“Teatro di metallo” di Graziano Citelli, la poesia urbana che trasforma il mercato in un rito collettivo del nostro tempo
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“Teatro di metallo” è una poesia che colpisce immediatamente per il suo ritmo duro, meccanico, quasi industriale. L’alba non è più simbolo romantico di rinascita, ma “alba di incastri e di ferro”, un paesaggio urbano dove i tubi mordono l’asfalto e il mondo “scende su quattro ruote”. Citelli costruisce una scenografia poetica fatta di materiali concreti, rumori metallici e gesti ripetuti, trasformando il mercato ambulante in un grande rito collettivo.
L’intera poesia si sviluppa come una sorta di liturgia laica. Non ci sono preghiere, ma scarichi di merci; non ci sono canti sacri, ma grida che “sventrano l’aria”. Il poeta osserva il mercato come un teatro moderno dove ogni venditore, ogni cliente e ogni gesto diventano parte di una rappresentazione sociale più ampia. È una poesia profondamente visiva e sonora, che richiama certe atmosfere del neorealismo italiano e alcune pagine di Pier Paolo Pasolini dedicate alle periferie e alla vita popolare.
Straordinaria la capacità di Graziano Citelli di utilizzare immagini apparentemente fredde per evocare umanità e fatica. “Oro al prezzo del rame” è forse uno dei versi più potenti del testo, perché sintetizza il paradosso di un mondo dove la dignità del lavoro e della sopravvivenza viene continuamente svalutata. Eppure, in quei “tre metri di stoffa”, nei sacchetti pesati dalle mani nodose, si consuma ancora una forma antica di comunità.
Anche il finale è di grande efficacia poetica e sociale. Dopo il rito del mercato restano “bucce, fogli, odore di mare e terra”, quasi fossero le tracce di una battaglia quotidiana consumata nel cuore del quartiere. “Domani, altrove. Stesso rumore. Stessa fame.” è una chiusura asciutta e durissima, che restituisce il senso ciclico e universale della precarietà contemporanea.
Lo stile di Graziano Citelli è essenziale, compatto, privo di compiacimenti lirici. La sua poesia lavora per immagini nette, taglienti, spesso cinematografiche. In alcuni passaggi ricorda la poesia civile di Franco Loi e certe tensioni urbane di Vittorio Sereni, ma mantiene una voce personale, concreta e profondamente contemporanea.
Intervista immaginaria all’autore
Biografia dell’autore
Graziano Citelli appartiene a quella linea della poesia contemporanea che intreccia osservazione sociale, paesaggio urbano e attenzione per il linguaggio concreto della quotidianità. Nei suoi testi convivono durezza realistica e tensione lirica, con una scrittura che privilegia immagini forti, materia e ritmo. Le sue poesie raccontano spesso il lavoro, i quartieri popolari, i mercati e le periferie umane, trasformando scene apparentemente ordinarie in riflessioni universali sul tempo presente.
Geo: La poesia di Graziano Citelli si inserisce nel filone della poesia urbana e civile contemporanea, capace di raccontare il lavoro, i luoghi popolari e la fragilità sociale attraverso immagini potenti e concrete. Alessandria Post continua a valorizzare autori che scelgono di osservare la realtà quotidiana senza filtri, trasformando il rumore delle strade e dei mercati in materia poetica viva e contemporanea.
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