Presentati ad Alessandria i risultati del progetto Worklimate in AMAG Ambiente - Pubblicato da Giuseppina De Biase

"PROGETTO WORKLIMATE 3.0"

Lavorare con il caldo: conoscere il rischio, prevenire gli effetti

Presentati ad Alessandria i risultati del progetto Worklimate in AMAG Ambiente

Si è tenuta oggi, presso la Sala Giunta del Comune di Alessandria, la conferenza stampa “Lavorare con il caldo: conoscere il rischio, prevenire gli effetti”, dedicata alla presentazione dei risultati dell’indagine “Caldo e Lavoro”, realizzata nell’ambito del progetto Worklimate 3.0 in AMAG Ambiente, azienda pubblica attiva nei servizi ambientali ad Alessandria e sobborghi, con attività di raccolta, trasporto, smaltimento e valorizzazione dei rifiuti, pulizia stradale e manutenzione del verde.

Nel corso della conferenza sono stati quindi illustrati i principali risultati dell’indagine condotta tra i lavoratori di AMAG Ambiente. L’indagine ha permesso di approfondire la percezione, la conoscenza e l’impatto del rischio caldo da parte dei lavoratori e di eseguire una valutazione epidemiologica relativa ai dati aggregati sugli infortuni aziendali nel periodo 2020-2025.

«Il settore ambiente impiega circa l'85% dei propri lavoratori in attività outdoor, rendendo dirimente il percorso di valutazione degli effetti delle condizioni di stress derivanti dall’esposizione a temperature estreme. Con molta soddisfazione presentiamo oggi le attività di analisi che la Fondazione nazionale Rubes Triva, in collaborazione con il Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del lavoro e ambientale dell’INAIL e nell’ambito del progetto Worklimate 3.0, ha attivato all’interno di AMAG Ambiente. I dati dimostrano che il rischio climatico è un rischio rilevante e misurabile, anche se spesso non gestito adeguatamente: il 47% degli infortuni analizzati avviene in condizioni di disagio termico, confermando che temperatura e condizioni climatiche incidono direttamente sulla sicurezza. Emerge inoltre un divario significativo tra percezione e conoscenza effettiva del rischio, considerato che meno del 15% dei lavoratori risponde correttamente a tutte le domande sul rischio caldo. Un ulteriore elemento rilevante riguarda la stretta connessione tra il peso dei costi aziendali complessivi legati agli infortuni, pari a circa il 50%, e le cause degli stessi collegate alle condizioni di stress termico. Fortunatamente, negli ultimi anni si sono consolidati strumenti di prevenzione e di allerta adeguati, che auspichiamo possano essere presi in crescente considerazione dalle aziende nei rispettivi modelli di organizzazione interna», dichiara Paolo Collini, Componente CDA della Fondazione Rubes Triva.

Tra le misure richiamate durante l’incontro figurano la programmazione di pause adeguate, l’utilizzo di sistemi di allerta, una corretta idratazione e l’adozione di interventi organizzativi in grado di ridurre l’esposizione dei lavoratori durante i periodi di maggiore intensità del caldo.

«Questo progetto rappresenta un esempio concreto di come la ricerca possa tradursi in strumenti utili per la tutela della salute nei contesti lavorativi – spiega Marinella Bertolotti, Direttore del Centro Studi per le Patologie Ambientali DAIRI – In particolare, il Centro Studi per le Patologie Ambientali ha infatti contribuito alle attività attraverso il supporto operativo, in collaborazione con INAIL e Fondazione Rubes Triva, favorendo l’adesione dei dipendenti di AMAG Ambiente attraverso la compilazione diretta del questionario sulla percezione e la conoscenza del rischio legato all’esposizione a temperature estreme. Il nostro lavoro si è concentrato anche sul coordinamento della raccolta dei dati, che hanno consentito di sviluppare il primo studio epidemiologico nazionale sulle variazioni della produttività correlate agli infortuni associati alle temperature estreme e sui relativi costi. Si tratta di informazioni fondamentali per comprendere l’impatto reale del rischio climatico sul lavoro e per orientare politiche di prevenzione sempre più efficaci e mirate».

La conferenza ha inoltre permesso di condividere buone pratiche di prevenzione, con l’obiettivo di supportare imprese e lavoratori nella gestione del rischio caldo, in particolare durante i mesi estivi.

"La sicurezza delle persone è una priorità per AMAG Ambiente, soprattutto per chi opera ogni giorno all’aperto e nei servizi essenziali per la comunità. Il progetto Worklimate ci offre indicazioni importanti per rafforzare prevenzione, formazione e organizzazione del lavoro, affrontando con maggiore consapevolezza gli effetti del caldo e del cambiamento climatico" dichiara Giovanni Berrone, presidente di AMAG Ambiente.

 

L’iniziativa conferma l’importanza di promuovere una cultura della prevenzione basata sulla conoscenza dei rischi, sulla formazione mirata e sulla collaborazione tra imprese, lavoratori, rappresentanti per la sicurezza e istituzioni.

Per maggiori informazioni sul progetto e sulle attività di prevenzione: www.worklimate.it

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