Giovannino Guareschi stasera su Rai 1: l’uomo dietro Don Camillo e Peppone

Immagine dedicata a Giovannino Guareschi in occasione del film TV “Non muoio neanche se mi ammazzano” su Rai 1, con richiami a Don Camillo, Peppone e al Mondo Piccolo.
Giovannino Guareschi torna protagonista su Rai 1: una fiction ripercorre la vita, il lager, il giornalismo e l’opera del creatore di Don Camillo e Peppone.

Questa sera, domenica 20 settembre, Rai 1 riporta al centro dell’attenzione una delle figure più originali e difficilmente classificabili della cultura italiana del Novecento. Alle 21.30 va in onda “Giovannino Guareschi – Non muoio neanche se mi ammazzano”, il film TV diretto da Andrea Porporati con Giuseppe Zeno protagonista. Un’occasione non soltanto televisiva: dietro Don Camillo e Peppone c’è infatti la storia di un uomo che attraversò guerra, lager, scontri politici, successo internazionale e carcere senza rinunciare alla propria indipendenza di giudizio.

Pier Carlo Lava

La produzione, realizzata da Anele in collaborazione con Rai Fiction, è la prima fiction dedicata interamente alla vita dello scrittore. La Rai ricorda che le opere di Giovannino Guareschi hanno superato complessivamente i 20 milioni di copie e sono state tradotte in 142 lingue. Il film è liberamente ispirato a Chi sogna nuovi gerani?, biografia curata dai figli Alberto e Carlotta Guareschi.

Ma per capire davvero il personaggio bisogna andare oltre Don Camillo e Peppone.

Dal lager al “Mondo Piccolo”

Guareschi nacque nel 1908 e fu giornalista, scrittore, disegnatore e umorista. Prima della guerra lavorò al celebre settimanale satirico Bertoldo. Poi la storia irruppe violentemente nella sua vita.

Dopo l’8 settembre 1943 venne catturato dai tedeschi nella caserma di Alessandria, particolare che rende la sua storia ancora più interessante per i lettori del nostro territorio. Rifiutò di collaborare con i tedeschi e di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e fu internato. Passò attraverso diversi campi di prigionia in Germania e Polonia fino al 1945.

Anche nel lager continuò però a scrivere e a raccontare. Organizzò iniziative per gli altri internati, conferenze, spettacoli e persino una sorta di giornale parlato che portava da una baracca all’altra. Da quell’esperienza nacquero pagine destinate a diventare parte fondamentale della sua opera, come il Diario clandestino.

È forse qui che si comprende meglio il senso della frase scelta per il titolo della fiction: “Non muoio neanche se mi ammazzano”.

Don Camillo e Peppone, due avversari che avevano bisogno l’uno dell’altro

Dopo la guerra arrivò il successo straordinario del Mondo Piccolo, la Bassa padana popolata da personaggi che sarebbero entrati nell’immaginario collettivo italiano.

Da una parte Don Camillo, parroco energico, sanguigno e profondamente legato alla propria comunità. Dall’altra Peppone, sindaco comunista altrettanto passionale e testardo.

Sono avversari politici. Litigano, si provocano, combattono battaglie ideologiche durissime.

Eppure non sono realmente nemici.

Quando il paese ha bisogno di loro, quando una persona soffre o quando arriva una disgrazia, le appartenenze politiche finiscono spesso in secondo piano. È probabilmente questa una delle ragioni per cui le storie di Guareschi hanno superato la loro epoca.

Don Camillo e Peppone rappresentano due Italie contrapposte che, nonostante tutto, continuano a riconoscersi come appartenenti alla stessa comunità.

Ed è difficile non vedere quanto questo messaggio conservi ancora oggi una sorprendente attualità.

Un uomo politico senza essere uomo di partito

Guareschi fu profondamente coinvolto nelle battaglie politiche del dopoguerra. Nel 1945 fondò con Giovanni Mosca il settimanale Candido, diventandone successivamente direttore.

Fu un durissimo oppositore del comunismo e dell’Unione Sovietica e durante le elezioni politiche del 1948 le sue vignette e le sue campagne ebbero grande notorietà. Ma sarebbe riduttivo descriverlo semplicemente come un intellettuale schierato con una parte politica.

Con il passare degli anni diventò infatti sempre più critico anche nei confronti della classe dirigente centrista e dell'evoluzione sociale ed economica dell'Italia del dopoguerra.

Ed è forse proprio questa difficoltà nell’incasellarlo che rende Guareschi interessante ancora oggi.

