“Uomini Invisibili”, Pasquale Fierro dà voce agli uomini vittime di violenza: il libro è già bestseller Amazon
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| “Uomini Invisibili – Storie vere di violenze negate e del coraggio di chiedere aiuto”, il nuovo libro di Pasquale Fierro pubblicato da Bruno Editore e dedicato agli uomini vittime di violenza. |
Da Novara arriva un libro che affronta una sofferenza ancora difficile da riconoscere pubblicamente: quella degli uomini vittime di violenza psicologica, emotiva, economica o fisica. Con “Uomini Invisibili – Storie vere di violenze negate e del coraggio di chiedere aiuto”, Pasquale Fierro non cerca una contrapposizione tra generi, ma rivendica il diritto di ogni vittima a essere ascoltata, creduta e protetta.
Pier Carlo Lava - Alessandria Post - italianewspost.com
NOVARA – “Uomini Invisibili” nasce attorno a una domanda scomoda: che cosa accade quando a subire violenza è un uomo e gli stereotipi sociali gli impediscono persino di riconoscersi come vittima? Il nuovo libro di Pasquale Fierro, pubblicato da Bruno Editore, prova a rispondere portando alla luce storie di sofferenza rimaste a lungo nascoste dietro il silenzio, la vergogna e la paura di non essere creduti.
Secondo quanto comunicato dall’autore e dall’editore, a poche ore dalla pubblicazione il volume ha raggiunto il primo posto su Amazon nella propria categoria in formato Kindle. Le classifiche della piattaforma sono dinamiche e legate alle singole categorie, ma il risultato segnala comunque un interesse immediato intorno a un argomento ancora raramente affrontato con continuità nel panorama editoriale italiano.
Dietro i download potrebbe esserci qualcosa di più della semplice curiosità. Potrebbero esserci lettori che hanno riconosciuto una propria esperienza, familiari che cercano di comprendere un cambiamento, professionisti interessati ad approfondire un fenomeno sommerso oppure persone che, per la prima volta, hanno trovato parole capaci di descrivere ciò che stanno vivendo.
Il silenzio costruito dagli stereotipi
Pasquale Fierro, militare dell’Esercito Italiano, studente di Psicologia, scrittore e poeta residente a Novara, dedica il proprio percorso ai temi della dignità, della giustizia sociale, del rispetto e dei diritti umani. In questo nuovo lavoro concentra l’attenzione su uomini che vivono relazioni segnate dal controllo, dall’umiliazione, dalla svalutazione, dall’isolamento, dal ricatto economico o dall’aggressione fisica, ma che faticano a chiedere aiuto.
Lo stereotipo dell’uomo sempre forte, autonomo e capace di difendersi può trasformarsi in una gabbia. Ammettere di avere paura della propria compagna o del proprio compagno, di essere manipolati, controllati o privati delle risorse economiche viene ancora percepito da alcuni come una debolezza. La vittima maschile può temere il ridicolo, l’incredulità degli altri o persino il rischio di essere considerata responsabile della situazione.
È proprio questa invisibilità a diventare il cuore del libro. Non si tratta soltanto di persone che non vengono viste dalla società: talvolta sono loro stesse a non riuscire più a dare un nome a ciò che subiscono. La violenza psicologica, soprattutto quando cresce lentamente, può essere confusa con la gelosia, con il carattere difficile del partner o con una normale crisi della relazione. Intanto l’autostima diminuisce e l’isolamento diventa sempre più profondo.
Anche la copertina restituisce efficacemente questa condizione. Un uomo resta seduto e immobile su una panchina, mentre intorno a lui una folla indistinta continua a camminare. È presente, eppure nessuno sembra notarlo. L’immagine sintetizza bene il paradosso raccontato dal titolo: si può essere circondati da persone e, nello stesso tempo, sentirsi completamente soli.
Un libro che non contrappone le vittime
Il punto più delicato dell’opera riguarda il rapporto con il dibattito sulla violenza contro le donne. Fierro precisa che “Uomini Invisibili” non nasce per ridimensionare la gravità della violenza di genere né per trasformare il dolore in una competizione. La violenza subita dalle donne continua a rappresentare un’emergenza sociale, culturale e criminale che richiede prevenzione, protezione e strumenti specifici.
Dare spazio agli uomini vittime non significa negare le differenze statistiche, storiche e sociali esistenti tra i fenomeni. Significa riconoscere che una persona maltrattata non dovrebbe essere esclusa dall’ascolto perché non corrisponde all’immagine tradizionale della vittima. Aggiungere una storia al dibattito non cancella quelle già presenti: amplia la capacità della società di individuare la sofferenza.
