Pippo Bunorrotri
A todos nos habrá pasado, en una noche silenciosa, vernos repentinamente asaltados por un recuerdo. Un perfume, un pensamiento lejano, una imagen y de repente nos hemos encontrado inmersos en una nostalgia profunda, casi física.
Es exactamente este el viaje emocional en el que nos acompaña el poeta Pippo Bunorrotri con su extraordinaria poesía "Tu scivoli", contenida en la recopilación “Le solitudini del tempo”.
Con versos sencillos pero profundos, Bunorrotri pinta un retrato en el que cada uno de nosotros puede reflejarse: ese momento en el que el pasado vuelve a llamar a la puerta, alterando nuestro presente.
Todo comienza "en las noches de luna". La luna, con su luz pálida, no ilumina el mundo exterior, sino que enciende los focos sobre nuestra alma.
El poeta usa una palabra hermosísima: "deslizas".
Esta palabra es fundamental porque no significa caminar. Caminar es una elección, nosotros decidimos a dónde ir, nosotros tenemos el control de lo que hacemos.
Deslizas, en cambio, elimina cualquier control, sucede de repente, pierdes el equilibrio y caes.
El poeta con este palabra nos dice que nadie elige estar triste o nostálgico, nos encontramos dentro antes incluso de darnos cuenta. Pero sobre todo, deslizarse significa entrar en el dolor, hundirse sin barreras. No miramos nuestra tristeza desde fuera como espectadores, caemos dentro con toda el alma y somos absorbidos por los "vórtices de la nostalgia".
Este hundimiento nos arrastra a un "lago estancado". Es la imagen perfecta de la melancolía: esa agua quieta que no fluye, donde los pensamientos se acumulan y pesan sobre el corazón.
La parte más poderosa de la poesía es la central. Bunorrotri nos habla de "cicatrices".
El tiempo pasa y parece secar nuestras heridas, pero la verdad es que no las borra. Basta un instante de soledad y esas viejas heridas vuelven a "trasudar dolor".
¿Pero por qué lloramos realmente?
El Poeta escribe una frase que toca cuerdas profundísimas: lloramos "por lo que ha sido y no ha sido". Existe el dolor por las cosas hermosas que hemos perdido, pero sobre todo el arrepentimiento por las oportunidades desperdiciadas, por los trenes que no tomamos, por esos "quién sabe cómo habría sido" que atormentan nuestras noches.
El final es un verdadero giro de tuerca filosófico. El pasado, incluso cuando pensamos haberlo olvidado, en realidad decide por nosotros.
Si no hacemos las paces con nuestros recuerdos dolorosos, estos terminarán por volver "oscuro" nuestro presente y arruinarán incluso nuestro futuro. Nos volvemos prisioneros de un tiempo que se repite, incapaces de seguir adelante.
¿Por qué nos atrapa esta Poesía?
"Tu scivoli" no es solo una poesía para leer, es una poesía para "sentir".
Usa palabras que hablan directamente al corazón del lector y nos recuerda que no solo la soledad y la tristeza forman parte de la experiencia humana, sino que también nos lanza una advertencia silenciosa pero poderosa: debemos tener el valor de mirar a la cara a nuestro pasado, de lo contrario, será él quien consuma nuestro presente y nos invita a hacer las paces con nuestras cicatrices.
TE DESLIZAS
En laa noches de luna
te deslizas
en los remolinos
de la añoranza,
llegando al lago
estancado
de la melancolía,
haciendo
que las cicatrices
de las viejas heridas
curtidas en el sol del tiempo
supuren pesar y lamento
y lagrimas derramadas
por lo que fue y no fue
envolviendo la tristeza
de unos recuerdos
hirientes, sin olvido
que revelan un futuro
que es presente oscuro
de un pasado olvidado.
