Cadenze Letterarie, a Fiumicino una serata tra abbandono e speranza con “La verità che resta” di Giulio Trenta
| Un momento della serata di Cadenze Letterarie a Fiumicino, con l’intervista di Canale 10 durante l’incontro dedicato a La verità che resta di Giulio Trenta. |
Ci sono presentazioni di libri nelle quali il pubblico ascolta un autore parlare della propria opera e altre nelle quali il libro diventa soltanto il punto di partenza per qualcosa di più ampio. È quanto accaduto il 24 settembre a Fiumicino, dove Cadenze Letterarie ha inaugurato il ciclo autunno-inverno con “La verità che resta” di Giulio Trenta. Per circa due ore la vicenda personale raccontata dal giovane autore ha incontrato psicologia, testimonianze, pittura, musica e associazionismo, trasformando una presentazione letteraria in una riflessione collettiva sull’abbandono, sulla fragilità e, soprattutto, sulla possibilità di ricominciare.
Pier Carlo Lava
Foto: Giorgio Algherini
Il nuovo appuntamento di Cadenze Letterarie si è svolto all’Orto Stiloso Bistrot di Fiumicino davanti al pubblico presente in sala e a quello che ha seguito l'incontro attraverso la diretta Facebook. Al centro La verità che resta, pubblicato da Aletheia Editore, ma la formula scelta ha portato progressivamente il libro fuori dai confini di una presentazione tradizionale. Il percorso è stato costruito intorno a tre passaggi – abbandono, rischio e caduta, fino alla speranza – utilizzando la storia di Giulio Trenta come occasione per interrogarsi sulle conseguenze che determinate esperienze possono lasciare nella costruzione dell'identità.
Nato in Bulgaria nel 2004, Giulio Trenta ha esperienze nella musica, nel canto e nella recitazione e aveva già pubblicato Un Caso a Roma nel 2022 e Umanità Perduta nel 2025. Con La verità che resta torna attraverso la scrittura su esperienze difficili della propria vita. Ed è proprio questa componente personale ad aver fornito alla serata una materia che non poteva rimanere confinata alla letteratura.
Dalle pagine del libro alla vita: abbandono, identità e bisogno di appartenenza
A dare voce ai testi è stata Francesca Stajano Briganti. La lettura ha accompagnato il pubblico attraverso differenti momenti: dall'infanzia raccontata in L'Istituto, l'abbandono, gli orchi all'adolescenza di Badlands, fino a Speranza. Intorno a queste pagine sono intervenuti Sonia Buscemi, Sergio Mingrone e Maria Grazia Imbimbo, affrontando le conseguenze dell'abbandono, la costruzione dell'identità, il bisogno di appartenenza, la vulnerabilità adolescenziale e la possibilità di ricostruire il proprio rapporto con il passato.
È un passaggio che merita attenzione perché riguarda qualcosa che va oltre la vicenda individuale narrata nel libro. Chi sperimenta precocemente una rottura dei propri riferimenti affettivi può continuare a portarne le conseguenze nella ricerca di appartenenza e nelle relazioni successive. Durante l'incontro è emerso anche il rischio di consegnare alle persone sbagliate una fragilità che arriva da lontano. La domanda conclusiva è stata allora inevitabile: come si torna a immaginare il futuro senza fingere che il passato non sia mai esistito? È forse questa una delle questioni più forti lasciate dalla serata. Comunicato Stampa dopo serata C…
Uno dei momenti emotivamente più intensi è arrivato quando sono intervenuti i genitori adottivi di Giulio Trenta. Alla storia dell'abbandono si è affiancata così quella dell'accoglienza. Non più soltanto il racconto di ciò che è mancato, quindi, ma anche quello di un legame costruito successivamente. Il comunicato racconta come la testimonianza abbia coinvolto profondamente il pubblico e come lo stesso confronto abbia finito per superare quanto era stato preparato, facendo incontrare la storia scritta con le persone che ne avevano realmente condiviso una parte.
È probabilmente proprio in momenti come questo che una manifestazione culturale riesce a compiere un passaggio ulteriore: la letteratura smette per qualche minuto di essere soltanto rappresentazione della vita e incontra direttamente la vita dalla quale è nata.
