Edicole, non chiudere ma riconvertire: da Piazzetta della Lega ad Alessandria un possibile nuovo modello

Edicola riconvertita in Piazzetta della Lega ad Alessandria con libri e prodotti tipici del territorio.
La storica edicola di Piazzetta della Lega ad Alessandria rinasce con una nuova formula che unisce libri, cultura, prodotti d’eccellenza e valorizzazione del territorio.

La riapertura stabile dell’edicola di Piazzetta della Lega, nel cuore di Alessandria, è una piccola notizia locale che potrebbe raccontare qualcosa di molto più grande. Da anni assistiamo alla progressiva scomparsa delle edicole dalle nostre città: serrande abbassate che non rappresentano soltanto la fine di un’attività commerciale, ma anche la perdita di un presidio sociale che per generazioni ha fatto parte della quotidianità dei quartieri e delle piazze. L’esperimento che prende il via ad Alessandria prova invece a percorrere un’altra strada: non chiudere, ma cambiare, mantenendo la vocazione culturale dell’edicola e affiancandole nuove funzioni legate ai libri, alle eccellenze locali e alla valorizzazione del territorio. Una sorta di piccola “riconversione industriale” applicata al commercio di prossimità: quando il mercato originario non è più sufficiente a sostenere un’attività, si cercano nuove produzioni e nuovi servizi senza necessariamente cancellare ciò che esisteva prima.

Pier Carlo Lava

Sabato 26 settembre, l’edicola di Piazzetta della Lega riaprirà infatti in pianta stabile con una formula profondamente diversa da quella dell’edicola tradizionale.

Secondo quanto anticipato da Giovanni Barosini, nello spazio troveranno posto i libri di Andando e Stando – libreria con mescita, le birre Felizzaner e Cane di Guerra, i Baci di Gallina e una serie di altri prodotti d’eccellenza alessandrini.

L'obiettivo dichiarato è ambizioso nella sua semplicità: trasformare questo piccolo spazio nel centro della città in un punto di riferimento per la valorizzazione del territorio alessandrino.

Ed è proprio questo elemento a rendere l'iniziativa interessante anche al di là della singola attività.

La crisi delle edicole viene da lontano

La situazione nazionale aiuta a comprenderne l'importanza.

Secondo un'elaborazione Unioncamere-InfoCamere sui dati del Registro delle imprese, tra settembre 2019 e settembre 2023 in Italia erano già scomparse quasi 2.700 edicole, con una diminuzione superiore al 16%. Le localizzazioni dei punti vendita di giornali e periodici erano passate da oltre 16.000 a circa 13.500.

Un cambiamento che ha radici profonde.

Il modo nel quale consumiamo informazione è radicalmente cambiato. Smartphone, siti internet, social network, newsletter e abbonamenti digitali permettono di conoscere una notizia praticamente nel momento stesso in cui accade. La tradizionale funzione dell'edicola, basata soprattutto sulla vendita quotidiana di giornali e periodici cartacei, si è quindi progressivamente ridimensionata.

A questo si aggiungono i normali costi di un'attività commerciale: affitti, energia, tasse, personale e gestione quotidiana.

Il problema è talmente evidente che anche lo Stato ha previsto negli ultimi anni misure specifiche di sostegno. Per il 2025, per esempio, è stato previsto per le edicole un contributo fino a 4.000 euro, pari al 60% di determinate spese sostenute nel 2024, comprese quelle relative alla trasformazione digitale e all'ammodernamento tecnologico.

Ma un'edicola è qualcosa di più di un negozio

Quando chiude un'edicola, però, non scompare semplicemente un esercizio commerciale.

Scompare spesso un piccolo punto di riferimento urbano.

Per decenni l'edicolante ha conosciuto le persone del quartiere, ha visto passare generazioni di famiglie, ha venduto il quotidiano, la rivista, le figurine ai bambini, il settimanale agli anziani. L'edicola era anche uno dei luoghi nei quali una città incontrava ogni mattina l'informazione.

