Pier Carlo Lava
Comunicato stampa FOCSIV
FOCSIV: I MEDICI PERQUISITI NELL'INCHIESTA SUI CPR SAREBBERO DA PREMIARE, NON DA PERSEGUIRE
La presidente Borsotto: «Comprovato il degrado dei Centri; quei 23 professionisti non si sono resi funzionari dell'espulsione»
Roma, 21 settembre – «La FOCSIV ringrazia i 23 medici fermati e oggetto di perquisizione con l'accusa di aver rilasciato certificati falsi per attestare l'inidoneità al trattenimento nei Centri per il rimpatrio (CPR) di persone migranti che dovrebbero essere espulse dall'Italia: danno prova di praticare la professione con coscienza, osservando il Giuramento di Ippocrate».
Lo dichiara Ivana Borsotto, presidente della Federazione degli organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana (FOCSIV), commentando la vicenda dei medici che, tra nord e centro Italia, sono stati coinvolti nell'inchiesta della Procura di Ravenna che indaga per presunte certificazioni di non idoneità volte a prevenire il trasferimento delle persone migranti nei Centri.
Borsotto evidenzia che «esistono documentate preoccupazioni sulle condizioni di salute di quei centri» e spiega: «Ritardi nell'accesso alle cure mediche, carenza di servizi igienici, mancata continuità terapeutica, ricorso sistematico agli psicofarmaci».
Secondo FOCSIV, questo configura un «sistema patogeno» che genera deterioramento psicofisico.
Pertanto, sottolinea Borsotto, «quei medici, che onestamente non si riducono a funzionari dell'espulsione, rispettano il Giuramento di Ippocrate, praticando con coscienza i loro compiti e doveri di cura, ed esercitando con pieno diritto la loro autonomia professionale».
La presidente argomenta ancora: «Se è legittima l'identificazione dei richiedenti asilo come degli espulsi, non legittimo è il ricorso a pratiche e strutture degradanti. La prevenzione è alla base di ogni pratica sanitaria. E i medici non devono esporre i loro pazienti ai rischi dell'esposizione ad ambienti patogeni quali gli attuali CPR. Così, quei medici dimostrano dignità e umanità, cuore e coraggio».
Una condotta che, conclude la presidente di FOCSIV, «è da facilitare e premiare, e non da ostacolare, sorvegliare e punire con una logica di burocrazia poliziesca e inquisitoria, dalla faccia feroce, peggio ancora se ispirata da vergognosi obiettivi elettoralistici».
Cosa risulta dall’inchiesta
Per dare al comunicato il necessario contesto, ho verificato gli ultimi sviluppi. Il 16 settembre sono state eseguite perquisizioni nei confronti di 23 medici in diverse città italiane. Le indagini riguardano l'ipotesi che fossero state prodotte certificazioni false di non idoneità al trasferimento nei CPR. Le perquisizioni hanno interessato anche professionisti che non risultavano indagati.
L'indagine è partita da Ravenna, dove erano finiti sotto esame 34 certificati. Gli inquirenti stanno verificando l'eventuale esistenza di una rete organizzata di professionisti e hanno acquisito documenti e dispositivi informatici.
Tra le città interessate dalle perquisizioni figura anche Biella.
Secondo l'ipotesi della Procura, inoltre, una bozza utilizzata per attestare la non idoneità sarebbe circolata tra professionisti di differenti ospedali; gli investigatori stanno cercando di stabilire se ciò rappresentasse un coordinamento finalizzato alla produzione di certificazioni false. Si tratta, allo stato attuale, di ipotesi investigative e contestazioni dell'accusa, non di responsabilità definitivamente accertate.
È proprio su questo punto che si colloca la posizione diametralmente diversa espressa da FOCSIV: per l'associazione, l'operato dei medici va interpretato nell'ambito dell'autonomia professionale e della tutela della salute dei pazienti.
L'inchiesta dovrà quindi chiarire un punto decisivo: se le certificazioni contestate fossero effettivamente false, come ipotizzato dagli inquirenti, oppure espressione di valutazioni mediche legittimamente formulate dai professionisti. Fino alla conclusione degli accertamenti resta naturalmente valido il principio di presunzione di innocenza.
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GEO: Roma – Italia
Alessandria Post segue i temi della sanità, dei diritti e dell’attualità sociale. FOCSIV interviene sull’inchiesta della Procura di Ravenna relativa alle presunte certificazioni di non idoneità al trattenimento nei CPR, esprimendo sostegno ai 23 medici coinvolti nelle perquisizioni e richiamando l’autonomia professionale e il Giuramento di Ippocrate. Le responsabilità oggetto dell’indagine restano da accertare nelle sedi giudiziarie competenti.
FOCSIV interviene sull’inchiesta relativa ai certificati di non idoneità ai CPR e difende i medici coinvolti. La presidente Ivana Borsotto richiama autonomia professionale, tutela della salute e condizioni nei Centri.
Fonte immagine: FOCSIV – immagine fornita con il comunicato stampa.
Crediti immagine: © FOCSIV – Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario. Aventi diritto.
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