ESAS EMOCIONES PIPPO BUNORROTRI di Giuseppina De Biase

ESAS EMOCIONES
Pippo Bunorrotri


Ci sono notti in cui il rumore del mondo diventa insopportabile e l’unico modo per trovare un po' di pace  è spegnere tutto. È in quel preciso momento, quando restiamo soli con noi stessi, che i muri della nostra stanza svaniscono e ci ritroviamo a camminare in una cattedrale invisibile, fatta di silenzi, di ore che pesano e di lacrime che si trasformano in tempeste.
Questa è l'essenza più profonda della Poesia di Pippo Bunorrotri. 
I suoi versi non raccontano una semplice tristezza, ma descrivono quel momento esatto in cui l'isolamento diventa l'unico scudo rimasto per proteggerci dal rumore e dalle delusioni del mondo.
Descrivono quel luogo nascosto dove nascondiamo le emozioni che non abbiamo mai avuto il coraggio di pronunciare, ma che desideriamo fino a stare male.
Questa non è solo una Poesia ma uno specchio per chiunque abbia un cuore ferito dalle battaglie della vita, per chi ha paura di ricominciare, ma decide comunque, nel buio protettivo della notte, di rimettersi insieme. 
Quando il Poeta scrive "Mi rifugio nella solitudine della notte", ci sta mostrando una via di uscita, un posto in cui non dobbiamo più fingere, dove 
tutte le maschere del  giorno crollano, quel momento in cui rimaniamo soli sotto l'acquazzone dei nostri stessi pensieri.
Ma la forza straordinaria di questa Poesia  esplode nel finale. La solitudine non è una condanna o una resa, ma una clinica segreta. 
In quella trincea invisibile che è la vita, il cuore esce inevitabilmente "ferito nella battaglia del destino". Ha paura, trema, ma usa il buio e il silenzio per fare l'unica cosa che conta davvero: stare fermo, al sicuro, finché non riesce a riparare il suo battito per ricominciare a vivere.
Vi invito a fermarvi un istante. Respirate e  lasciatevi  bagnare da questa pioggia dell'anima...
Se avete  sentito un brivido leggendo questa Poesia  è perché anche il vostro cuore conosce la fatica di "riparare il suo battito". Bunorrotri ci ricorda che la solitudine non è una condanna, ma la clinica segreta dell'anima. Lì, dove nessuno ci vede, abbiamo finalmente il permesso di essere fragili per poter tornare a essere forti.
Bellissima!

Giuseppina De Biase 


Hay noches en que el ruido del mundo se vuelve insoportable y la única manera de encontrar un poco de paz es apagarlo todo. Es en ese preciso momento, cuando nos quedamos a solas con nosotros mismos, que los muros de nuestra habitación se desvanecen y nos encontramos caminando en una catedral invisible, hecha de silencios, de horas que pesan y de lágrimas que se transforman en tormentas.
Esta es la esencia más profunda de la Poesía de Pippo Bunorrotri.
Sus versos no relatan una simple tristeza, sino que describen ese momento exacto en el que el aislamiento se convierte en el único escudo que nos queda para protegernos del ruido y de las decepciones del mundo. Describen ese lugar oculto donde escondemos las emociones que jamás tuvimos el valor de pronunciar, pero que deseamos hasta enfermar.
Esta no es solo una Poesía, sino un espejo para cualquiera que tenga el corazón herido por las batallas de la vida, para quien tiene miedo de volver a empezar, pero decide de todos modos, en la oscuridad protectora de la noche, recomponerse.
Cuando el Poeta escribe "Me refugio en la soledad de la noche", nos está mostrando una vía de escape, un lugar en el que ya no tenemos que fingir, donde todas las máscaras del día se derrumban, ese momento en el que nos quedamos solos bajo el aguacero de nuestros propios pensamientos.
Pero la fuerza extraordinaria de esta Poesía estalla en el final. 
La soledad no es una condena o una rendición, sino una clínica secreta. En esa trinchera invisible que es la vida, el corazón sale inevitablemente "herido en la batalla del destino". Tiene miedo, tiembla, pero usa la oscuridad y el silencio para hacer lo único que realmente importa: quedarse quieto, a salvo, hasta que logra reparar su latido para volver a vivir.
Les invito a detenerse un instante. Respiren y déjense empapar por esta lluvia del alma...
Si han sentido un escalofrío al leer esta Poesía es porque también su corazón conoce el esfuerzo de "reparar su latido". Bunorrotri nos recuerda que la soledad no es una condena, sino la clínica secreta del alma. Allí, donde nadie nos ve, tenemos finalmente el permiso de ser frágiles para poder volver a ser fuertes.¡Hermosa!

Giuseppina De Biase 


ESAS EMOCIONES


Habito en las soledades nocturnas

recorriendo con el silencio

el templo vacío del tiempo,

siendo sordo y mudo, escuchando…

ecos mudos de palabras sin cuerpo

retumbando en las bóvedas de las horas

deslizando sus minutos

por los arcos ojivales del sentir

mientras me moja la lluvia de una lagrima,

lluvia suspendida

de un cielo que promete

ser lluvia y es un aguacero

quedándose las promesas sinceras

en los labios del cielo.

Soy la antesala de todo

el aposento del sueño

donde descansan las emociones

que nadie pronuncia

pero que quieren.

Esas emociones que quieren

volver a ser recuerdo

sin ataduras ni promesas

que dibujan un destino

con sentimiento.

Quiero regresar de esa soledad

que exige fidelidad

comprensión, indulgencia

llevándome su silencio…

pero esta asustado,

respira mi miedo

y mi corazón herido

en la batalla del destino

remienda su latido.

Pippo Bunorrotri               

 (Del Poemario “Las Soledades de Tiempo”)

QUELLE EMOZIONI


Mi rifugio nella solitudine della notte

Percorrendo  nel silenzio

il  tempio vuoto del tempo,

essendo sordo e muto 

ascoltando...

echi muti di parole senza corpo 

che echeggiano  nelle volte delle ore

facendo scivolare i loro minuti

lungo gli archi appuntiti del sentire 

mentre mi bagna la pioggia  di una lacrima,

pioggia sospesa

di un cielo che promette

di essere pioggia ed è un acquazzone.

rimanendo le promesse sincere

sulle labbra del cielo.

Io sono l'anticamera di ogni cosa

la stanza del sogno  

dove riposano le emozioni

che nessuno pronuncia

Ma che si desiderano. 

Quelle emozioni che vogliono

Tornare ad essere ricordo

senza vincoli né promesse

che disegnano  un destino

con sentimento.

Voglio tornare da quella solitudine

che esige fedeltà

comprensione, indulgenza

portando con me il loro silenzio…

Ma ha paura.

Respira la mia paura

e il mio cuore ferito

nella battaglia del destino

ripara il suo battito.

Pippo Bunorrotri 

(Tratto dalla raccolta di poesie “Le solitudini del tempo”)

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