Pippo Bunorrotri
(Del Poemario “Las Soledades de Tiempo”)
TU SCIVOLI
Pippo Bunorrotri
A tutti sarà capitato, in una notte silenziosa, di essere improvvisamente assaliti da un ricordo. Un profumo, un pensiero lontano, una immagine e a un tratto ci siamo ritrovati immersi in una nostalgia profonda, quasi fisica.
È esattamente questo il viaggio emotivo in cui ci accompagna il Poeta Pippo Bunorrotri con la sua
straordinaria Poesia "Tu scivoli", contenuta nella raccolta “Le solitudini del tempo”.
Con versi semplici ma profondi Bunorrotri dipinge un ritratto in cui ognuno di noi può rispecchiarsi: quel momento in cui il passato torna a bussare alla porta, scombussolando il nostro presente.
Tutto inizia "nelle notti di luna". La luna, con la sua luce pallida, non illumina il mondo esterno, ma accende i riflettori sulla nostra anima.
Il Poeta usa una parola bellissima: "scivoli".
Questa parola è fondamentale perché non significa camminare. Camminare è una scelta, decidiamo noi dove andare, noi abbiamo il controllo di quello che facciamo.
Scivolare, invece, toglie ogni controllo, succede all'improvviso, perdi l'equilibrio e cadi.
Il Poeta con questa parola ci dice che nessuno sceglie di essere triste o nostalgico, ci ritroviamo dentro prima ancora di accorgercene.
Ma soprattutto, scivolare significa entrare dentro al dolore, sprofondare senza barriere. Non guardiamo la nostra tristezza da fuori come spettatori, ci cadiamo dentro con tutta l'anima e veniamo risucchiati dai "vortici della nostalgia".
Questo sprofondare ci trascina in un "lago stagnante". È l'immagine perfetta della malinconia: quell'acqua ferma che non scorre, dove i pensieri si accumulano e pesano sul cuore.
La parte più potente della Poesia è quella centrale. Bunorrotri ci parla di "cicatrici".
Il tempo passa e sembra asciugare le nostre ferite, ma la verità è che non le cancella. Basta un attimo di solitudine e quelle vecchie ferite ricominciano a "trasudare dolore".
Ma per cosa piangiamo davvero?
Il Poeta scrive una frase che tocca corde profondissime: piangiamo "per ciò che è stato e non è stato".
C'è il dolore per le cose belle che abbiamo perso, ma soprattutto il rimpianto per le occasioni sprecate, per i treni che non abbiamo preso, per quei "chissà come sarebbe andata" che tormentano le nostre notti.
Il finale è un vero e proprio colpo di scena filosofico. Il passato, anche quando pensiamo di averlo dimenticato, in realtà decide per noi. Se non facciamo i conti con i nostri ricordi dolorosi, essi finiranno per rendere "oscuro" il nostro presente e guasteranno perfino il nostro futuro. Diventiamo prigionieri di un tempo che si ripete, incapaci di andare avanti.
Perché questa Poesia ci cattura?
"Tu scivoli" non è solo una Poesia da leggere, è una Poesia da "sentire", usa parole che parlano direttamente al cuore del lettore e ci ricorda che non solo la solitudine e la tristezza fanno parte dell'esperienza umana ma ci lancia anche un avvertimento silenzioso ma potente: Dobbiamo avere il coraggio di guardare in faccia il nostro passato, altrimenti sarà lui a consumare il nostro presente e ci invita a fare pace con le nostre cicatrici.
TU SCIVOLI
Nelle notti di luna
scivoli
nei vortici
della nostalgia,
arrivando al lago
stagnante
della malinconia,
facendo
che le cicatrici
di vecchie ferite
segnate dal sole del tempo
Trasudano dolore e lamento
e lacrime versate
per ciò che è stato e non è stato
avvolgendo la tristezza
di alcuni ricordi
dolorosi, indimenticabili
che rivelano un futuro
che è il presente oscuro
di un passato dimenticato.
Pippo Bunorrotri
(Tratto dalla raccolta di poesie “Le solitudini del tempo”)
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