Casale Monferrato, 45 persone in un immobile degradato: due deferiti per presunto sfruttamento del lavoro

Casale Monferrato, immagine illustrativa sui controlli relativi ai lavoratori stagionali impiegati nella vendemmia e alle indagini per presunto sfruttamento del lavoro
Casale Monferrato, controlli sulle condizioni dei lavoratori stagionali: due persone deferite per presunta intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

Una vicenda che impone di guardare oltre il semplice fatto di cronaca. Circa 45 persone vivevano all'interno di un esercizio commerciale dismesso a Casale Monferrato, in condizioni che gli accertamenti hanno giudicato incompatibili con l'uso abitativo. Alcune sarebbero state impiegate nei lavori stagionali legati alla viticoltura. Il controllo delle forze dell'ordine ha portato allo sgombero dell'immobile e al deferimento all'Autorità giudiziaria di due persone per la presunta intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro. Una vicenda che, in un territorio nel quale la vendemmia rappresenta economia, tradizione e identità, pone anche una questione essenziale: quali condizioni di vita e di lavoro vengono garantite a chi contribuisce materialmente alla raccolta dell'uva?

Pier Carlo Lava

L'operazione è stata condotta dal personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Casale Monferrato, insieme ai Carabinieri della Compagnia cittadina e alla Polizia Locale. A far partire i controlli è stato un esposto di alcuni cittadini, nel quale veniva segnalata la presenza di una comunità di cittadini stranieri all'interno dell'immobile e venivano evidenziate criticità di carattere igienico-sanitario e abitativo.

Secondo quanto comunicato ufficialmente dalla Questura di Alessandria, nell'edificio erano presenti circa 45 persone. Non è stato affermato che tutte lavorassero nella vendemmia: la precisazione è importante. Gli accertamenti hanno indicato che alcune di loro sarebbero state impiegate in attività lavorative connesse alla stagione della viticoltura.

Le condizioni riscontrate nell'immobile hanno però immediatamente attirato l'attenzione degli investigatori: sporcizia, rifiuti, cavi elettrici a vista, accumuli di immondizia all'esterno e gravi problemi agli scarichi presenti nel giardino.

Il quadro emerso dai sopralluoghi è stato ritenuto incompatibile con l'utilizzo abitativo della struttura. Dopo le verifiche degli enti competenti, il sindaco ha quindi emesso un'ordinanza di sgombero per inagibilità.

Sono emerse anche altre irregolarità. I Vigili del Fuoco di Casale Monferrato hanno contestato contravvenzioni relative alla non corretta conservazione di bombole di gas, mentre sono state effettuate verifiche anche sulla presenza e sulla sosta dei numerosi veicoli nelle pertinenze dell'immobile.

Ma l'aspetto più delicato dell'intera vicenda riguarda il lavoro.

Gli approfondimenti della Polizia giudiziaria sulle modalità di impiego della manodopera e sulla possibile esistenza di fenomeni di sfruttamento hanno portato gli uomini del Commissariato a deferire all'Autorità giudiziaria due persone di origine romena, indicate dagli investigatori come presunti responsabili del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

È fondamentale sottolineare che si tratta di accuse che dovranno essere verificate nelle successive fasi del procedimento: le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, come ricorda espressamente anche la Questura.

Le indagini, infatti, proseguono per chiarire completamente la vicenda e verificare l'eventuale esistenza di ulteriori responsabilità.

La vendemmia e il rischio dello sfruttamento

Il caso di Casale si inserisce in una questione più ampia che riguarda il lavoro stagionale nell'agricoltura italiana. Proprio nell'estate 2026 è stata avviata a livello nazionale una campagna straordinaria di vigilanza contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura, con il coinvolgimento dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro, INPS, INAIL e Carabinieri.

I controlli sono stati programmati tenendo conto proprio dei periodi nei quali aumenta maggiormente la richiesta di manodopera, delle colture stagionali e delle zone considerate maggiormente esposte al rischio di irregolarità.

Il caporalato, inoltre, non significa soltanto lavoro completamente irregolare. Può comprendere forme di reclutamento illecito, condizioni contrattuali non rispettate, retribuzioni inferiori a quelle previste e situazioni di lavoro incompatibili con la tutela della salute e della sicurezza.

Un fatto che riguarda anche il territorio

Quanto accaduto a Casale Monferrato merita quindi attenzione non soltanto per le eventuali responsabilità penali, che spetterà alla magistratura accertare.

Il Monferrato è uno dei territori vitivinicoli più importanti del Piemonte e durante la vendemmia aumenta inevitabilmente la necessità di manodopera stagionale. Proprio per questo la tutela delle persone che arrivano sul territorio per lavorare deve accompagnare la tutela delle produzioni e della reputazione di un comparto fondamentale per l'economia locale.

Dietro una bottiglia di vino ci sono il territorio, le aziende, la qualità delle uve e una tradizione costruita nel tempo. Ma ci sono soprattutto persone che lavorano nei vigneti.

Il controllo avvenuto a Casale ricorda quanto sia importante verificare non soltanto dove e come venga svolto il lavoro, ma anche in quali condizioni vivano coloro che vengono impiegati nelle attività stagionali.

Ora saranno gli ulteriori accertamenti della Polizia giudiziaria a stabilire con precisione che cosa sia accaduto e quali fossero i rapporti tra le persone ospitate nell'immobile e chi organizzava l'attività lavorativa.

Ed è proprio questo il punto sul quale sarà importante tornare: capire se Casale si trovi davanti a un episodio circoscritto oppure se gli accertamenti faranno emergere un sistema più articolato di reclutamento e impiego della manodopera stagionale.

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GEO: Casale Monferrato – Provincia di Alessandria – Piemonte – Italia

Fonte: Questura di Alessandria – Polizia di Stato

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A Casale Monferrato circa 45 persone sono state trovate all'interno di un immobile dichiarato inagibile. Alcune sarebbero state impiegate nei lavori stagionali della viticoltura. Due persone sono state deferite all'Autorità giudiziaria per presunta intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Le indagini proseguono.

Immagine illustrativa dedicata alla vicenda dei circa 45 cittadini trovati in un immobile dichiarato inagibile a Casale Monferrato. Alcune delle persone presenti sarebbero state impiegate nelle attività stagionali legate alla viticoltura. Le indagini sono in corso.

Crediti: Immagine illustrativa creata con Intelligenza Artificiale per Alessandria Post.


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