Intelligenza artificiale e medicina, l’Ordine dei Medici di Roma punta sulla formazione per un utilizzo etico e consapevole

Sala conferenze dell'OMCeO Roma durante un incontro istituzionale dedicato alla sanità, con relatori sul palco e pubblico in platea impegnato a seguire i lavori.
Un momento dell'incontro organizzato dall'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma, dedicato al confronto tra professionisti della salute, istituzioni e mondo accademico sui temi della medicina contemporanea.

Il dialogo tra medici, istituzioni e cittadini rappresenta uno degli strumenti più importanti per affrontare le sfide della sanità del presente e del futuro.

L’intelligenza artificiale sta entrando sempre più nella pratica medica quotidiana, ma per sfruttarne davvero le potenzialità è necessario che i professionisti della salute siano preparati a comprenderne opportunità e limiti. È questo il messaggio emerso dal corso di formazione accreditato ECM “Dati e diagnosi: il futuro assistito dall’intelligenza artificiale”, organizzato dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Roma (OMCeO Roma) in collaborazione con la Fondazione Mondo Digitale – Diritto alla Conoscenza.

L’intelligenza artificiale non rappresenta più una prospettiva futura, ma una realtà che sta già trasformando il mondo della sanità. In questo scenario diventa fondamentale accompagnare i professionisti con percorsi formativi adeguati, affinché le nuove tecnologie siano utilizzate come strumenti di supporto e non come sostituti del giudizio clinico umano. L’iniziativa promossa dall’Ordine dei Medici di Roma va proprio in questa direzione, evidenziando l’importanza di una cultura digitale fondata su competenza, etica e responsabilità.

Pier Carlo Lava

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AGENZIA DIRE

Secondo quanto riportato dall’agenzia DIRE, il presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Antonio Magi, ha sottolineato come l’intelligenza artificiale sia già utilizzata da molti professionisti, ma richieda una preparazione specifica per essere impiegata correttamente. L’obiettivo dell’Ordine è quello di promuovere una vera e propria alfabetizzazione digitale tra i medici, affinché siano in grado di comprendere sia le opportunità offerte da questi strumenti sia i rischi legati al loro utilizzo.

Magi ha ricordato che ogni sistema di intelligenza artificiale si basa su algoritmi sviluppati da persone e che, proprio per questo motivo, può contenere errori o criticità. Il ruolo del medico rimane quindi centrale nel verificare l’affidabilità delle indicazioni fornite dai sistemi digitali, integrandole con l’esperienza professionale e con la valutazione clinica del singolo caso.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al tema dell’etica. Il presidente dell’OMCeO Roma ha infatti evidenziato la necessità di aggiornare progressivamente il Codice Deontologico per adeguarlo all’evoluzione tecnologica. L’intelligenza artificiale corre molto velocemente e le regole professionali dovranno essere aggiornate con la stessa rapidità per garantire sempre la tutela dei cittadini e la qualità delle cure.

Nel corso dell’evento è intervenuto anche Brunello Pollifrone, presidente della Commissione Albo Odontoiatri e tesoriere della FNOMCeO, che ha annunciato importanti investimenti destinati alla digitalizzazione e ai progetti legati all’intelligenza artificiale all’interno dei 106 Ordini provinciali italiani. Si tratta di un programma che potrà contare su finanziamenti significativi, con l’obiettivo di favorire l’innovazione tecnologica nel settore sanitario.

Uno dei temi più innovativi affrontati durante il convegno riguarda la personalizzazione della formazione professionale. Nicola Illuzzi, consigliere dell’Ordine dei Medici di Roma, ha illustrato sistemi basati sull’intelligenza artificiale capaci di adattare i contenuti formativi alle caratteristiche individuali di ogni professionista. Attraverso specifici strumenti di valutazione è possibile individuare competenze, stili di apprendimento e bisogni formativi, costruendo percorsi personalizzati che aumentano l’efficacia dell’apprendimento e il trasferimento delle conoscenze nella pratica clinica.

Secondo Illuzzi, uno degli ambiti nei quali l’intelligenza artificiale può fare la differenza è quello delle soft skills, ovvero le competenze trasversali come comunicazione, leadership, orientamento al paziente e gestione del team. Grazie alla personalizzazione dei contenuti formativi, i professionisti possono ricevere materiali più vicini alle proprie esigenze e modalità di apprendimento.

Particolarmente significativo anche l’intervento della professoressa Maria Grazia Tarsitano, responsabile della Formazione ECM dell’OMCeO Roma. Tarsitano ha ribadito che l’alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale rappresenta una priorità strategica. Citando dati Censis, ha evidenziato come l’utilizzo di queste tecnologie sia oggi più diffuso tra i professionisti under 40 e tra gli uomini, rendendo necessario un ulteriore impegno formativo per garantire una diffusione più ampia e inclusiva delle competenze digitali.

La responsabile della formazione ha inoltre posto l’accento su un aspetto fondamentale: l’intelligenza artificiale deve contribuire a restituire tempo al rapporto di cura. Automatizzando procedure amministrative e burocratiche, i medici possono dedicare più attenzione al dialogo con il paziente, alla relazione umana e all’ascolto, elementi che restano centrali nel percorso diagnostico e terapeutico.

L’evento organizzato dall’Ordine dei Medici di Roma conferma quindi come l’intelligenza artificiale non debba essere considerata una minaccia per la professione sanitaria, ma uno strumento da governare con competenza e responsabilità. La sfida dei prossimi anni sarà trovare il giusto equilibrio tra innovazione tecnologica e centralità della persona, mantenendo il medico al centro delle decisioni cliniche e il paziente al centro del sistema sanitario.

Fonte: Agenzia DIRE.

Geo

L’iniziativa si è svolta a Roma presso l’Aula Roberto Lala dell’Ordine dei Medici della Capitale. Il tema dell’intelligenza artificiale applicata alla sanità è oggi al centro del dibattito nazionale e internazionale, coinvolgendo università, istituzioni, ordini professionali e strutture sanitarie impegnate nella trasformazione digitale del sistema salute.

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