Virtù Insieme: L’Ontologia del Nudo e la Trasparenza dell’Essere.


 

L'Ontologia del Limpido: Una lettura critica di "Virtù Insieme" di Francesca Giordano
di La Redazione

Virtù Insieme

 Cala la notte

aleggia il silenzio

I colori nudi

sì scoprono d'intenso

il verde della natura

come l'eco diventa

argentea

è la luce della luna che copre

i miei occhi nudi seguono il

vento

il vento

virtù della luna

sì adagia l'ombra

scopro il nudo del vento

copre il mio corpo

nascosto inebriato

echeggia la virtù

il silenzio adorna il mio

corpo nudo

come il vento

carezza la natura

la virtù

si nuda

Insieme.

Francesca Giordano

                                                                                                                                               

Nella costellazione della poesia contemporanea, dove spesso domina il frammento opaco o l'iper-intellettualismo disancorato dal reale, la lirica "Virtù Insieme" di Francesca Giordano si impone come un nitido esercizio di ecologia dell'anima e fenomenologia dello spirito. La poetessa ci conduce, attraverso una metrica piana e fluttuante, all’interno di un notturno che non è mera scenografia romantica, bensì spazio catartico e gnoseologico.

L'Estetica del "Nudo" e la Trasparenza dell'Essere

Il nucleo semantico attorno a cui ruota l'intera composizione è la reiterazione del termine "nudo". Lungi dal rivestire una valenza puramente erotica, il nudo nella Giordano si fa categoria filosofica: è lo svelamento dell'essere (alètheia), la spoliazione sovrastrutturale che permette l'incontro autentico tra l'io lirico e il cosmo.

L'accordo cromatico e sonoro: All'inizio del testo, "I colori nudi / si scoprono d'intenso". C'è una sinestesia profonda che lega il visivo all'uditivo: il verde della natura si trasmuta, per effetto dell'eco, in una luminosità "argentea". È la luna, principio archetipico del femminile e della riflessione, a governare questa metamorfosi.

La dialettica tra Copertura e Svelamento: In un gioco di specchi barocco ma calibrato con geometrica purezza, ciò che è "nudo" viene paradossalmente "coperto" dagli elementi naturali. La luce lunare copre gli occhi, il vento copre il corpo hidden (nascosto, inebriato). Non si tratta di un occultamento censorio, ma di una veste pneumatica: il vento e la luce si fanno tessuto metafisico.

La "Virtù" come Armonia Cosmica

Il concetto di "Virtù", che apre il titolo e scandisce il testo, viene qui declinato nella sua accezione rinascimentale e classica: non moralismo, ma potenza, disposizione armonica, forza generatrice. Il vento è la "virtù della luna", l'estensione dinamica della sua stasi contemplativa. Quando l'autrice scrive "la virtù / si nuda / Insieme", assistiamo all'apice del componimento. Il nudo e la virtù convergono nell'avverbio finale, "Insieme", che sigilla la lirica non come un soliloquio isolato, ma come una celebrazione della fusione panica con l'universo. Il silenzio non è assenza di suono, ma "adorna" il corpo, facendosi presenza estetica e sostanza lirica.

Dal punto di vista formale, Francesca Giordano predilige il verso libero, procedendo per asindeti e accostamenti analogici di rara freschezza. La musicalità è affidata alle ricorrenze foniche (l'eco di argentea, echeggia, carezza) che mimano il movimento oscillatorio del vento.

"Virtù Insieme" è un testo di notevole spessore, che riconnette il lettore con una dimensione sacrale della natura, ricordandoci che la purezza della parola poetica risiede nella sua capacità di spogliarsi del superfluo per farsi, finalmente, carezza e vento.



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