“Pioggia cosmica” sull’Antartide: scoperta nei ghiacci antichi tracce di stelle esplose nello spazio

 

Carota di ghiaccio estratta in Antartide durante una ricerca scientifica sulla polvere cosmica proveniente da antiche supernove, con paesaggio glaciale e montagne innevate sullo sfondo.

C’è qualcosa di straordinario nascosto sotto i ghiacci dell’Antartide: minuscole particelle provenienti dalle esplosioni di stelle lontanissime, rimaste intrappolate per decine di migliaia di anni. Una scoperta che sembra uscita da un romanzo di fantascienza, ma che oggi aiuta gli scienziati a ricostruire il viaggio della Terra attraverso il cosmo. Alessandria Post segue con attenzione anche queste ricerche che uniscono astronomia, geologia e storia dell’universo, mostrando quanto il nostro pianeta sia legato agli eventi più estremi dello spazio profondo.
Pier Carlo Lava

Un gruppo internazionale di ricercatori ha identificato nei ghiacci dell’Antartide tracce di ferro 60, un isotopo rarissimo che si forma quasi esclusivamente durante le esplosioni di supernova, cioè quando stelle gigantesche terminano la loro vita con una potente detonazione cosmica. I campioni analizzati risalgono a un periodo compreso tra circa 40.000 e 81.000 anni fa e provengono dal progetto europeo EPICA, dedicato ai carotaggi profondi dei ghiacci antartici.

Secondo gli studiosi, queste particelle cosmiche rappresentano una sorta di “polvere stellare fossile”. Il ferro 60 ha infatti una durata limitata su scala astronomica: se fosse stato presente fin dalla nascita della Terra, sarebbe già scomparso da miliardi di anni. La sua presenza nei ghiacci dimostra quindi che il materiale è arrivato relativamente “di recente” dal cosmo, probabilmente trasportato da una nube interstellare generata da antiche supernovae.

La ricerca suggerisce che il Sistema Solare stia attraversando da migliaia di anni una regione dello spazio chiamata Nube Interstellare Locale, composta da gas, plasma e polveri residue di stelle esplose. Durante questo viaggio, la Terra sarebbe stata investita da una debolissima ma continua “pioggia” di particelle cosmiche. I ghiacci antartici hanno conservato questa traccia come un archivio naturale perfettamente stratificato.

Gli scienziati spiegano che le carote di ghiaccio funzionano come una gigantesca memoria verticale del pianeta: ogni strato racconta qualcosa dell’atmosfera terrestre, del clima e persino dell’ambiente cosmico attraversato dalla Terra nel corso del tempo. In questo caso, il ghiaccio avrebbe registrato addirittura i resti di esplosioni stellari avvenute a distanze enormi dal nostro pianeta.

La scoperta apre scenari affascinanti anche per il futuro della ricerca spaziale. Comprendere come il Sistema Solare si muove all’interno della galassia potrebbe aiutare gli astronomi a ricostruire la storia dell’ambiente interstellare vicino alla Terra e capire meglio gli effetti delle supernove sul nostro pianeta nel corso dell’evoluzione terrestre. È uno di quei casi in cui il ghiaccio più remoto del mondo diventa una finestra aperta sulle stelle.

Geo: La ricerca è stata realizzata nell’ambito del progetto europeo EPICA sui ghiacci dell’Antartide, con il coinvolgimento di studiosi internazionali impegnati nello studio dell’ambiente cosmico e climatico terrestre. Alessandria Post segue anche le grandi scoperte scientifiche che aiutano a comprendere il rapporto tra la Terra e l’universo.

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