Ed è proprio questa presenza fisica sul territorio che potrebbe rappresentare una delle risorse dalle quali ripartire.

Se non è più economicamente sostenibile vendere soltanto giornali, perché necessariamente l'alternativa deve essere la chiusura?

La riconversione come possibile risposta

L'esempio di Piazzetta della Lega suggerisce una risposta diversa.

L'edicola può diventare ibrida.

Può continuare ad avere un rapporto con informazione, editoria e cultura e contemporaneamente trasformarsi in una vetrina delle produzioni locali.

Un turista che attraversa il centro di Alessandria potrebbe trovarvi un libro dedicato al territorio, ma anche conoscere una birra prodotta localmente o scoprire una specialità gastronomica.

Un alessandrino potrebbe entrarvi per acquistare qualcosa e contemporaneamente scoprire un produttore che non conosceva.

L'edicola diventerebbe così un piccolo hub territoriale, una porta d'ingresso alle eccellenze della provincia.

È una logica che ricorda, naturalmente su una scala infinitamente più piccola, ciò che accade nell'industria quando un'impresa deve adattare produzione e organizzazione perché il mercato originario è cambiato.

Non si tratta di rinnegare ciò che si era, ma di chiedersi che cosa si può diventare.

Una possibile strada anche per altre edicole

Naturalmente sarà il mercato a stabilire se questa formula funzionerà. Una singola esperienza non è ancora un modello e sarebbe prematuro presentarla come soluzione alla crisi nazionale delle edicole.

Ma proprio per questo vale la pena osservarla.

Se un luogo destinato alla chiusura riesce a trovare una nuova sostenibilità economica mettendo insieme editoria, cultura, prodotti locali, turismo e identità territoriale, l'esperienza potrebbe fornire indicazioni interessanti anche ad altre realtà.

E probabilmente ogni territorio potrebbe costruire la propria formula.

In Piemonte un'edicola potrebbe diventare vetrina dei produttori locali; in una città turistica potrebbe offrire libri, guide, informazioni e prodotti artigianali; nei piccoli centri potrebbe aggiungere servizi digitali e servizi al cittadino.

Non esisterebbe quindi una nuova edicola uguale per tutti, ma tante possibili evoluzioni dell'edicola tradizionale.

La stessa politica nazionale di sostegno riconosce del resto il problema della distribuzione della stampa nei territori: nel 2025 è stata prevista anche una misura specifica per attività commerciali che vendono quotidiani e periodici in via non prevalente nei Comuni privi di edicole, con contributi fino a 4.000 euro.

Piazzetta della Lega come piccolo laboratorio urbano

È questo, forse, il significato più interessante dell'iniziativa che parte sabato ad Alessandria.

La domanda non è più soltanto: come possiamo salvare le vecchie edicole?

Potrebbe essere più utile domandarsi: che cosa possono diventare le edicole del futuro?

Piazzetta della Lega proverà a dare una propria risposta mettendo insieme libri, prodotti alessandrini e promozione del territorio.

Un esperimento piccolo nelle dimensioni, ma interessante nel principio.

Perché davanti alla trasformazione delle abitudini dei consumatori ci sono almeno due possibilità: assistere alla progressiva scomparsa di attività che hanno caratterizzato le nostre città oppure provare a reinventarle.

Da sabato 26 settembre, nel cuore di Alessandria, una vecchia edicola proverà la seconda strada.

E potrebbe valere la pena seguirne l'evoluzione: perché, se funzionasse, quella serranda rialzata in Piazzetta della Lega potrebbe raccontare qualcosa sul futuro di molte altre edicole italiane.

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Ad Alessandria riapre stabilmente l’edicola di Piazzetta della Lega con una nuova formula: libri, prodotti d’eccellenza locali e valorizzazione del territorio. Un’esperienza che potrebbe indicare una possibile strada per la riconversione delle edicole tradizionali.

GEO – Geolocalizzazione. Piazzetta della Lega, Alessandria, Piemonte, Italia.

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