Quando leggiamo la frase di Alda Merini "Il verme non sceglie mai di vivere in una mela marcia. Sceglie sempre di far marcire una mela buona" ci immedesimiamo subito nella mela. Pensiamo di essere le vittime innocenti e che gli altri siano i parassiti cattivi.
Ma se proviamo a ribaltare questo punto di vista, scopriamo una verità molto più profonda. Il verme non attacca la mela buona per farle un dispetto o per un piano malvagio. Lo fa per un motivo più semplice e brutale: ha fame di luce.
Chi vive nella frustrazione, nell'invidia o nel buio interiore non sa creare la bellezza da solo. Di conseguenza, è fatalmente attratto da chi brilla, da chi è sano, solare e vitale. Cerca la mela buona perché spera, consumandola, di fare propria quella luce che a lui manca.
Il problema reale, quindi, non è l'esistenza dei vermi, il mondo ne sarà sempre pieno, il vero punto della riflessione siamo noi. Troppo spesso confondiamo la bontà con l'ingenuità, lasciando le nostre porte aperte a chiunque e dimenticandoci di difendere i nostri confini.
Essere una persona buona non significa essere deboli o sacrificabili. Significa possedere un valore immenso. Capire l'aforisma di Alda Merini serve a questo: a ricordarci che le cose preziose vanno protette, e che non siamo nati per farci consumare da chi non sa fare altro che distruggere.
Allora ecco il mio monito:
"La mela può subire l'attacco dei vermi, ma loro graffiano solo la buccia senza mai arrivare al cuore. Dipende da noi decidere chi far entrare: smettete di farvi consumare, iniziate a governare il vostro giardino."
Giuseppina
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