[TECH ITALIA/SVIZZERA] L’ASSE HIGH-TECH CATANIA-ZURIGO REAGISCE ALLA DIASPORA AL SUD: OLTRE 500 PRESENZE A CATANIA 2026





L’ASSE HIGH-TECH CATANIA-ZURIGO REAGISCE ALLA DIASPORA AL SUD: OLTRE 500 PRESENZE A CATAN.IA 2026

Organizzato da Aitho e Datapizza, l'evento flagship azzera le distanze geografiche grazie a Intelligenza Artificiale e remotizzazione dei servizi. Dal palco la sfida dei privati: in cantiere un Impact Bond per trattenere i talenti nel Mezzogiorno.
Superare definitivamente la logica della periferia assistita per posizionarsi al centro dell’evoluzione geopolitica e tecnologica europea. Con questo mandato si è svolta al Vecchia Dogana Hub la seconda edizione di CATAN.IA 2026, l’evento flagship co-organizzato da Aitho (PMI innovativa siciliana specializzata in soluzioni di AI applicata) e Datapizza (la principale media-tech community italiana dedicata all’IA). La manifestazione ha registrato uno straordinario successo di pubblico, radunando più di 500 persone durante la giornata tra istituzioni, aziende, startupper, accademici e studenti universitari.
«La nostra mission- ha dichiarato Davide Pisasale, co-founder e CEO di Aitho dal palco- è rendere l’Italia competitiva nel tech partendo proprio dalle aree in cui gli ecosistemi vanno costruiti da zero. Vogliamo dimostrare che il Sud non ha bisogno di retorica o di interventi assistenziali, ma di connessioni strategiche».
Una visione condivisa da Pierpaolo D’Odorico, CEO di Datapizza, che ha aggiunto: «Un’Italia realmente competitiva nel digitale non si costruisce semplicemente inaugurando uffici fisici, ma favorendo connessioni concrete capaci di sbloccare il talento locale e connetterlo a livello globale».
Quali sono i passaggi più problematici dell'adozione dell'IA nelle aziende? «Le questioni principali sono essenzialmente due e riguardano la formazione all’utilizzo dello strumento, che significa anche prepararsi a gestirne le conseguenze — spiega Giambattista Pisasale, co-founder e CTO di Aitho —. Primo: non siamo ancora preparati a usare bene questi strumenti. Secondo: non siamo pronti a comprenderne fino in fondo i rischi né a gestire gli effetti che possono generare. Il problema è che la tecnologia si sta evolvendo troppo velocemente e questo alimenta anche un’ansia da adozione: chi riesce a integrare questi strumenti in modo efficace acquisisce un vantaggio competitivo enorme».
L’elefante nella stanza: la qualità della vita e la fuga dei cervelli
Il dibattito ha affrontato i nodi strutturali del territorio siciliano, definiti dal palco come "l'elefante nella stanza". Martina Magnano, ESG & Institutional Affairs Manager di Isola Catania, ha ricordato i dati del ranking del Sole 24 Ore, che vede Catania posizionarsi al 96° posto su 107 a livello nazionale per qualità della vita, registrando i tassi di povertà educativa e dispersione scolastica tra i più alti d'Europa. Questo contesto alimenta una vera e propria diaspora: si stima che mezzo milione di siciliani abbia abbandonato l’isola negli ultimi vent’anni.
Tuttavia, proprio alla luce di queste fragilità, la tesi emersa da CATAN.IA 2026 è che il territorio rappresenti il playground ideale per sperimentare soluzioni d'innovazione sociale e tecnologica disruptive.
L’azzeramento delle distanze: la remotizzazione dei servizi sull'asse Svizzera-Sicilia
Una delle chiavi di volta presentate durante l'evento risiede nella normalizzazione dei team di lavoro dislocati, un processo accelerato dal Covid e oggi potenziato dall'esplosione dell'IA generativa. Come evidenziato da Davide Pisasale, se un’azienda di Zurigo deve sviluppare un software o integrare un'infrastruttura digitale, il fatto che tale servizio sia erogato da Milano o da Catania è ormai del tutto indifferente. L'IA sta abbattendo le barriere d’ingresso storiche, consentendo alle PMI frammentate del Sud di esportare servizi high-tech direttamente verso i grandi hub internazionali.
In questa nuova geografia del lavoro, la Svizzera si posiziona come uno sbocco naturale privilegiato. Il mercato elvetico, infatti, sconta una saturazione interna: il 72% delle aziende svizzere fatica a trovare redditività nello sviluppo software e, entro il 2030, il Paese affronterà uno shortage stimato di oltre 50.000 professionisti IT.
Per rispondere a questa chiamata e trattenere il capitale umano, Aitho ha confermato sul palco l'erogazione di un bonus di rientro di 5.000 euro per i talenti tech che decidono di trasferire la propria residenza in Sicilia, annunciando inoltre una partnership in fase di sviluppo con un primario istituto bancario per strutturare in futuro un Impact Bond triennale a supporto dell'occupazione giovanile ad alta specializzazione.
Le voci del panel istituzionale ed economico
Il focus internazionale è stato approfondito nel panel economico moderato da Rosario Faraci, Professore di Management dell’Università degli Studi di Catania. Luca Valenziano, addetto scientifico per la Svizzera presso il Consolato Generale d’Italia a Zurigo, ha illustrato il ruolo della diplomazia scientifica italiana come "antenna" per favorire il trasferimento tecnologico bilaterale, sottolineando l'enorme densità di investimenti in R&S della Confederazione Elvetica. Fabrizio Macrì, segretario generale della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera - CCIS, ha ridefinito la Svizzera come una «potenza economica nascosta» , quinto mercato di destinazione mondiale dell'export italiano con un interscambio di 50 miliardi di euro. Macrì ha mappato i format operativi della Camera (come l'Italian Tech Forum e i Market Landing Programs) pensati per proiettare il tech Made in Italy ad alto valore aggiunto nei cantoni elvetici.
Francesco Dell'Endice, deeptech entrepreneur, founder di QualySense, ha portato la sua testimonianza di imprenditore meridionale di successo in Svizzera, capace di scalare un'azienda fino a 70 dipendenti e raccogliere oltre 35 milioni di franchi in fundraising prevalentemente privato. Dell'Endice ha lanciato un monito alla platea: «È tutta una questione di mentalità. Se il privato non investe e non rischia sulla tecnologia, i governi da soli si muovono troppo lentamente».
A chiusura del panel, il Professor Rosario Faraci ha rivolto un accorato appello a resistere rivolto a tutte le startup e le aziende del Sud Italia: un invito a fare squadra e a fare ecosistema sul territorio perché, nonostante le mille difficoltà infrastrutturali e storiche, queste realtà rappresentano l'unico vero avamposto capace di dare ossigeno e trattenere i talenti nel Mezzogiorno.
Oltre l'algoritmo: l'appello all'Umanesimo Digitale