Pittura, associazionismo e musica: una storia raccontata con linguaggi diversi
Anche la pittura è entrata direttamente nel racconto grazie a Salvatore Fazio, che ha realizzato un'opera ispirata a La verità che resta e l'ha consegnata a Giulio Trenta. Un secondo lavoro dedicato all'Orto Stiloso è stato invece donato ad Anna Maria Piacquadio, che ha accolto Cadenze Letterarie nella nuova sede.
La serata ha inoltre riunito tre realtà associative. Velia Maria Lapudula, presidente dell'Associazione Valore Sociale ONLUS ETS, ha illustrato le attività dell'associazione e la collaborazione avviata con Cadenze Letterarie. Barbara Cerusico, presidente dell'Associazione Donne per la Sicurezza ODV ETS, ha presentato il progetto Difendiamoci Insieme, portando nel confronto i temi della violenza, della prevenzione, della sicurezza e dell'autodifesa.
Anche in questo caso il collegamento con il libro appare significativo. Raccontare una fragilità può aiutare a riconoscerla; comprenderla può essere il primo passaggio per impedire che rimanga soltanto un'esperienza privata e silenziosa.
Poi la musica, affidata al Merysse Acoustic Duo, formato da Maria Teresa De Pierro, in arte Merysse, e Michele Bertasi. Brani originali e cover hanno accompagnato diversi momenti dell'incontro. De Pierro ha inoltre presentato l'attività di Istinti Artistici e un progetto dedicato al rapporto tra musica e persone sorde e ipoacusiche, esperienza destinata a proseguire anche a Bruxelles. La componente musicale, dunque, non è stata pensata come semplice intervallo tra un intervento e l'altro, ma come un ulteriore linguaggio attraverso il quale partecipare al racconto della serata.
Che cosa rimane dopo una serata come questa?
Una risposta, almeno parziale, è arrivata direttamente dal pubblico. Attraverso Slido, Maria Grazia Imbimbo ha raccolto le sensazioni che i presenti ritenevano di portare con sé al termine dell'incontro. Accanto al disagio e alla percezione dei rischi sono emerse soprattutto parole come speranza, partecipazione, condivisione e arricchimento personale.
È un risultato interessante perché racconta bene il percorso compiuto durante le due ore. Si è partiti dall'abbandono e da pagine difficili, ma non si è rimasti lì. Il dolore non è stato cancellato né trasformato artificialmente in qualcosa di positivo; è stato invece osservato da prospettive differenti, cercando di comprendere ciò che può accadere dopo.
La partecipazione si è allargata anche all'esterno dell'Orto Stiloso grazie alla diretta Facebook e alla presenza di Canale 10, emittente che segue Cadenze Letterarie fin dal suo esordio e che durante la serata ha realizzato interviste a Dino Tropea, Anna Maria Piacquadio, Giulio Trenta e Velia Maria Lapudula. Comunicato Stampa dopo serata C…
Alla fine, La verità che resta è rimasto al centro, ma – come sottolineano gli organizzatori – “senza essere lasciato solo”. Intorno alle sue pagine si sono incontrate letture, psicologia, musica, pittura, testimonianze e associazionismo. E fra le sensazioni raccolte sono tornate ancora una volta l'amore e la speranza, accanto alla consapevolezza dell'abbandono, del disagio e delle fragilità affrontate durante l'incontro.
Forse è proprio questa la parte più interessante dell'esperimento di Cadenze Letterarie: utilizzare un libro non come punto d'arrivo, ma come punto di partenza. Una storia individuale può diventare occasione per ascoltare altre storie, confrontare competenze ed esperienze e creare una comunità temporanea intorno a domande che, in forme differenti, appartengono a molte persone.
E il percorso continua. Cadenze Letterarie tornerà il 9 ottobre alle ore 19 all'Orto Stiloso Bistrot di Fiumicino con Evviva la commedia all'italiana – Anni 70/80 di Antonio Santoriello. L'incontro sarà aperto a lettori, autori, artisti, associazioni, professionisti e pubblico, con ingresso libero e posti limitati.
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GEO: Fiumicino – Roma – Lazio – Italia
Cadenze Letterarie ha inaugurato il ciclo autunno-inverno all’Orto Stiloso Bistrot di Fiumicino con La verità che restadi Giulio Trenta. Una serata in cui letteratura, psicologia, testimonianze, pittura, musica e associazionismo hanno dialogato sui temi dell’abbandono, dell’identità, della fragilità e della speranza. Comunicato Stampa dopo serata C…
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