Coldiretti Alessandria crescono allarmi alimentari su import prodotti dall'estero - Pubblicato da Giuseppina De Biase
I dati forniti dal sistema europeo di allerta rapido Rasff sono preoccupanti, + 24%
Consumi: nel 2026 un allarme alimentare al giorno, più
trasparenza a difesa della salute
Per tutelare il
reddito agricolo necessario rafforzare i controlli e modifica del codice
doganale
Nei
primi quattro mesi del 2026 è scoppiato, sul territorio italiano, circa un
allarme alimentare al giorno: in totale 128, legati a prodotti importati
dall'estero, con un aumento del 24% rispetto allo stesso periodo dello scorso
anno.
È
quanto emerge da un'analisi Coldiretti sui dati del sistema europeo di allerta
rapido Rasff (Rapid Alert System for Food and Feed).
Numeri
che confermano quanto sia strategico rafforzare il sistema dei controlli lungo
tutta la filiera agroalimentare, a partire dai porti, dagli scali e dai valichi
di frontiera attraverso cui transitano milioni di tonnellate di prodotti
destinati alle tavole degli italiani.
Tra
i casi segnalati figurano noci e pistacchi provenienti da Emirati Arabi Uniti,
Turchia, Iran, Stati Uniti e Azerbaijan contaminati da aflatossine oltre i
limiti consentiti, pesce importato da Spagna, Polonia e Portogallo con presenza
di parassiti o livelli elevati di mercurio, ma anche peperoncini, olive e
pomodori secchi provenienti da Tanzania, Egitto, Kenya e India risultati
contaminati da pesticidi vietati o superiori ai limiti previsti dalla normativa
europea.
“La
sicurezza alimentare non deve però fermarsi ai controlli. Occorre garantire ai
cittadini il diritto di conoscere con chiarezza l'origine di ciò che acquistano
e consumano. Per questo Coldiretti rilancia la battaglia per l'introduzione
dell'obbligo dell'etichettatura di origine a livello europeo su tutti gli
alimenti – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco
-. A sostegno di questo abbiamo consegnato un milione di firme al Commissario
Europeo alla salute, per il superamento del principio dell'ultima
trasformazione sostanziale previsto dall'attuale codice doganale. Una norma che
oggi consente a prodotti stranieri di diventare Made in Italy dopo una semplice
ultima lavorazione effettuata nel Paese di destinazione, generando confusione
nei cittadini e penalizzando le imprese agricole che producono realmente sul
territorio”.
La
trasparenza rappresenta una priorità per i cittadini. Secondo le indagini
Coldiretti-Censis, il 91% degli italiani considera fondamentale conoscere
l'origine degli alimenti acquistati e ritiene che la provenienza costituisca
uno degli elementi principali nelle scelte di consumo. Una richiesta che si
lega direttamente alla tutela della salute ma anche alla volontà di sostenere
il lavoro degli agricoltori italiani.
“Difendere
la sicurezza alimentare significa proteggere contemporaneamente i consumatori e
il reddito delle imprese agricole, spesso costrette a competere con produzioni
ottenute in Paesi dove sono consentiti fitofarmaci, tecniche produttive e
standard ambientali vietati nell'Unione Europea – ha aggiunto il Direttore
Coldiretti Alessandria Elio Gasco -. Sul territorio provinciale l’80% dei
Comuni ha già approvato la delibera a sostegno della modifica del codice
doganale sull’origine dei prodotti agroalimentari. Ringraziamo tutte le
Amministrazioni Comunali che hanno già portato in Consiglio la delibera e
quelle che lo faranno a breve. Una
battaglia a difesa del vero made in Italy, del lavoro delle nostre aziende
agricole e dei diritti dei consumatori. In questo gli amministratori del
territorio, insieme ai cittadini, sono i nostri primi alleati. La circolazione
di alimenti che evocano un’origine e una fattura italiana, che non possiedono,
pregiudica l’immagine del patrimonio agroalimentare nazionale, che è un bene
collettivo da tutelare”.
Fondamentale,
inoltre, sottolinea Coldiretti Alessandria, investire sull'educazione
alimentare delle nuove generazioni, aumentando la presenza di cibo italiano,
locale e stagionale nelle mense scolastiche e valorizzando i percorsi di
conoscenza della Dieta Mediterranea e delle produzioni agricole nazionali. Un
modo concreto per contrastare il proliferare di cibi ultra formulati
soprattutto tra i giovanissimi.
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