In viaggio attraverso le stagioni dell’animo”. La poesia come bussola del cambiamento

 



Esplora il ciclo del cambiamento interiore “In viaggio attraverso le stagioni dell’animo”, la nuova

silloge di Simona Bisillo, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore.

Un’opera che non si limita a descrivere stati d’animo, ma traccia una vera e propria mappa dell’interiorità,

guidando il lettore in un processo di rinascita. «Le stagioni sono qualcosa che tutti noi conosciamo - afferma

l’autrice, ingegnere di professione che vive a Cisterna di Latina - ma che spesso non osserviamo davvero. Mi

è sembrata una metafora naturale del cambiamento interiore: inevitabile, ciclico, a volte dolce, a volte

doloroso». E’ un viaggio interiore che segue i ritmi delle stagioni dell’animo, passando dall’autunno con i

suoi dubbi e le incertezze, all’inverno, tempo di riflessione e del silenzio meditativo; dalla primavera con le

sue trasformazioni e i primi germogli, all’estate della piena consapevolezza e maturità. L’autrice individua

nell’inverno la tappa più complessa da tradurre in versi: una stagione che sfida il frastuono del mondo

contemporaneo e l’obbligo dell’apparire per abbracciare un silenzio fecondo. «Un attraversamento delle

emozioni più autentiche - rivela la poetessa - raccontate in modo essenziale, senza filtri. Non c’è la pretesa di

dare risposte, ma il desiderio di fermarsi, ascoltare e dare voce a ciò che spesso resta inespresso. È, in fondo,

un modo per riconoscersi, e forse per sentirsi meno soli».

La cifra stilistica di Simona Bisillo risiede nella sottrazione: con versi brevi e immagini incisive, l’autrice

opera una costante pulizia del superfluo. L’obiettivo è arrivare al nucleo delle emozioni pure,

spogliandole da filtri e sovrastrutture, per restituire al lettore frammenti di vita in cui può

rispecchiarsi. «La parola chiave è stata “ripulire”, perché il nostro animo non ha bisogno di orpelli, ma di

sensazioni vere». Per l’autrice, scrivere rappresenta una profonda manifestazione di coraggio: fermarsi per

porsi in ascolto di sé. La sua identità creativa si fonda su un equilibrio dinamico tra razionalità e sensibilità

artistica. Lungi dall’essere in conflitto, queste due anime sono, anzi, due forze complementari che si

intrecciano.

«Il libro - scrive, nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore - non racconta

una storia lineare, ma propone un percorso emotivo fatto di passaggi, esitazioni e metamorfosi emotive ed

esistenziali». E’ un invito ad attraversare le proprie fragilità. Per la Bisillo, la poesia non è solo un esercizio

estetico, ma uno strumento vitale per nutrire la dimensione più profonda dell’essere e interpretare le fasi

della vita. Con questa raccolta, mette la propria esperienza interiore al servizio di un linguaggio universale,

capace di parlare al cuore di chiunque cerchi la propria autenticità: «Scrivo partendo da emozioni molto

personali e, poco alla volta, cerco di arrivare alla loro essenza. Quando si riesce a togliere il superfluo,

ciò che resta diventa qualcosa in cui anche gli altri possono riconoscersi». Un’opera dedicata a chi non teme

il cambiamento e a chi riconosce, nel ritmo lento delle stagioni, la forza silenziosa necessaria per proseguire

il proprio cammino. «Spero che queste poesie possano offrire conforto a chi, in un momento buio, si

sente smarrito. Anche l’autunno è una stagione necessaria. È il tempo in cui si perde qualcosa, ma anche

quello in cui si crea spazio per il nuovo. Non bisogna avere fretta di uscirne: dentro quell’incertezza c’è già il

seme di un cambiamento, non solo interiore».

L’opera “In viaggio attraverso le stagioni dell’animo”, disponibile anche nella versione e-book, è

stata esposta negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, dal 14 al 18

maggio 2026. «È un’emozione grande - commenta l’autrice - perché questo libro nasce in modo molto

intimo, quasi silenzioso, in un periodo particolare della mia vita. Portarlo in un contesto così importante


significa dargli voce, condividerlo, lasciarlo andare verso gli altri. Ed è forse questo il passaggio più difficile,

ma anche il più bello».

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