All'Istituto nautico l'ora di religione diventa propaganda confessionale travestita da cultura nei confronti di una minoranza: schedati minori su base religiosa e violato il principio di neutralità
L'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar) esprime profonda preoccupazione per quanto è accaduto all'Istituto tecnico nautico Alfredo Cappellini di Livorno, recentemente celebrato dalla stampa locale come "modello virtuoso di integrazione". Dietro la narrazione di un'armoniosa convivenza interreligiosa, si nasconde in realtà una sistematica operazione di propaganda confessionale che calpesta la laicità dello Stato e i diritti degli studenti.
Il primo profilo di gravità riguarda il monitoraggio analitico delle appartenenze religiose dei minori. La scuola ha diffuso dati estremamente sensibili, dichiarando pubblicamente che su 14 alunni musulmani totali, 9 (il 65%) frequentano l'ora di religione cattolica (Irc). Si arriva a una profilazione per classe, specificando che dalla terza in poi il 100% degli studenti musulmani (7 su 7) ha scelto questa materia. Questa schedatura religiosa, utilizzata per fini statistici e promozionali, rappresenta una violazione intollerabile della privacy di soggetti vulnerabili.
Scuola pubblica o centro di proselitismo? L'Istituto ha approvato, tramite il proprio collegio docenti (composto da circa 60 professori), una "lettera aperta" rivolta alle comunità islamiche d'Italia per esortare altri studenti a iscriversi all'ora di religione.
«È inaudito – afferma Roberto Grendene, segretario dell'Uaar – che un organo collegiale dello Stato si trasformi in uno strumento di propaganda per l'insegnamento di una specifica confessione, contravvenendo al dovere di neutralità e imparzialità dell'istituzione scolastica, e rimanga oltretutto silente sulla doverosa e laica offerta formativa alternativa all'Irc, questa sì realmente inclusiva, culturale e aperta a tutti. La solita tiritera che l'Ora di religione non sia un'ora di catechismo è un paradosso. Si afferma che la religione cristiana rappresenti "certamente un arricchimento per ogni cuore umano", indipendentemente dalla fede di appartenenza. Si sostiene che attraverso i percorsi cattolici si impari a diventare "persone belle, sane, oneste". Si promuove l'idea che l'amore cristiano possa "rendere migliore" una persona. Queste non sono nozioni di Storia delle religioni, ma giudizi di valore dogmatici e morali che configurano un vero e proprio insegnamento confessionale impartito con soldi pubblici».
È come affermare che la polizia municipale non fa le multe o che le banche non chiedono interessi: dire che nell'ora di religione non si fa catechismo nega l'evidenza per rendere accettabile l'intrusione religiosa in uno spazio che dovrebbe essere di tutti. Esortare i musulmani a seguire l'Irc per "conoscere la religione prevalente" è un atto di mistificazione per legittimare un insegnamento che dovrebbe restare confinato nelle parrocchie. La conoscenza delle religioni, prevalenti o meno, dell'ateismo e dell'agnosticismo dovrebbe avvenire con spirito critico nelle materie di storia, filosofia, letteratura, arte.
L'Uaar valuterà ogni iniziativa utile, incluse eventuali segnalazioni agli organi competenti e al Garante per la Privacy, affinché la scuola pubblica torni a essere un luogo di libertà e non di profilazione religiosa e proselitismo.
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