Gioco d’azzardo, l’Italia continua a perdere: 165 miliardi di puntate e quasi 22 miliardi bruciati in un anno

Smartphone con piattaforma di scommesse, banconote in euro, monete e fiches, simbolo della crescita del gioco d’azzardo online in Italia.
Il gioco d’azzardo in Italia ha raggiunto nel 2025 la cifra record di 165,3 miliardi di euro, trainato soprattutto dalla crescita delle piattaforme online.

Nel 2025 gli italiani hanno giocato 165,3 miliardi di euro, stabilendo un nuovo record nazionale. Significa quasi 453 milioni di euro puntati ogni giorno, circa 19 milioni ogni ora. Al netto delle vincite, nelle tasche dei giocatori sono rimasti 21,9 miliardi in meno: quasi 60 milioni di euro perduti quotidianamente. Dietro queste cifre non esiste soltanto un gigantesco settore economico, ma un problema sociale, sanitario e familiare che l’Italia non può più considerare marginale.

Pier Carlo Lava

I dati provengono dalla prima Relazione sul settore dei giochi pubblici, basata sulle rilevazioni dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e trasmessa alle Camere nell’aprile 2026. Nel dettaglio, a fronte di 165,3 miliardi di raccolta, sono state restituite vincite per 143,4 miliardi. La differenza, pari a circa 21,9 miliardi, rappresenta la spesa effettiva, cioè quanto i giocatori hanno complessivamente perso. Le entrate per lo Stato sono state invece pari a circa 11,47 miliardi di euroCamera dei deputati

È importante chiarire il significato delle cifre. I 165,3 miliardi non corrispondono interamente a denaro uscito definitivamente dalle tasche degli italiani: nella “raccolta” vengono conteggiate tutte le puntate, comprese quelle effettuate riutilizzando precedenti vincite. Il numero descrive però l’impressionante quantità di denaro movimentata dall’azzardo e la frequenza con cui viene rimesso in gioco. La perdita reale rimane comunque enorme: quasi 22 miliardi di euro in dodici mesi.

L’esplosione del gioco online

La trasformazione più evidente riguarda il gioco digitale. Nel 2025 le puntate online hanno superato per la prima volta i 100,88 miliardi di euro, con un aumento del 9,5% rispetto al 2024 e del 221% rispetto al 2018. Il canale telematico rappresenta ormai circa il 61% dell’intero mercato nazionale. I giocatori online attivi vengono stimati in circa 4,8 milioni. CGIL, Federconsumatori e Fondazione ISSCON

Lo smartphone ha cancellato quasi tutte le barriere che un tempo separavano una persona dal gioco: non servono più una sala scommesse, una ricevitoria o una slot machine. Si può giocare ventiquattr’ore su ventiquattro, dalla propria abitazione, durante una pausa di lavoro o nel cuore della notte, con pagamenti digitali che rendono meno immediata la percezione del denaro perduto.

Questo cambiamento spiega anche un apparente paradosso. Nonostante il volume complessivo delle puntate sia aumentato di circa il 5%, nel 2025 le entrate erariali sono leggermente diminuite. Il gioco online restituisce mediamente una percentuale più elevata delle puntate e garantisce allo Stato un rendimento fiscale proporzionalmente più basso rispetto alle slot machine e alle videolottery. Cresce quindi la quantità di denaro continuamente rimessa in circolazione, senza un analogo aumento delle risorse pubbliche.

L’allarme tra gli adolescenti

Il dato probabilmente più preoccupante riguarda le nuove generazioni. Secondo il Rapporto ESPAD Italia 2024, realizzato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, il 57% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha giocato d’azzardo almeno una volta nell’ultimo anno, nonostante l’accesso sia vietato ai minorenni. L’11% presenta un profilo considerato a rischio o problematicoConsiglio Nazionale delle Ricerche

Le piattaforme digitali, le scommesse sportive, i casinò online e alcuni meccanismi presenti nei videogiochi rendono sempre più sottile il confine tra intrattenimento e azzardo. La promessa di guadagni rapidi intercetta soprattutto i ragazzi che vivono situazioni di precarietà, disagio o scarsa fiducia nel futuro.

