“Poesie per chi non ha paura” tra mito e rinascita

 


E’ fresca di stampa “Poesie per chi non ha paura”, la raccolta di Riccardo Eridani

pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore. L’opera si

configura come un itinerario interiore lucido e vibrante, capace di esplorare le stanze più

segrete dell’esperienza umana attraverso un’alternanza costante di cadute e rinascite. Il

titolo, venato di una sottile e consapevole autoironia, lancia in realtà una sfida profonda

al lettore. La “paura” a cui si fa riferimento è quella, attualissima, di guardarsi dentro

senza filtri, di abitare i propri sentimenti e di accettare il confronto ravvicinato con le

vertigini dell’esistenza. «Credo che il singolo individuo - afferma l’autore che vive in

provincia di Milano - come tutto il genere umano debba risolvere questioni interiori

molto profonde per poter ambire realmente ad un’esistenza migliore». Ben lontano da

un semplice esercizio di stile, l’uso della mitologia all’interno della raccolta

risponde a una precisa necessità comunicativa. Riccardo si serve dei grandi

paradigmi del passato come strumenti allegorici e archetipici, capaci di sdoppiare il

piano della narrazione: da un lato la suggestione figurativa, dall’altro un profondo valore

etico e universale. «A mio parere i sentimenti, quelli veri, sono sempre universali. E il

poeta vive nell’esternazione di quei sentimenti». Attraverso questo filtro, il percorso del

lettore si trasforma in un movimento continuo tra catabasi e anabasi: una discesa negli

inferi personali per poi risalire verso la luce. «In pratica, il mito permette di spiegarci

qualcosa non solo perché lo racconta ma anche perché rintraccia in noi qualcosa di

primordiale e comunica con lui a quel livello».

Per l’autore, l’atto poetico è prima di tutto un rito intimo e privato, una lente

d’ingrandimento per decodificare la propria storia e osservarla. «In questa

osservazione, noi ci allontaniamo dal nostro sentimento e ci prepariamo a superarlo. La

scrittura permette di visualizzare, di mettere nero su bianco ciò che proviamo, di farci

pace e passare oltre». Le contraddizioni tra corpo e spirito, il peso della memoria

e lo smarrimento del disincanto non cercano mai una consolazione retorica o

una rassicurazione immediata. Al contrario, l’opera è un invito esplicito a sostare

nell’inquietudine e a rivendicare la vulnerabilità come tratto essenziale dell’essere

umano. «E’ una raccolta intensa - scrive, nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti,

poeta, editore e formatore -, a tratti aspra, che fa dell’autenticità dell’esposizione

emotiva un cardine dal quale mai abdica».

Con uno stile che unisce un lirismo visionario a una disarmante sincerità, la silloge non è

solo una confessione privata, ma un invito aperto a chiunque abbia il coraggio di

attraversare la propria notte interiore alla ricerca di un senso. «Non voglio sembrare

presuntuoso ma mi piacerebbe svegliare il lettore - rivela l’autore -, convincerlo a

concepire la sofferenza come un rito di passaggio e di scoperta interiore, e non come la

fine».

L’opera “Poesie per chi non ha paura”, disponibile anche nella versione e-book,

è stata esposta negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di

Torino, dal 14 al 18 maggio 2026, presso il Lingotto Fiere. «Sto soffrendo della


sindrome dell’impostore fin da quando ho scelto di pubblicare - commenta il poeta -,

spero solo di essere smentito dai miei futuri lettori».

Commenti