È questo l’aspetto più convincente della proposta di Fierro. Il libro non sembra cercare un nuovo fronte nello scontro tra uomini e donne, ma invita a superare la classificazione delle vittime in categorie più o meno meritevoli di attenzione. La tutela di un uomo maltrattato e la lotta alla violenza contro le donne non sono obiettivi incompatibili. Entrambi nascono dal rifiuto del dominio, dell’abuso e della sopraffazione nelle relazioni.
L’autore riassume così il senso del proprio lavoro: «La violenza non ha genere. Ha un volto, una storia e una persona che soffre. Il mio obiettivo non è dividere, ma unire». È una dichiarazione che contiene anche la principale sfida del libro: affrontare un tema polarizzante senza semplificarlo e senza utilizzare il dolore degli uni per contestare quello degli altri.
Testimonianze, segnali e strumenti per chiedere aiuto
Dalla presentazione editoriale emerge un volume costruito attraverso testimonianze, riflessioni, dati e indicazioni pratiche. Non soltanto, quindi, una raccolta di storie, ma un percorso pensato per aiutare il lettore a riconoscere i segnali di una relazione violenta.
Tra questi possono esserci il controllo ossessivo del telefono e degli spostamenti, la svalutazione continua, l’allontanamento dagli amici e dalla famiglia, la gestione unilaterale del denaro, le minacce, il ricatto affettivo, l’utilizzo dei figli come strumento di pressione e la progressiva distruzione dell’autostima. La violenza non coincide esclusivamente con un’aggressione fisica: può cominciare molto prima, attraverso comportamenti che limitano la libertà e inducono la vittima a dubitare di sé.
L’impostazione pratica può rappresentare uno degli elementi più utili dell’opera, soprattutto se consente al lettore di comprendere quando una relazione conflittuale supera il confine e diventa maltrattamento. Allo stesso tempo, un tema così delicato richiede grande rigore nella presentazione dei dati, nella contestualizzazione delle testimonianze e nella distinzione tra esperienza personale, analisi psicologica e informazione scientifica.
Un libro di questo tipo non dovrebbe sostituire il lavoro di psicologi, medici, servizi sociali, avvocati e forze dell’ordine. Può però svolgere una funzione essenziale: rompere il primo muro, quello che impedisce alla vittima di riconoscere il problema e di pronunciare la frase “ho bisogno di aiuto”.
Il valore della prevenzione e dell’ascolto
“Uomini Invisibili” invita a interrogarsi anche sulle responsabilità collettive. Una vittima resta invisibile non soltanto perché tace, ma anche perché intorno a lei possono esserci persone impreparate ad ascoltare. Battute, incredulità e pregiudizi rischiano di rafforzare il silenzio e di allontanare il momento della richiesta di aiuto.
Per questo il progetto non dovrebbe esaurirsi nella pubblicazione. L’auspicio di Fierro è che il volume possa diventare il punto di partenza per incontri nelle scuole e nelle università, confronti con professionisti della salute mentale, associazioni, amministrazioni pubbliche e realtà territoriali. Portare il tema nei luoghi dell’educazione e della formazione significherebbe fornire alle persone strumenti per riconoscere prima i comportamenti abusanti.
La prevenzione comincia infatti dal linguaggio e dall’educazione alle relazioni: imparare a rispettare i confini, accettare un rifiuto, gestire la fine di un rapporto, non confondere il possesso con l’amore e comprendere che chiedere sostegno non è una sconfitta. Una società capace di ascoltare tutte le vittime diventa anche più efficace nel contrastare ogni forma di violenza.
Una lettura che chiede di guardare dove solitamente non guardiamo
Il merito principale di “Uomini Invisibili” è già contenuto nel titolo: costringere il lettore a vedere persone che il racconto pubblico tende spesso a lasciare ai margini. Il libro non chiede di sostituire una vittima con un’altra, ma di allargare lo spazio dell’ascolto.
La sua efficacia dipenderà dalla capacità di mantenere questa promessa lungo tutte le pagine: raccontare senza strumentalizzare, documentare senza generalizzare e offrire strumenti senza trasformare esperienze complesse in formule semplici. Dalla presentazione emerge un’opera che punta alla comprensione e alla responsabilità, evitando deliberatamente il terreno sterile della guerra tra generi.
«Se anche una sola persona, leggendo queste pagine, troverà il coraggio di chiedere aiuto, allora questo libro avrà raggiunto il suo scopo», afferma Pasquale Fierro. È forse questa la misura più autentica del valore di un’opera simile: non soltanto il posto raggiunto in una classifica, ma la possibilità che una persona smetta di sentirsi sola e trovi finalmente qualcuno disposto ad ascoltarla.
“Uomini Invisibili – Storie vere di violenze negate e del coraggio di chiedere aiuto” è disponibile su Amazon e può essere ordinato nelle librerie.
GEO: Novara, Provincia di Novara, Piemonte, Italia.
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Immagine fornita a corredo del comunicato stampa.
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