| Cinzia Rota, autrice di “Incontri silenziosi”, poesia dedicata all’incontro più intimo e talvolta più trascurato: quello con noi stessi |
Pier Carlo Lava
Incontri silenziosi
di Cinzia Rota
Quando ti senti sola,
Quando ti svegli, lei c’è.
Se la tristezza sfiora le ciglia,
Amala perdutamente,
anche senza parole,
Innamorati ogni giorno di lei.
Sii fiera del suo cammino.
Accompagna ogni tuo passo
e forse, non te ne sei accorta:
l’hai data per scontata,
nessuno te l’ha presentata, davvero.
Quando ti fermi davanti allo specchio,
lasciati scorrere un sorriso sincero.
Guardala dritto negli occhi.
Lei è lì.
Sorride,
in attesa di te.
© Cinzia Rota, 2026
Una presenza misteriosa che accompagna i primi versi
Cinzia Rota costruisce la poesia attorno a un piccolo espediente narrativo. All'inizio non ci dice chi sia quella “presenza che resta con te”.
Potremmo pensare a una persona amata, a qualcuno che ci protegge, a un ricordo o persino a una presenza spirituale. L'autrice mantiene volutamente questa ambiguità mentre il testo procede attraverso una serie di inviti: osservare, amare, innamorarsi, essere fieri, accompagnare.
Poi arriva lo specchio.
Ed è lì che comprendiamo che quella presenza non è mai stata un'altra persona.
Sei tu.
È un passaggio semplice, ma è proprio questa semplicità a renderlo efficace.
“Innamorati ogni giorno di lei”
Il cuore della poesia è probabilmente racchiuso in questo invito:
“Innamorati ogni giorno di lei.”
Non si parla di narcisismo né di una celebrazione superficiale dell'io. Il significato sembra essere molto diverso: riconoscersi, rispettarsi, imparare a guardare con maggiore comprensione la propria storia.
“Sii fiera del suo cammino”, scrive subito dopo Rota.
Il cammino comprende inevitabilmente successi ed errori, felicità e delusioni, decisioni giuste e strade che forse, tornando indietro, non percorreremmo nuovamente.
Essere fieri del proprio cammino non significa considerarlo perfetto. Significa riconoscere la persona che è riuscita ad attraversarlo.
Quella persona che abbiamo dato per scontata
Uno dei passaggi più interessanti arriva quasi sottovoce:
“l’hai data per scontata, / nessuno te l’ha presentata, davvero.”
Qui la poesia tocca un paradosso molto umano.
Possiamo trascorrere una vita intera cercando di conoscere gli altri e accorgerci di aver dedicato pochissimo tempo alla conoscenza di noi stessi.
Sappiamo cosa desiderano le persone che amiamo. Ne conosciamo abitudini, paure, preferenze. Cerchiamo la loro approvazione, soffriamo per la loro lontananza e ci rallegriamo quando stanno bene.
Ma quanto spesso rivolgiamo la stessa attenzione alla persona che vediamo ogni mattina nello specchio?
Cinzia Rota sembra suggerire che la familiarità non equivale necessariamente alla conoscenza. Essere sempre con noi stessi non significa aver imparato davvero a conoscerci.
Lo specchio cambia significato
Ed ecco allora comparire lo specchio, immagine antichissima nella poesia e nella letteratura.
Potrebbe rappresentare l'apparenza, il trascorrere del tempo, la bellezza che cambia. In Incontri silenziosi assume invece una funzione diversa.
Lo specchio diventa il luogo dell'incontro.
L'autrice non invita a controllare una ruga, i capelli o i segni lasciati dagli anni. Chiede di fare qualcosa di molto più difficile:
“Guardala dritto negli occhi.”
Guardarsi negli occhi significa, simbolicamente, smettere di sfuggire a se stessi.
E prima ancora Rota inserisce un gesto piccolissimo: “lasciati scorrere un sorriso sincero.”
Non il sorriso destinato agli altri. Non quello di circostanza. Un sorriso rivolto a noi stessi.
La solitudine cambia volto
È interessante tornare, dopo aver letto il finale, al primo verso:
“Quando ti senti sola”.
All'inizio sembra l'annuncio di una poesia sulla solitudine. Alla fine comprendiamo che l'autrice sta cercando di trasformare proprio quella condizione.
Essere soli e sentirsi soli non sono necessariamente la stessa cosa.
La poesia non nega il bisogno degli altri e non pretende che l'amore per se stessi possa sostituire ogni relazione. Propone qualcosa di più misurato: anche quando qualcuno manca, noi continuiamo ad esserci.
Ed è una presenza che troppo spesso consideriamo scontata.
Uno stile diretto che cerca il lettore
La scrittura di Cinzia Rota utilizza versi brevi e un linguaggio immediatamente comprensibile. Non cerca costruzioni elaborate né metafore difficili.
La forza del componimento nasce soprattutto dall'uso della seconda persona.
“Osserva.”
“Amala.”
“Innamorati.”
“Sii fiera.”
“Guardala.”
Sono verbi che stabiliscono un dialogo diretto con chi legge. La poesia assume quasi la forma di una conversazione confidenziale, fino alla rivelazione finale.
Anche il titolo, “Incontri silenziosi”, acquista allora un significato più preciso. L'incontro raccontato non richiede parole perché avviene nello spazio più privato possibile: quello della propria coscienza.
“Lei è lì. Sorride, in attesa di te”
Gli ultimi tre versi chiudono il cerchio:
È forse l'immagine più tenera dell'intero componimento.
La persona nello specchio non giudica. Non domanda spiegazioni. Non rimprovera il tempo trascorso.
Aspetta.
Ed è proprio quel verbo, aspettare, a dare al finale una particolare intensità. Suggerisce che non sia mai troppo tardi per quell'incontro.
Possiamo aver trascorso anni cercando negli altri conferme, riconoscimenti, affetto o sicurezza. Possiamo esserci dimenticati di guardarci veramente.
Eppure, secondo l'immagine scelta da Cinzia Rota, quella persona è ancora davanti a noi.
Forse “Incontri silenziosi” parla proprio di questo: della possibilità di tornare a se stessi.
Non per chiudersi al mondo, ma per incontrarlo con maggiore consapevolezza.
Perché fra tutte le persone che conosceremo durante la nostra vita ce n'è una con la quale condivideremo inevitabilmente ogni giorno, ogni caduta, ogni ripartenza e ogni sorriso.
Ed è proprio quella che, qualche volta, dimentichiamo di incontrare.
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“Incontri silenziosi” di Cinzia Rota: una poesia sulla solitudine, sull’amore verso se stessi e sulla capacità di riconoscere nello specchio la persona che ci accompagna per tutta la vita.
GEO: Italia.
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Alessandria Post racconta poesia, letteratura, cultura e attualità attraverso recensioni e approfondimenti dedicati agli autori e alle loro opere.
Descrizione: Immagine dell’autrice Cinzia Rota a corredo della recensione della poesia “Incontri silenziosi”, componimento del 2026 che attraverso la solitudine, lo specchio e il sorriso sviluppa una riflessione sulla consapevolezza di sé e sulla necessità di imparare ad amare e riconoscere la propria persona.
Fonte: Foto fornita a corredo dell’opera dell’autrice Cinzia Rota.
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