrò, Presidente di Museimpresa.

L'incontro, intrapreso alla presenza di Marta Benedetto, Vicepresidente della Fondazione FILA, ha messo in luce il valore profondo dell'eredità industriale come risorsa viva per il territorio. “Ospitare questo seminario presso il FILA Brand Experience Center significa ribadire l'importanza della memoria d’impresa, un patrimonio capace non solo di raccontare da dove veniamo, ma di darci chiavi di lettura per capire il presente e progettare il futuro. L’Archivio e il Museo FILA nascono proprio per custodire la storia di un’azienda e renderla fruibile e condivisibile, affinché continui a produrre conoscenza e cultura. È un impegno che portiamo avanti con forte responsabilità e che siamo felici di condividere con la rete di Museimpresa”.

Valentina Colombi funzionaria archivista del Ministero della Cultura Soprintendenza archivistica e bibliografica del Piemonte e Valle d'Aosta ha ricordato l’importanza della tutela degli archivi d'impresa del territorio "sottolineando la necessità di una sempre più stretta collaborazione tra aziende e istituzioni, al fine mettere in dialogo la valorizzazione in ottica heritage dei patrimoni culturali privati con l'esigenza pubblica di conoscere e valorizzare la memoria del tessuto produttivo del nostro Paese".

L’identità manifatturiera del territorio biellese, dal 2019 riconosciuto all'interno della rete mondiale delle Città Creative UNESCO viene richiamata da Sara Gentile, Vicesindaco e Assessore alla Cultura della Città di Biella, per la quale ospitare l'evento è motivo di orgoglio proprio perché “i nostri archivi e musei d’impresa non sono semplici custodi di memorie, ma snodi vivi in cui la storia dialoga costantemente con la spinta all'innovazione”.

Un legame indissolubile, quello tra produzione, territorio e crescita culturale, ribadito dai vertici dell'Unione Industriale Biellese. Il Presidente Paolo Barberis Canonico ha evidenziato come festeggiare in città questo traguardo sia un segnale forte per un distretto fortemente intrecciato con l'industria: “Raccontare la storia delle aziende significa rendere visibile il contributo che il sistema manifatturiero offre ogni giorno allo sviluppo del Paese. In questo percorso, i musei aziendali custodiscono competenze che hanno segnato intere generazioni, diventando fonti di ispirazione e luoghi capaci di trasmettere l'identità del lavoro ai giovani”.

Un potenziale di racconto che si traduce oggi anche in nuove opportunità di sviluppo turistico ed economico, come ha evidenziato in chiusura Alessandro Boggio Merlo, Presidente della Sezione Turismo e Cultura dell’Unione Industriale Biellese, definendo i musei aziendali “una leva sempre più importante per un turismo autentico ed esperienziale, capace di generare valore, promuovere il territorio e favorire nuove occasioni di attrazione e networking per potenziali nuovi collaboratori e visitatori”.

Museimpresa promuove la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio industriale italiano come componente essenziale del patrimonio culturale del Paese. Nata nel 2001 per iniziativa di Assolombarda e Confindustria, riunisce oggi oltre 170 realtà tra musei e archivi d’impresa, fondazioni e istituzioni culturali, espressione di settori, territori e storie produttive differenti.

Una rete che custodisce e racconta un patrimonio vivo di saperi, competenze, oggetti, documenti e testimonianze, capace di restituire l’evoluzione economica, sociale e culturale dell’Italia. Dal design alla moda, dalla meccanica all’automotive, dall’alimentare alla farmaceutica, dall’energia alle infrastrutture, le realtà di Museimpresa condividono la convinzione che la memoria industriale non sia soltanto conservazione del passato, ma una risorsa per comprendere il presente e progettare il futuro.

Attraverso questo patrimonio, Museimpresa racconta il Made in Italy non semplicemente come indicazione di provenienza, ma come espressione di una cultura del fare fondata sulla qualità, sulla creatività, sull’innovazione e sulla capacità di coniugare sapere tecnico e cultura umanistica. Un valore culturale e competitivo che appartiene all’identità del Paese e rappresenta una risorsa strategica per il suo futuro.

 Pubblicato da Maria Pellino 


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