BORT. Alessandria oltre la mostra

Scrivania con penna, inchiostro, matite, fogli e occhiali, accompagnata dal titolo “BORT. — Alessandria oltre la mostra”.
Il disegno e la memoria: immagine simbolica dedicata all’approfondimento sull’eredità culturale di BORT., generata con intelligenza artificiale.

La mostra può concludersi, ma il rapporto tra un autore e la sua città continua attraverso ciò che le persone imparano a riconoscere e a tramandare. Negli ultimi giorni previsti per “Il secolo di BORT.”, aperta alle Sale d’Arte fino al 4 ottobre, Alessandria ha l’occasione di riflettere sull’eredità di Mario Bortolato: un patrimonio di umorismo, osservazione e memoria quotidiana che merita attenzione anche dopo le celebrazioni del centenario.

Pier Carlo Lava

Alessandria Post aveva presentato l’esposizione il 24 agosto. Tornare oggi sull’argomento permette di spostare lo sguardo dall’annuncio al significato culturale dell’iniziativa. I disegni di BORT. offrono infatti una possibilità preziosa: riconoscere nelle situazioni comuni qualcosa della propria esperienza e, attraverso il sorriso, osservare abitudini e contraddizioni che spesso passano inosservate.

L’autore dietro una firma familiare

Mario Bortolato, nato a Salzano nel 1926, arrivò ad Alessandria nel 1954 dopo la giovinezza trascorsa a Voghera. Nel 1955 vinse la Palma d’Oro al Salone dell’Umorismo di Bordighera. Il suo nome rimane legato anche a “Le Ultime Parole Famose” della Settimana Enigmistica, rubrica alla quale lavorò per cinquant’anni. Una presenza tanto prolungata spiega come una firma possa diventare familiare anche a lettori che conoscono poco la biografia di chi la traccia.

Il legame con Alessandria aiuta a comprendere il suo percorso. La quotidianità cittadina, vissuta attraverso il lavoro, la famiglia e le relazioni, alimentava l’osservazione delle persone. È proprio questa vicinanza alla vita ordinaria a offrire una chiave di lettura del suo umorismo: il piccolo equivoco, una certezza destinata a crollare, la distanza tra ciò che diciamo e quello che accade possono diventare occasioni per riconoscerci.

Rileggere oggi un autore umoristico significa anche interrogarsi sul tempo. Alcuni comportamenti rimangono comprensibili a distanza di decenni; altri richiedono di ricostruire usanze, ambienti e rapporti sociali. La vignetta diventa così un punto di partenza per parlare dell’Italia che cambia. Il sorriso può aprire una conversazione tra generazioni, facendo emergere ricordi e differenze di sensibilità.

Una presenza da costruire anche dopo il centenario

Nella prefazione al volume “La voce di BORT.”, il sindaco Giorgio Abonante ha espresso l’intenzione di mantenere il ricordo degli Omini di Bortolato attraverso un’installazione permanente. La prospettiva è significativa, ma nelle fonti consultate per questo approfondimento non è indicata una data di realizzazione. Rimane quindi un passaggio da seguire nei suoi sviluppi concreti.

Una presenza stabile acquisterebbe valore se aiutasse a conoscere l’autore: chi era, come lavorava, quali relazioni aveva con Alessandria e perché i suoi disegni raggiungevano un pubblico così ampio. Accanto all’eventuale installazione, si potrebbero immaginare percorsi di lettura, incontri e materiali didattici, costruiti con la famiglia, gli studiosi e le istituzioni culturali. Sono possibilità di valorizzazione che questo articolo propone al confronto cittadino.

Per le scuole, ad esempio, una vignetta potrebbe diventare un esercizio di lettura delle immagini: osservare i dettagli, capire il rapporto fra testo e disegno, individuare il meccanismo della battuta. Per gli adulti, un incontro potrebbe raccogliere ricordi legati alle letture familiari e alle consuetudini del passato. La memoria di un artista rimane viva anche quando diventa occasione per produrre nuove domande.

Gli ultimi giorni per incontrare BORT.

L’esposizione, organizzata da ASM Costruire Insieme e curata da Cristoforo Moretti, Paolo e Marina Bortolato, riunisce oltre cento disegni originali, filmati e materiali documentari, con uno spazio dedicato ad Alessandria. Questi ultimi giorni offrono dunque l’occasione per avvicinarsi all’autore e approfondire il suo rapporto con la città.

Secondo il calendario pubblicato, la mostra è visitabile dal 1° al 4 ottobre, dalle 15 alle 19, alle Sale d’Arte di via Machiavelli 13. Il biglietto intero costa 6 euro, il ridotto 3,50 euro. Informazioni ai numeri 0131 234266 e 349 9378256.

Il centenario può lasciare una conoscenza più diffusa di Bortolato e del suo lavoro. Per Alessandria, il passo successivo sarà dare continuità a questa attenzione, rendendo riconoscibile il contributo di un autore che ha trasformato la vita di ogni giorno in un linguaggio capace di raggiungere lettori lontani.

Fonti e riferimenti — verifica al 1° ottobre 2026: precedente articolo di Alessandria Post del 24 agosto; presentazione di ASM Costruire Insieme per biografia, curatela e prospettiva dell’installazione permanente. Calendario e informazioni di visita verificati sulle pagine di ASM Costruire Insieme e Alexala. Le considerazioni critiche e le proposte di valorizzazione sono elaborazioni editoriali.

Leggi anche l’articolo precedente: Alessandria celebra “Il secolo di BORT.”: alle Sale d’Arte oltre cento disegni originali, pubblicato il 24 agosto 2026.

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GEO: Alessandria, Piemonte, Italia — Sale d’Arte, via Machiavelli 13.

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  • Descrizione: Composizione orizzontale in stile fotografico che evoca il lavoro di un illustratore attraverso strumenti da disegno e libri. L’ambiente è immaginario: non rappresenta lo studio di Bortolato e non riproduce sue opere o oggetti personali.
  • Crediti: Immagine generata con intelligenza artificiale tramite ChatGPT per Alessandria Post.
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