Preoccupante crescita della violenza : la voce delle armi mette a repentaglio lo” star bene a scuola”.

Da tempo l’Italia e  l’Europa è chiamata ad affrontare l’emergenza dovuta all’attività violenta e criminosa di bande di minorenni, spesso di seconda generazione ,detti pertanto “maranza”che imperversano nelle città causando delle vere e proprie guerriglie ,furti azioni di vandalismo e aggressioni varie.

Il timore di azioni violente si sta ampliando fino a comprendere le stesse istituzioni scolastiche, dove si sono ultimamente verificati episodi di accoltellamenti tra pari o nei confronti degli stessi docenti che hanno assegnato valutazioni negative.

Si legge infatti sul web che:

Tra febbraio e maggio 2026, in seguito a una sperimentazione avviata dal Ministero dell'Istruzione e del Merito (guido da Giuseppe Valditara) in 276 istituti scolastici italiani, sono stati effettuati oltre 2.800 interventi e sequestrati decine di oggetti pericolosi, tra cui coltelli, tirapugni, sfollagente e machete.

Quest’anno ha visto l’accoltellamento di un ragazzo delle scuola medie inferiori della prof.di lettere a Centocelle nei pressi di Roma, ma a marzo e a maggio, c’erano stati due casi altrettanto gravi, a Trescore Balneario (Bergamo) e a San Vito Lo Capo (Trapani)e altri casi di sventati tentativi

Questo ha fatto sì che in molte scuole, sia in quelli in cui si sono verificati gli accoltellamenti ma che in quelle ritenute a rischio, siano stati introdotti dei metal detector al fine di verificare l’ingresso di armi bianche quali appunto quelle poc’anzi citate. Tuttavia non  sono i classici metal detector, quelli installati negli aeroporti e che bisogna attraversare, ma dispositivi portatili simili a palette, che vengono passati vicino al corpo. La circolare specifica che nelle scuole possono essere usati solo dal personale d’ordine. È a questo tipo di controlli che ha fatto riferimento Valditara e questo ovviamente comporta delle debolezze nel sistema per cui non tutte vengono identificate

Il quadro normativo italiano prevede già il “divieto di porto per cui portare fuori dalla propria abitazione senza giustificato motivo armi quali coltelli ,pugnali, tirapugni etc costituisce un reato, aggravato se si portano a scuola

Sono state introdotte norme più severe per il possesso e la vendita di armi ai minori ma ovviamente anche in questo caso ci sono delle falle difficilissime da coprire

Prevenzione L’educazione impartita in primis dalla famiglia,poi dalle scuole con l’ausilio di psicologi ,assistenti sociali e forze dell’ordine deve cercare di arginare questa pericolosa exalation di violenza,che rischia di compromettere e invalidare l’azione educativa e formativa della scuola, coinvolgendo anche quei ragazzi che vorrebbero e dovrebbero stare bene e in sicurezza  a scuola.

Opinione personale della scrivente è quella di operare anche sulle famiglie,con pene e sanzioni pecuniarie , riservando ai ragazzi un percorso educativo a parte,in modo da ri-educarli e sensibilizzarli verso il vivere in comune nel rispetto delle cose e delle persone.

I docenti ,sempre meno considerati nella società attuale, rischiano in tale contesto di doversi trovare a far fronte non sono alla tracotanza e maleducazione, al rifiuto dell’apprendimento e del rispetto, ma anche alla salvaguardia della propria incolumità.

Gabriella Paci



 

 

Commenti