Poesie nascoste e poi ritrovate. Quando i versi sfidano il silenzio


Maurizio Zanon nasce a Venezia il giorno di Ferragosto del 1954. Si laurea in Lettere Moderne a Ca’ Foscari. Dopo una breve esperienza all’università ed aver insegnato alle scuole medie inferiori, diventa operatore nella Formazione Professionale a Padova. Nel 1979 pubblica “Prime Poesie”. Presente in antologie e dizionari letterari, ha ricevuto qualche premio e riconoscimento. Continua a dedicarsi alla poesia, pur consapevole della sordità alla medesima d’una buona parte della società attuale. Un po’ in disparte, vive nella città lagunare.


Maurizio Zanon, Poesie nascoste e poi ritrovate, Guido Miano Editore, Milano 2026
Recensione di Raffaele Piazza

Maurizio Zanon è nato nel 1954 a Venezia dove attualmente risiede.
Nella prefazione a Poesie nascoste e poi ritrovate Enzo Concardi allude alla lunga e
feconda testimonianza lirica del Nostro che ha pubblicato numerose raccolte di poesie,
un’opera di narrativa e sul quale sono stati scritti numerosi saggi.
La silloge di liriche che prendiamo in considerazione in questa sede non è scandita in
sezioni e tutte le sue poesie sono prive del riferimento del titolo e per questo è connotata
da una forma che si potrebbe definire di poemetto anche per l’omogeneità dello stile e
della forma.
Intrigante il nome stesso del volume che sottende come significato l’infinito enigma della
poesia stessa nell’essere nascosta, cioè dal suo provenire nella sua genesi dalle
profondità dall’inconscio per risalire fino alla superficie della coscienza; poi la poesia
s’invera senza sforzo, nell’atto della scrittura emersa nella mente e trascritta anche per la
fruizione da parte del lettore cultore nonché per lo studio e l’analisi del critico letterario.
L’allusione alle poesie nascoste fa anche pensare al fatto che molti poeti esitano prima
di uscire allo scoperto con la pubblicazione di un libro e tengono le loro poesie stesse
chiuse nel cassetto come per custodire gelosamente un’epifania privata della loro
creatività o solipsistico esercizio di conoscenza senza avere il coraggio di farle leggere a
qualcuno.
Il ritrovare i suddetti componimenti in un discorso di carattere generale può avvenire
anche vari anni dopo la loro stesura e la totalità delle poesie stesse può divenire diario di
bordo della vita nell’indagare e ricordare le occasioni che hanno generato ogni singola
composizione.
Da notare che l’accezione poesie ritrovate si delinea nella famosa definizione del
messaggio in bottiglia nella quale è sintetizzata la funzione della poesia nel suo essere
gettata scritta su un foglio nel suo involucro di vetro nell’Oceano appunto poeticamente
per arrivare spostata dalle onde su una spiaggia dove poter essere recuperata, aprendo la
bottiglia ed estraendo il foglietto supporto cartaceo per il componimento che diventa per
chi lo legge un messaggio del destino non casuale, qualcosa quasi di magico.
«Fluttuano assetati i sogni/ occupano gli spazi del desiderio/ s’arrestano a ogni
contrarietà dell’anima/ fino a sciogliersi in placidi silenzi». In questa concentrata poesia
sono detti con efficacia i sogni stessi che sono secondo Freud espressioni di desideri e si
sciolgono in placidi silenzi. E si fermano ad ogni contrarietà dell’anima e c’è da notare che
fin dall’antichità l’uomo si è interrogato sul mistero dei sogni stessi e Shakespeare ha
asserito che siamo tutti fatti della stoffa dei sogni.
Molto spesso protagonista è la natura espressa in forma elegiaca e rarefatta attraverso
atmosfere suggestive nelle quali s’inseriscono multiformi specie animali e vegetali: «Nel
mondo che corre/ la poesia va adagio:/ si ferma scruta ascolta./ E raramente viene colta»;
«Nella penombra/ il merlo saltella/ e quatto quatto/ in mezzo a fronde d’albero/ il suo
nascondiglio trova»; «I fiori donano il cuore/ alle variopinte farfalle/ e intonano/ una
sinfonia di colori./ Nell’aria s’alzano delicati/ i profumi di un’insolita primavera»; «L’acqua
del mare/ si spegne sulla battigia:/ dentro la sabbia bagnata/ gli ultimi salini respiri».

Un variopinto caleidoscopio d’immagini anima questa raccolta di poesie fatta di
composizioni brevi, leggere e icastiche sempre ben risolte che creano emozioni soavi nei
fortunati lettori.

Raffaele Piazza

MAURIZIO ZANON, Poesie nascoste e poi ritrovate, prefazione di Enzo Concardi, Guido Miano
Editore, Milano 2026, pp. 60, isbn 978-88-31497-90-5, mianoposta@gmail.com.

A cura di Francesca Giordano

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