ESE CUADERNO PIPPO BUNORROTRI di Giuseppina De Biase

ESE CUADERNO 
Pippo Bunorrotri 


Se la Poesia contemporanea soffre spesso di un eccesso di intellettualismo, Pippo Bunorrotri risponde con una controtendenza radicale: la Poesia della nuda onestà. 
"Ese cuaderno" di Pippo Bunorrotri non cerca il fragore del palcoscenico, ma la penombra di una stanza, predilige il dialogo segreto, cercando complicità con l'anima di chi legge.
La Poesia si apre con  “en las tardes” (nelle sere). 
Non è una scelta temporale casuale, ma uno stato dell'anima. La sera è il momento in cui le difese immunitarie della mente si abbassano: il delirio cessa di urlare e la ragione smette di imporre i suoi dogmi. Bunorrotri individua nella sera  l'unico momento possibile per l'ispirazione e per la verità. Solo quando il rumore del mondo si spegne, il quaderno può aprirsi.
Il Poeta scrive ogni giorno su un quaderno a quadretti. I quadretti rappresentano l'ordine e la logica. Usarli per scriverci dentro i propri dubbi e le proprie confusioni ha un significato importante: è il tentativo umano di dare una forma, un limite e un ordine geometrico al caos delle nostre emozioni.
Negli ultimi versi il Poeta elenca tutto ciò che ha vissuto: vittorie, sconfitte, perdoni ed errori. Mette tutto sullo stesso piano perché capisce che siamo fatti di entrambe le cose. 
Il quaderno diventa così uno specchio che custodisce i segreti del nostro "vero io", ricordandoci che ogni fragilità fa parte di noi e ci rende unici.
È allora che la Poesia di Bunorrotri esce dalla pagina e tocca la nostra vita, invitando ognuno di noi a riabbracciare la propria storia.
Bellissima!

Giuseppina De Biase 


Si la poesía contemporánea sufre a menudo de un exceso de intelectualismo, Pippo Bunorrotri responde con una contracorrente radical: la poesía de la honestidad desnuda. 
"Ese cuaderno" de Pippo Bunorrotri no busca el clamor del escenario, sino la penumbra de una habitación, prefiere el diálogo secreto, buscando la complicidad con el alma del lector. 
La poesía se abre con "en las tardes". No es una elección temporal casual, sino un estado del alma. La tarde es el momento en que las defensas inmunitarias de la mente bajan: el delirio deja de gritar y la razón deja de imponer sus dogmas. Bunorrotri identifica en la tarde el único momento posible para la inspiración y la verdad. Solo cuando el ruido del mundo se apaga, el cuaderno puede abrirse. 
El poeta escribe cada día en un cuaderno de cuadrícula. Los cuadritos representan el orden y la lógica. Usarlos para escribir en ellos las propias dudas y confusiones tiene un significado importante: es el intento humano de dar una forma, un límite y un orden geométrico al caos de nuestras emociones. 
En los últimos versos, el poeta enumera todo lo que ha vivido: victorias, derrotas, perdones y errores. Lo pone todo al mismo nivel porque comprende que estamos hechos de ambas cosas. 
El cuaderno se convierte así en un espejo que custodia los secretos de nuestro "verdadero yo", recordándonos que cada fragilidad forma parte de nosotros y nos hace únicos. 
Es entonces cuando la poesía de Bunorrotri sale de la página y toca nuestra vida, invitando a cada uno de nosotros a abrazar de nuevo su propia historia. ¡Hermosa!

Giuseppina De Biase 


ESE CUADERNO 


En las tardes

en las que el delirio sestea

y la razón navega

en el océano de la imaginación

abro el cuaderno de cuadriculas

donde cada día escribo

de este viaja de la vida,

a pesar de que no se

que pasajes ha escrito el delirio

y cuales son los de la razón,

navego entre las palabras

siendo un náufrago.

Me siento en el sillón de mimbre,

donde se sosiega el tiempo

y abro despacio el cuaderno,

con recato, y hasta con vergüenza,

por intentar descubrir los secretos

de ese ayer de delirio y razón…

es como abrir un recalo que conoces

pero que conserva esa emoción misteriosa

de lo vivido en ese primer instante.

En sus páginas están escritas:

mis lamentos,

mis perdones,

mis arrepentimientos,

mis victorias

y mis derrotas,

mi fortuna y mi yerro,

descubriendo esa realidad oculta

que custodia los secretos

de tu verdadero “yo”.

Pippo Bunorrotri


QUEL QUADERNO

Nelle sere

in cui il delirio riposa 

e la ragione naviga

nell'oceano dell'immaginazione

apro il quaderno a quadretti

dove ogni giorno scrivo

di questo viaggio della vita,

anche se non so

quali passaggi abbia scritto il delirio

e quali siano quelli della ragione,

navigo tra le parole

essendo un naufrago.

Mi siedo sulla poltrona di vimini,

dove il tempo si placa

e apro lentamente il quaderno,

con prudenza, e persino con vergogna,

per cercare di scoprire i segreti

di quel passato di delirio e ragione…

è come aprire un dono che conosci

ma che conserva quella misteriosa emozione

di ciò che è stato vissuto in quel primo istante.

Nelle sue pagine sono scritti:

i miei lamenti,

i miei perdoni,

i miei pentimenti,

le mie vittorie 

e le mie sconfitte,

la mia fortuna e il mio errore,

scoprendo quella realtà nascosta

che custodisce i segreti del tuo vero "io".

Pippo Bunorrotri 

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