Era anticomunista, ma non per questo disposto ad approvare automaticamente ciò che proveniva dal fronte politico opposto. Guardava con sospetto anche al consumismo e alle trasformazioni della società industriale.

La sua vera appartenenza era probabilmente la libertà di giudizio.

Lo scontro con De Gasperi e il carcere

Uno dei capitoli più controversi della sua vita riguarda Alcide De Gasperi.

Nel 1954 Guareschi pubblicò sul Candido due lettere attribuite allo statista democristiano, che egli riteneva autentiche. Secondo quei documenti, durante la guerra De Gasperi avrebbe sollecitato bombardamenti alleati su Roma con finalità politiche.

De Gasperi lo querelò.

Guareschi venne condannato per diffamazione. Non volle ricorrere in appello e scontò oltre un anno di reclusione. Treccani ricostruisce questa vicenda ricordando sia la convinzione di Guareschi sull’autenticità delle lettere sia la successiva condanna.

È uno dei passaggi centrali della sua biografia e uno degli episodi che mostrano quanto fosse disposto a pagare personalmente le conseguenze delle proprie battaglie.

Il successo mondiale di Don Camillo

Parallelamente alle polemiche politiche cresceva il successo letterario.

Le storie del Mondo Piccolo superarono presto i confini italiani e Don Camillo e Peppone diventarono personaggi conosciuti in tutto il mondo.

Il cinema contribuì enormemente alla loro popolarità. I volti di Fernandel e Gino Cervi finirono per identificarsi definitivamente con quelli del parroco e del sindaco comunista.

Ma dietro la comicità dei loro scontri c’era qualcosa di più profondo.

Guareschi raccontava un’Italia povera ma vitale, attraversata da conflitti ideologici enormi e tuttavia ancora capace di conservare rapporti personali, solidarietà e appartenenza a una comunità.

Perché Guareschi parla ancora all’Italia di oggi

Ed è probabilmente questa la ragione più interessante per tornare oggi su Giovannino Guareschi.

Viviamo nuovamente un periodo nel quale il confronto politico rischia spesso di trasformare l’avversario in un nemico. I social network hanno amplificato questa tendenza: appartenenza, slogan e contrapposizione possono prevalere sul dialogo.

Nel piccolo paese immaginato da Guareschi succedeva qualcosa di diverso.

Don Camillo non diventava comunista e Peppone non diventava democristiano.

Nessuno dei due rinunciava alle proprie idee.

Ma entrambi sapevano che esisteva qualcosa che veniva prima della politica: le persone, il paese, la comunità.

È forse questa la parte più moderna del loro rapporto.

Non l’assenza del conflitto, ma la capacità di continuare a riconoscere l’umanità dell’avversario.

Questa sera su Rai 1

A interpretare Giovannino Guareschi nel film diretto da Andrea Porporati è Giuseppe Zeno. La fiction ripercorre la prigionia, il ritorno alla vita civile, il giornalismo, la nascita dei personaggi che lo hanno reso celebre e le battaglie che segnarono la sua esistenza.

L'appuntamento è questa sera, domenica 20 settembre, alle 21.30 su Rai 1.

Non sarà soltanto l'occasione per ricordare l'autore di Don Camillo e Peppone.

Sarà anche l'occasione per riscoprire Giovannino Guareschi, un uomo che attraversò alcune delle pagine più drammatiche e controverse del Novecento italiano mantenendo una caratteristica che, nel bene e nel male, lo accompagnò per tutta la vita: la difficoltà di accettare che qualcun altro decidesse al posto suo ciò che avrebbe dovuto pensare.

E forse proprio per questo, a quasi sessant'anni dalla sua morte, continuiamo ancora a discutere di lui.

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Giovannino Guareschi torna protagonista su Rai 1 con il film “Non muoio neanche se mi ammazzano”: la vita, il lager, Don Camillo e Peppone, il giornalismo, la politica e l’eredità di uno degli autori italiani più popolari del Novecento.

Nota: Ricerche effettuate con il supporto dell’intelligenza artificiale, sulla base di fonti istituzionali e autorevoli, e sottoposte a verifica e revisione editoriale.

Fonti principali: Rai – Rai Ufficio Stampa – Rai Televideo – Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani.

Alessandria Post: https://piercarlolava.blogspot.com/

Italia News Post: https://italianewspost.com/

Descrizione immagine: Elaborazione grafica editoriale dedicata a Giovannino Guareschi e al suo universo letterario, realizzata per accompagnare l’articolo di Alessandria Post.

Fonte/credito: Immagine realizzata con intelligenza artificiale per la redazione di Alessandria Post.


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