La dipendenza non nasce necessariamente da grandi somme. Può cominciare con piccole giocate ripetute, con il tentativo di recuperare una perdita e con l’illusione che, dopo molte sconfitte, la vincita debba prima o poi arrivare. In realtà ogni giocata resta indipendente dalla precedente e il sistema è costruito affinché, nel lungo periodo, sia sempre il banco a ottenere un vantaggio.

In provincia di Alessandria superato il miliardo di euro

Il problema riguarda direttamente anche il nostro territorio. Nel 2025, in provincia di Alessandria, sono stati giocati un miliardo e 21 milioni di euro, considerando insieme rete fisica e gioco online. La raccolta media ha raggiunto 2.868 euro per ogni residente maggiorenne.

Il solo gioco online ha movimentato 533,4 milioni di euro, con una crescita del 12,1% rispetto al 2024. Nel Comune di Alessandria le puntate digitali hanno raggiunto 120,4 milioni, con perdite superiori a 7,5 milioni. Una crescita particolarmente anomala è stata rilevata a Novi Ligure, dove il gioco online è aumentato di oltre 30 milioni in un solo anno. Complessivamente, in Piemonte la raccolta ha sfiorato 9,9 miliardi di euro, dei quali 5,67 miliardi attraverso internet. Dati provinciali pubblicati da RadioGold

Anche in questo caso le cifre pro capite indicano il volume cumulativo delle puntate, non la perdita netta di ogni singolo cittadino. Rimangono tuttavia numeri impressionanti per una provincia di poco più di 400.000 abitanti.

Quando il gioco diventa una questione pubblica

L’azzardo problematico può tradursi in debiti, usura, conflitti familiari, perdita del lavoro, isolamento, ansia e depressione. Spesso il problema resta nascosto per anni, perché chi gioca prova vergogna, mente ai familiari o continua a scommettere nella speranza di recuperare quanto perduto. Le conseguenze, però, non ricadono soltanto sul giocatore: coinvolgono coniugi, figli, genitori, servizi sanitari e assistenziali.

Esiste inoltre il versante dell’illegalità. Le grandi quantità di denaro movimentate dal gioco, soprattutto attraverso piattaforme digitali e reti parallele, rappresentano un terreno favorevole per riciclaggio, usura e infiltrazioni della criminalità organizzata. Il settore legale deve quindi essere sottoposto a controlli molto più penetranti, senza dimenticare la diffusione di siti clandestini e operatori privi di autorizzazione.

Di fronte a questi numeri non basta richiamare la responsabilità individuale. Servono maggiore educazione finanziaria nelle scuole, limiti realmente efficaci alle giocate, controlli sull’accesso dei minori, piena trasparenza dei dati comunali, restrizioni alla pubblicità e investimenti adeguati nei servizi di prevenzione e cura. Il disturbo da gioco d’azzardo è una dipendenza riconosciuta e deve essere affrontato come un problema di salute, non come una colpa personale.

La domanda decisiva non è se un cittadino debba essere libero di acquistare occasionalmente un biglietto o compilare una schedina. La vera domanda è se possa essere considerato normale un sistema che movimenta 165 miliardi di euro all’anno, raggiunge gli adolescenti attraverso lo smartphone e produce quasi 22 miliardi di perdite, mentre lo Stato continua a ricavarne entrate fiscali. Quando l’azzardo diventa tanto capillare da entrare in ogni casa e in ogni telefono, non è più soltanto un gioco: è una questione politica, sanitaria e sociale che richiede risposte urgenti.

Nota: Ricerche effettuate con il supporto dell’intelligenza artificiale, sulla base di fonti istituzionali e locali, e sottoposte a verifica e revisione editoriale.

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GEO: Italia – Piemonte – Alessandria – Gioco d’azzardo – Dipendenze – Salute pubblica.

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Nota: Ricerche effettuate con il supporto dell’intelligenza artificiale, sulla base di fonti istituzionali e locali, e sottoposte a verifica e revisione editoriale.

Crediti: Immagine creata con intelligenza artificiale a solo scopo illustrativo.

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