Il momento di massima sintesi etica e filosofica della giornata è stato l'intervento del celebre musicista e compositore Paolo Buonvino, che ha tracciato il confine invalicabile tra l'efficienza artificiale e l'esperienza umana: «Se deleghiamo completamente il nostro vissuto a un'intelligenza artificiale, ci perdiamo l'opportunità fondamentale di esprimerci; e l'essere umano implode se non si esprime. Oggi ci stiamo concentrando ossessivamente sullo sviluppo dell'unica intelligenza logico-matematica, dimenticando che l'armonia dell'uomo si fonda sulla compresenza di tre corpi: il corpo fisico, il corpo emotivo e il corpo spirituale. Questi tre corpi non sono in alcun modo codificabili o replicabili dall'intelligenza artificiale, che ne simula solo la parte cognitiva. Nell'arte, nella musica e nella creatività, tutte queste intelligenze si mettono insieme».
Il ricco palinsesto dell'evento ha visto alternarsi sul palco numerosi altri esponenti di spicco del panorama scientifico, accademico e aziendale. Tra i relatori che hanno arricchito le sessioni dedicate a deep tech, ricerca e divulgazione anche Fiorenza Succu (AI4I, IT4ALIA AI FACTORY), Roberta Bruno (Microsoft), Luca Gambardella (Artificialy), Concetto Spampinato (Università di Catania), Giulio Lecci (Datapizza), Serena Vaturi (BAPS) e Giuliano Torregrossa (Bricks.sh).
CATAN.IA 2026 si conferma così non solo come un hub di business e di Talent Matching tecnico, ma come un laboratorio di pensiero critico capace di ridefinire il ruolo del Mezzogiorno nelle rotte dell'innovazione continentale. Una profonda maturità di visione e di connessioni, resa possibile anche dalla partnership con importanti realtà del settore finanziario, tech e industrial come AI4I, IT4ALIA AI FACTORY e BAPS.

Aitho è una PMI innovativa e società benefit con sedi a Catania, Milano e Lugano. Sviluppa soluzioni di Intelligenza Artificiale e di System Integration per aziende italiane e internazionali. I suoi progetti R&D si focalizzano su GenAI e Cloud. Opera in diversi settori, dai Financial Services, ai Trasporti e Food, offrendo servizi ad alto contenuto tecnologico.

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