Pier Carlo Lava
Dal Polesine alla letteratura
Nato a Cavarzere nel 1951 e originario culturalmente e biograficamente del Polesine, Permunian vive da molti anni sul lago di Garda. Prima ancora di affermarsi come narratore ha frequentato intensamente la poesia, pubblicando raccolte fin dagli anni Ottanta.
Il suo percorso narrativo prende una forma particolarmente riconoscibile con Cronaca di un servo felice, pubblicato nel 1999, seguito da opere come Camminando nell'aria della sera, Nel paese delle ceneri e Il principio della malinconia. Arriveranno poi libri quali La casa del sollievo mentale, Il gabinetto del dottor Kafka, Ultima favola, Costellazioni del crepuscolo, Giorni di collera e di annientamento ed Elogio dell'aberrazione.
Titoli che, già da soli, sembrano suggerire qualcosa della sua poetica: crepuscolo, malinconia, collera, aberrazione, sollievo mentale. Il suo non è il mondo rassicurante della provincia raccontata con nostalgia. È piuttosto un territorio nel quale dietro le convenzioni, le famiglie, le istituzioni e le rispettabilità possono emergere contraddizioni, solitudini, ossessioni e ferite.
La provincia come specchio dell'Italia
La provincia di Permunian non è soltanto un luogo geografico. Diventa una sorta di laboratorio dell'umanità.
I piccoli mondi permettono allo scrittore di osservare da vicino comportamenti, ipocrisie e debolezze. Il grottesco non serve semplicemente a deformare la realtà: spesso serve a renderla più evidente.
Ed è probabilmente questa una delle caratteristiche più interessanti della sua narrativa. Il lettore può sorridere davanti ad alcune situazioni e, poche righe dopo, avvertire qualcosa di profondamente inquietante.
Dietro l'ironia rimane quasi sempre una vena malinconica. Dietro la caricatura compare l'essere umano con le sue fragilità.
“Sillabario dell'amor crudele” e il Premio Dessì
Uno dei riconoscimenti più importanti della sua carriera arriva nel 2019, quando Sillabario dell'amor crudele, pubblicato da Chiarelettere, vince il Premio Giuseppe Dessì per la Narrativa. Nello stesso anno il libro figura anche tra i finalisti del Premio Sila '49.
La giuria del Dessì sottolineò proprio alcuni elementi fondamentali della scrittura di Permunian: ironia, dimensione confidenziale, ossessione e provocazione, riconoscendo nell'autore una voce appartata e poco incline alle mode letterarie.
Il romanzo entra nei territori più dolorosi dell'infanzia violata e degli abusi, costruendo attraverso una struttura particolare un racconto nel quale il grottesco non attenua la tragedia, ma può renderla ancora più disturbante.
Una scrittura tra letteratura e arti visive
C'è inoltre un elemento meno conosciuto ma significativo nel percorso di Permunian: il rapporto con le arti visive.
Nel corso degli anni ha collaborato con artisti e fotografi come Mario Giacomelli, Piero Guccione, Roberto Abbiati, Luca Del Baldo, Lorenzo Mattotti e Tullio Pericoli. Alcuni suoi testi sono stati inoltre interpretati in teatro da attori come Roberto Herlitzka e Maria Paiato.
È un aspetto che aiuta a comprendere una scrittura fortemente visiva, popolata da figure che sembrano talvolta apparire davanti al lettore come personaggi sopra un piccolo palcoscenico.
“Teatri minimi della Valpadana”
Nel 2024 Permunian ha pubblicato Teatri minimi della Valpadana, titolo che sembra quasi riassumere uno degli spazi fondamentali della sua letteratura.
La Valpadana diventa un grande teatro composto da innumerevoli piccoli palcoscenici: paesi, strade, case, personaggi marginali, ricordi e apparizioni.
È un'Italia lontana dalle grandi rappresentazioni ufficiali. Eppure proprio osservando questi mondi periferici lo scrittore riesce spesso a interrogarsi sul Paese intero.
Nel 2026 “Anime farfuglianti nella notte”
Il percorso continua nel 2026 con Anime farfuglianti nella notte, pubblicato da Palingenia. La presenza di quest'opera conferma come, a oltre venticinque anni dall'esordio narrativo, Permunian continui a sviluppare il proprio universo letterario senza rinunciare alla sua riconoscibilità.
Anche il titolo appare perfettamente inserito nella sua geografia narrativa: anime, notte, voci incerte, presenze che sembrano emergere dal buio della memoria.
Uno scrittore appartato, ma non marginale
Definire Francesco Permunian uno scrittore “appartato” non significa dunque considerarlo marginale.
È forse vero il contrario.
La sua posizione laterale gli ha consentito di conservare una voce personale, difficilmente confondibile con quella di altri narratori contemporanei. La sua letteratura non sembra interessata a rassicurare il lettore né a seguire necessariamente le mode del momento.
Preferisce scavare.
Nella memoria, nella provincia, nelle deformazioni dell'esistenza, nelle istituzioni, nelle famiglie e soprattutto nelle contraddizioni degli esseri umani.
Ed è proprio qui che la provincia raccontata da Permunian smette di essere soltanto veneta o padana. Diventa universale.
Perché dietro le finestre dei suoi paesi, nelle stanze delle sue case e tra i personaggi malinconici, grotteschi o feriti che popolano le sue pagine, si riconosce qualcosa che appartiene a molte province italiane.
E forse anche a ciascuno di noi.
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Francesco Permunian, scrittore e poeta italiano, tra provincia, memoria, malinconia e grottesco: il percorso letterario, le opere principali, il Premio Dessì e il nuovo libro Anime farfuglianti nella notte.
GEO: Italia – Veneto – Polesine – Cavarzere – Lago di Garda – Valpadana
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Descrizione: Elaborazione grafica originale dedicata a Francesco Permunian e alla sua produzione letteraria, senza utilizzare o riprodurre il volto dello scrittore.
Fonte immagine: Immagine originale realizzata con intelligenza artificiale per Alessandria Post.
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