Fibromialgia, il CReI mobilita tutte le Regioni: garantire le prestazioni gratuite previste dai nuovi LEA
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| Un momento del Congresso nazionale CReI a Bologna. Da sinistra, secondo l'identificazione fornita dall'organizzazione: Benucci, Zicolella, Marotto e Bentivenga. |
Pier Carlo Lava – Alessandria Post
Dal Congresso di Bologna un'iniziativa rivolta a tutte le Regioni
Il Collegio Reumatologi Italiani (CReI) annuncia un'azione nazionale per favorire l'applicazione delle nuove disposizioni sulla fibromialgia, recentemente inserita tra le condizioni croniche e invalidanti che danno diritto a specifiche esenzioni dalla partecipazione alla spesa sanitaria. L'iniziativa è stata presentata da Crescenzio Bentivenga, vicepresidente CReI, e Daniela Marotto, past-president della società scientifica, durante il 29° Congresso nazionale, in programma a Bologna dal 13 al 15 ottobre 2026. L'obiettivo è richiamare l'attenzione delle amministrazioni regionali sulla necessità di rendere concretamente disponibili i servizi e le prestazioni riconosciuti dal codice 068, evitando che un importante risultato normativo rimanga privo di un'applicazione omogenea sul territorio italiano. Il CReI intende inviare richieste di audizione alle Commissioni Sanità dei Consigli regionali e agli assessori competenti per la Salute e il Welfare, coinvolgendo anche i propri delegati territoriali. Attraverso questi incontri, i rappresentanti della società scientifica illustreranno le disposizioni introdotte e le esigenze dei pazienti, sollecitando le istituzioni a predisporre quanto necessario per il riconoscimento e la fruizione delle prestazioni.
Codice 068: chi può ottenere l'esenzione e quali prestazioni sono previste
L'aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza introduce il codice 068 per la sindrome fibromialgica limitatamente alle forme molto severe, identificate attraverso un punteggio superiore a 82 nel FIQR (Revised Fibromyalgia Impact Questionnaire), questionario utilizzato per valutare l'impatto della malattia sulla vita quotidiana. Lo strumento prende in considerazione diversi aspetti, tra cui le limitazioni funzionali, il benessere generale e l'intensità dei sintomi. Il riconoscimento non deve essere confuso con un'esenzione generalizzata per tutte le persone che ricevono una diagnosi di fibromialgia: la normativa nazionale stabilisce infatti criteri precisi per individuare i beneficiari. Tra le prestazioni considerate figurano una visita specialistica di controllo annuale e interventi di rieducazione motoria, secondo le condizioni e le frequenze previste dalla disciplina sanitaria. L'istruttoria normativa contempla anche una visita di controllo psichiatrica tra le prestazioni individuate. La documentazione esaminata indica inoltre una durata minima di due anni per l'attestato di esenzione. Il riconoscimento deve avvenire attraverso le procedure sanitarie previste, con certificazione della condizione clinica e valutazione dei requisiti, mentre le modalità organizzative e di accesso devono essere rese operative dai servizi territoriali.
Oltre l'80% dei pazienti potrebbe rimanere escluso
Il riconoscimento della fibromialgia rappresenta un risultato importante, ma il CReI esprime preoccupazione per i limiti della misura, che riguarda soltanto le manifestazioni cliniche più severe. Secondo le valutazioni richiamate dalla società scientifica, oltre l'80% delle persone affette dalla sindrome potrebbe rimanere escluso dall'esenzione specifica, pur convivendo con sintomi capaci di condizionare significativamente la vita personale, familiare e lavorativa. Le valutazioni tecniche esaminate in Parlamento stimano che le forme molto severe, sulla base di uno studio condotto su 2.339 pazienti italiani, rappresentino circa il 16,2% dei casi analizzati. Applicando questa proporzione a una popolazione stimata di circa 900.000 persone, la documentazione governativa ipotizza circa 150.000 possibili beneficiari dell'esenzione. Si tratta di una stima utilizzata per valutare l'impatto della misura e non di un conteggio definitivo dei pazienti italiani. Il problema sollevato dal CReI riguarda quindi la necessità di proseguire il percorso di riconoscimento della malattia, valutando ulteriori tutele anche per chi presenta manifestazioni meno severe secondo il questionario, ma comunque rilevanti per la qualità della vita.
