| Il semaforo a quattro luci con il nuovo segnale bianco, studiato per facilitare la gestione del traffico in presenza di veicoli autonomi e connessi. |
Rosso, giallo e verde potrebbero un giorno non essere più gli unici colori dei semafori. Un gruppo di ricercatori americani ha studiato l'introduzione di una quarta luce, bianca, pensata soprattutto per un futuro nel quale sulle nostre strade circoleranno insieme automobili tradizionali e veicoli a guida autonoma. Non si tratta, però, di una novità che sta per essere introdotta sulle strade italiane: siamo ancora nel campo della ricerca e della sperimentazione.
Pier Carlo Lava
L'idea arriva dalla North Carolina State University, dove un gruppo di ricercatori ha sviluppato il concetto della cosiddetta “white phase”, la fase bianca del semaforo. Lo studio parte da uno scenario che oggi può sembrare futuristico, ma che potrebbe diventare progressivamente più concreto: incroci attraversati contemporaneamente da automobili guidate dall'uomo e da veicoli autonomi capaci di comunicare tra loro e con le infrastrutture stradali.
Cosa significa la luce bianca
Il significato sarebbe completamente diverso da quello delle tre luci che conosciamo.
Il rosso continuerebbe a significare stop, il verde via libera e il giallo manterrebbe la propria funzione di transizione. Quando invece si accendesse la luce bianca, per l'automobilista alla guida di una vettura tradizionale l'indicazione sarebbe sostanzialmente questa: seguire il comportamento del veicolo che precede.
Se l'auto davanti procede attraverso l'incrocio, anche quella che la segue può procedere; se invece si ferma, il conducente deve fermarsi.
Ma perché affidarsi all'automobile che precede?
La risposta sta proprio nei veicoli autonomi e connessi. Queste automobili possono scambiarsi informazioni e comunicare con il sistema che governa il semaforo. Quando un numero sufficiente di veicoli autonomi si avvicina all'incrocio, potrebbe attivarsi la fase bianca: sarebbero allora gli stessi veicoli connessi a coordinare i rispettivi movimenti e le precedenze, trascinando nel flusso anche le automobili guidate da persone.
In altre parole, il semaforo non impartirebbe più soltanto ordini individuali attraverso rosso e verde, ma comunicherebbe agli automobilisti che in quel momento il traffico dell'incrocio viene coordinato attraverso i veicoli connessi.
Meno code e meno attese?
L'obiettivo è soprattutto rendere gli incroci più efficienti, evitando una parte delle fermate e delle ripartenze che generano code, perdita di tempo e consumo di carburante.
Nelle simulazioni effettuate dai ricercatori, già con il 10% di veicoli autonomi il ritardo è risultato ridotto di circa il 3%; portando la quota al 30%, la riduzione è arrivata al 10,7%. All'aumentare della presenza di veicoli autonomi, i benefici simulati diventano ancora più rilevanti.
Successivamente i ricercatori hanno esteso il modello prendendo in considerazione anche i pedoni. Uno studio pubblicato nel 2024 ha infatti analizzato il funzionamento della fase bianca includendo il traffico pedonale, con risultati che, secondo gli autori, indicano possibili benefici sia per i veicoli sia per chi attraversa a piedi.
Ma attenzione: non stanno arrivando domani
È probabilmente questo l'aspetto più importante della notizia.
La quarta luce non rappresenta oggi un nuovo segnale previsto normalmente sulle nostre strade. Gli stessi ricercatori della North Carolina State University hanno sottolineato che i veicoli autonomi e le infrastrutture non sono ancora pronti per un'applicazione generalizzata del sistema e che non dobbiamo immaginare la sostituzione immediata degli attuali semafori.
Anche il colore bianco, peraltro, non è indispensabile in sé. Il professor Ali Hajbabaie, tra gli autori della ricerca, ha spiegato che ciò che conta realmente è disporre di un quarto segnale facilmente riconoscibile dagli automobilisti.
E in Italia?
Nei mesi scorsi si era diffusa la notizia secondo cui Roma avrebbe sperimentato i semafori con la quarta luce bianca.
La notizia è stata però smentita. Nell'aprile 2026 l'assessore alla Mobilità di Roma Capitale Eugenio Patanè ha dichiarato che non era prevista alcuna sperimentazione del genere nella Capitale.
È quindi importante distinguere tra una tecnologia oggetto di ricerca e una modifica già decisa della segnaletica stradale.
Il semaforo del futuro potrebbe diventare “intelligente”
La vera novità, più ancora della luce bianca, è il principio che sta dietro al progetto.
Per oltre un secolo il semaforo ha detto alle persone quando fermarsi e quando partire. Nel modello immaginato dai ricercatori, invece, automobili, infrastrutture e semafori cominciano a dialogare tra loro, adattando la circolazione alle condizioni effettive del traffico.
È uno scenario legato allo sviluppo delle smart road, della comunicazione tra veicoli e infrastrutture e soprattutto della guida autonoma.
Per adesso continueremo dunque a fermarci con il rosso e a partire con il verde. Ma in futuro, davanti a un incrocio, potremmo incontrare anche una quarta luce.
E quella luce bianca avrebbe un messaggio particolare: il traffico davanti a noi si sta coordinando e, se siamo alla guida di un'auto tradizionale, dobbiamo seguire il veicolo che ci precede.
Un piccolo cambiamento nel semaforo, dunque, ma dietro al quale potrebbe esserci una trasformazione molto più grande: quella del modo in cui automobili, strade e città comunicheranno tra loro.
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GEO: Italia – Mobilità, tecnologia e sicurezza stradale
Una quarta luce potrebbe affiancare rosso, giallo e verde nei semafori del futuro. La luce bianca è stata studiata per gestire la convivenza tra veicoli autonomi e auto tradizionali: ecco come funzionerebbe
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Elaborazione grafica dedicata alla proposta della quarta luce bianca nei semafori del futuro, pensata per coordinare veicoli autonomi e automobili tradizionali agli incroci.
Fonte: Immagine generata con Intelligenza Artificiale per Alessandria Post.
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