Pippo Bunorrotri
Viven en un tiempo paralelo, hecho solo de arrepentimientos y recuerdos distorsionados. Se vuelven ciegos al mundo exterior: ya no ven a quienes los rodean e incluso ignoran las manos tendidas de quienes quieren ayudarlos.
Rechazamos la ayuda porque aceptarla significaría hacer lo más difícil: admitir que aún nos espera una vida afuera.
Salir de nuestra coraza da miedo porque implica soltar un sufrimiento que ya conocemos bien, para enfrentar un futuro impredecible. Afuera, corremos el riesgo de volver a caer, mientras que dentro del monasterio todo permanece quieto y bajo control. Así, el alma decide marchitarse lentamente, porque hacerlo parece casi más fácil que el esfuerzo de florecer de nuevo.
Pero Pippo Bunorrotri es un poeta con un alma llena de vida; nunca se rinde.
Sus versos nos conmueven, nos impactan, nos abren los ojos y nos recuerdan que merecemos no vivir en la oscuridad, sino caminar a la luz del sol.
Así que apaguemos el ruido del mundo, tomémonos un momento solo para nosotros y dejemos que "Tú vives" nos impregne.
¡Feliz lectura!
VIVES
Vives en el monasterio
de clausura de tu dolor
mientras la vida te golpea
con el devenir de sus días,
golpes que no notas
porque tu dolor es el saco
donde la vida te golpea.
El mundo caminas en sus prisas
y tú encerrado en el monasterio del dolor,
vives tan dentro de ti
que lo sientes alejado de ti
ya no ves lo que te rodea,
ni quien te tiende la mano,
no eres lo que fuiste,
no eres lo que quisiste ser,
no existes en el ahora,
existes en el presente
de tu dolor.
Te sientes perdido
en la distancia del ahora
y no sabes volver
al presente
del tiempo
de tu realidad,
que eres realidad
del mundo.
Miras hacia atrás
para ver si tienes sombra
y solo ves un refugio desfigurado,
te marchistas como una flor
en el tiempo de tu dolor.
Cuando la oscuridad se acerca
no estas bien
y te niegas a ti mismo,
vives dentro del pesar
de tu dolor,
y tienes miedo,
por eso te niegas
a salir de tu monasterio.
Pippo Bunorrotri
(Del Poemario “Las Soledades de Tiempo”)
TU VIVI
Pippo Bunorrotri
Vi è mai capitato di soffrire così tanto da decidere, quasi senza accorgervene, di chiudervi dentro voi stessi? Può succedere nella vita di ognuno di noi, di attraversare un periodo così doloroso da portarci a chiudere in noi stessi.
La Poesia "Tu Vivi", tratta dalla raccolta “Le solitudini del tempo” del Poeta Pippo Bunorrotri fotografa esattamente questo stato d'animo. Non è una semplice descrizione della tristezza, è un viaggio profondo dentro la solitudine di chi ha sofferto troppo e ha deciso di spegnere il mondo fuori.
Prima di leggere questi versi, vi invito a riflettere sulla verità che questa Poesia mette a nudo:
A volte ci si abitua così tanto a stare male, che la sofferenza diventa l'unico posto in cui ci si sente paradossalmente al sicuro.
Per spiegare questo isolamento, il Poeta usa un'immagine potentissima: il "monastero".
All'inizio ci rifugiamo in questo silenzio per difenderci, il nostro dolore diventa come un "sacco" da boxe che assorbe tutti i nuovi colpi al posto nostro e anche se la vita continua a tormentarci noi non sentiamo più nulla sulla pelle perché il dolore vecchio ci fa da scudo funzionando come un'anestesia totale.
Ma poi il Poeta tocca un punto che fa tremare: È vero che non sentiamo più i colpi ma non sentiamo più nemmeno l'amore, la gioia o le cose belle perché quando la sofferenza si prolunga, la nostra identità cambia "Non sei più quello che eri una volta".
Chi si isola non vive più nel tempo reale insieme agli altri. Vive in un tempo parallelo, fatto solo di rimpianti e ricordi sfigurati. Si diventa ciechi verso l'esterno: non si vede più chi si ha intorno e si ignorano persino le mani tese di chi vuole aiutarci. Rifiutiamo il soccorso perché accettarlo significherebbe fare la cosa più difficile: ammettere che fuori c'è ancora una vita che ci aspetta.
Uscire dal proprio guscio fa paura perché significa lasciare andare una sofferenza che ormai conosciamo bene, per andare incontro a un futuro imprevedibile. Fuori si rischia di cadere di nuovo, mentre dentro il monastero tutto resta immobile e sotto controllo. Così, l'anima decide di appassire lentamente, perché farlo sembra quasi più facile rispetto alla fatica di tornare a fiorire.
Ma Pippo Bunorrotri è un Poeta con un animo pieno di vita, non si abbatte e non si arrende mai.
I suoi versi ci scuotono, ci colpiscono, ci aprono gli occhi e ci ricordano che meritiamo di non vivere nel buio ma di camminare alla luce del sole.
Allora spegniamo il rumore del mondo, prendiamoci un minuto solo per noi e lasciamoci attraversare da "Tu Vivi".
Buona lettura.
TU VIVI
Vivi nel monastero
di chiusura del tuo dolore
mentre la vita ti colpisce
con il passare dei suoi giorni,
colpi che non avverti
Perché il tuo dolore è il sacco
dove la vita ti colpisce.
Il mondo continua a camminare nella sua fretta
E tu, rinchiuso nel monastero del dolore,
Vivi così dentro te stesso
che lo senti lontano da te
Ormai non vedi più ciò che ti circonda,
né chi ti tende una mano,
Non sei più quello che eri una volta,
Non sei ciò che volevi essere,
non esisti nell'ora,
esisti nel presente
del tuo dolore.
Ti senti perso
nella distanza dell'ora
e non sai tornare
al presente
del tempo
della tua realtà,
Perchè sei realtà
del mondo.
Guardi indietro
per vedere se hai un'ombra
e vedi solo un rifugio sfigurato,
Appassisci come un fiore
nel momento del tuo dolore.
Quando si avvicina l'oscurità
Non stai bene.
e neghi te stesso,
vivi nel rimpianto
del tuo dolore,
E hai paura,
Per questo ti rifiuti
di uscire dal tuo monastero.
Pippo Bunorrotri
(Tratto dalla raccolta di poesie “Le solitudini del tempo”)
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