Fibromialgia, una sindrome complessa che richiede attenzione
La fibromialgia è una sindrome cronica caratterizzata principalmente da dolore muscoloscheletrico diffuso, spesso accompagnato da stanchezza persistente, disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione e altri sintomi che possono variare considerevolmente da persona a persona. La complessità del quadro clinico rende importante una valutazione accurata, finalizzata anche a distinguere questa condizione da altre malattie che possono manifestarsi con sintomi simili. Il CReI è da tempo impegnato nel contrasto alla sottovalutazione della fibromialgia e allo stigma che talvolta accompagna le persone che ne soffrono. La presenza di possibili componenti psicologiche associate al dolore cronico non significa infatti che la sindrome debba essere considerata semplicemente una malattia immaginaria o esclusivamente psicologica. La presa in carico richiede un approccio multidisciplinare, nel quale possono collaborare reumatologi, fisiatri, professionisti della terapia del dolore, psicologi e altre figure sanitarie, in funzione delle necessità individuali. Nel gennaio 2026, proprio per promuovere una maggiore integrazione delle competenze, il CReI e la Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa hanno annunciato un gruppo di lavoro congiunto dedicato alla fibromialgia, alla formazione e alla valutazione dell'applicazione dei nuovi LEA.
Piemonte e Alessandria: l'importanza dei percorsi territoriali
La questione riguarda direttamente anche il Piemonte e la provincia di Alessandria, dove l'accesso a percorsi diagnostici e assistenziali appropriati rappresenta un'esigenza concreta per le persone con fibromialgia. La Regione Piemonte dispone della legge regionale 19 dicembre 2023, n. 34, dedicata alle persone affette da questa sindrome, e ha sviluppato un percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale regionale. Tra le strutture indicate dalla Regione per la presa in carico dei pazienti con sospetta fibromialgia figura anche l'Azienda Ospedaliero-Universitaria SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria, insieme ad altri centri sanitari piemontesi. La presenza di servizi dedicati costituisce una base importante sulla quale sviluppare ulteriormente l'assistenza, ma sarà necessario distinguere l'esistenza dei percorsi clinici dalle procedure amministrative per il riconoscimento del nuovo codice nazionale. Per i pazienti sarà essenziale poter conoscere con chiarezza i requisiti, le modalità di certificazione e le prestazioni effettivamente disponibili, evitando incertezze e differenze ingiustificate tra territori. La documentazione ufficiale regionale evidenzia già l'importanza di una gestione integrata, attraverso la collaborazione tra differenti specialità mediche e professionisti sanitari.
Dalla norma al diritto effettivo alle cure
L'iniziativa del Collegio Reumatologi Italiani richiama un principio fondamentale del Servizio Sanitario Nazionale: il riconoscimento di un diritto deve essere accompagnato dalla possibilità concreta di esercitarlo. L'inserimento della fibromialgia nei LEA, seppure limitato alle forme molto severe, costituisce un riconoscimento atteso da anni da pazienti, professionisti sanitari e associazioni. Il passaggio successivo riguarda l'organizzazione dei servizi, la corretta informazione ai cittadini e l'accessibilità delle prestazioni senza ostacoli amministrativi non necessari. Al tempo stesso, rimane aperta la questione delle persone che non soddisfano la soglia prevista dal codice 068 e che possono comunque necessitare di assistenza continuativa. La mobilitazione annunciata dal CReI intende dunque favorire un confronto tra società scientifiche e istituzioni regionali, con l'obiettivo di trasformare le nuove disposizioni in percorsi concretamente utilizzabili. La sfida non è soltanto riconoscere la fibromialgia, ma garantire assistenza appropriata, continuità delle cure e attenzione alla qualità della vita delle persone che ne sono affette
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Fonte: Agenzia DIRE, Collegio Reumatologi Italiani (CReI), 15 ottobre 2026. Riscontri normativi e istituzionali: Documentazione del Senato sull'aggiornamento dei LEA; Regione Piemonte – Fibromialgia; Ministero della Salute – Esenzioni per malattie croniche.
Le nostre testate: Alessandria Post e ItalianNewsPost – Informazione, cultura, sanità e approfondimenti.
Descrizione immagine: Fotografia dell'incontro congressuale del Collegio Reumatologi Italiani dedicato ai temi della reumatologia, nel contesto del quale è stata annunciata un'iniziativa per favorire l'applicazione del codice di esenzione 068 per le forme molto severe di fibromialgia.
Crediti: Fotografia fornita dall'ufficio stampa del Collegio Reumatologi Italiani (CReI).
Copyright: Da attribuire al titolare dei diritti indicato dall'ufficio stampa; autore non specificato.


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