ALLA BIBLIOTECA DEL LIVIANO “L’ANIMA SENZA IL CORPO GIOCA” - UNA NUOVA OPERA NELLA COLLEZIONE UNIVERSITARIA SILENZI ELOQUENTI

“L’ANIMA SENZA IL CORPO GIOCA”

UNA NUOVA OPERA NELLA COLLEZIONE UNIVERSITARIA SILENZI ELOQUENTI

In Biblioteca del Liviano l’installazione site specific di Liliana Moro

 

Si intitola L’anima senza il corpo gioca la nuova installazione site specific di Liliana Moro alla Biblioteca del Liviano, in piazza Capitaniato 5 a Padova, visitabile da venerdì 15 maggio. Nata dalla riflessione dell’artista sulla storia dell’Università di Padova e sulle persone che nel tempo l’hanno attraversata, l’opera traduce visivamente la tensione tra lingue e culture differenti: due le scritte al neon fissate alle catene delle volte carraresi delineano: l’una un verso di Petronio nella versione latina “Mens sine pondere ludit”, l’altra una libera traduzione in italiano “L’anima senza il corpo gioca”. Si genera così un cortocircuito di segni e significati che esemplificano la complessità del sapere, continuamente arricchito da nuove interpretazioni e letture non allineate al canone.

 

«L'Università di Padova conferma il suo impegno nei confronti dell'arte contemporanea, non solo come mission didattica, ma anche nell'arricchimento del proprio straordinario patrimonio storico-artistico - afferma Monica Salvadori, prorettrice al Patrimonio artistico, storico e culturale dell’Università di Padova - con nuove opere capaci di stimolare importanti riflessioni su tematiche di viva attualità tra la comunità accademica e tutta la cittadinanza, ulteriormente resa partecipe di questi dibattiti attraverso una serie di iniziative collaterali che spaziano da mostre bibliografiche nelle diverse sedi del nostro eccellente sistema bibliotecario, visite guidate itineranti e conferenze interdisciplinari». 

 

«Liliana Moro segna lo spazio della Biblioteca Liviano con una doppia scritta dall'impatto enigmatico, è una frase non immediatamente visibile nella sua interezza, la dobbiamo leggere a pezzi, spostandoci tra corridoi di libri - sottolinea Guido Bartorelli, curatore del progetto L'anima senza il corpo gioca -. È necessario prendersi del tempo, stare in ascolto delle parole, immaginare infine la Biblioteca come un luogo abitato da tante anime senza corpo, che sono i pensieri degli assenti che bisbigliano dai libri. È bello riscoprire la biblioteca come spazio di gioco delle anime».

 

«Dopo quelle di Mirella Bentivoglio e di Silvia Giambrone, una nuova opera entra a far parte di “Silenzi eloquenti”, la collezione di arte contemporanea dell'Università di Padova dedicata alla creatività femminile, per evidenziarne l’importanza e l’eterogeneità - dice Greta Boldorini, curatrice della collezione "Silenzi Eloquenti” -. Si tratta questa volta di un prezioso lavoro di Liliana Moro concepito appositamente per gli spazi della Biblioteca Liviano. Un’opera che è frutto di un processo collettivo, di riflessione su e con il luogo e la comunità che lo abita, come spesso accade nella pratica di questa artista, che dimostra da sempre grande sensibilità e capacità di mettersi in ascolto».

 

«Per me era essenziale inserire anche la frase in latino “Mens sine pondere ludit” di Petronio in questa installazione, non solo la sua traduzione. Sono orgogliosa di inserire - continua Liliana Moro - la mia opera in uno spazio pubblico e a maggior ragione nella biblioteca umanistica dove la lingua, l’arte e l’architettura si mescolano nei libri sugli scaffali. È stato un anno di ragionamenti fatti insieme per dare vita a questo progetto per me importantissimo in un luogo fondamentale di cultura».

 

«Siamo in un luogo che per noi ex studenti o docenti è sempre stato un posto di discussione e di confronto. Già dal 2010 con Guido Bartorelli avevamo collocato, anche se in maniera non permanente, opere che dialogavano con questa struttura. Ricordo l’opera in video di Sandra Marconato che per assonanze ricorda il lavoro di Liliana Moro sulla luce, oppure quella di Anna Bresciani che rifletteva su cosa è una biblioteca. Le biblioteche sono principalmente luoghi di conservazione, luoghi in cui non c’è mai il rischio di perdere la memoria - conclude Giovanna Valenzano, direttrice del Dipartimento dei Beni culturali dell’Università di Padova - dove tutto è sempre accessibile. E questo deve farci riflettere perché non esiste nessun libro che non serva più. Sono veramente felice che un’opera di Liliana Moro sia qui, un’installazione che nasce dall’osservazione di un luogo, ma crea un’opera che non è un luogo. Ed è un’opera permanente come lo devono essere i libri in una biblioteca».

 

La nuova opera è affiancata da una mostra bibliografica sull'artista e sulla sua produzione, realizzata dalla stessa biblioteca in collaborazione con il Dipartimento dei Beni Culturali, che vuole omaggiare anche le altre due protagoniste della collezione “Silenzi Eloquenti”: Mirella Bentivoglio e Silvia Giambrone. La mostra è visitabile liberamente negli orari di apertura della biblioteca.

Nei pomeriggi di giovedì 28 maggio e giovedì 4 giugno sono previste visite guidate gratuite e su prenotazione all’opera, partendo dal complesso del Liviano e dalla Sala dei Giganti per ripercorrere il processo creativo che ha portato Liliana Moro alla realizzazione di L'anima senza il corpo gioca; il tour guidato si conclude con un approfondimento sulla mostra bibliografica che accompagna la nuova opera.

 

Liliana Moro

Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera, vive e lavora a Milano. La dimensione pubblica è un aspetto da sempre centrale nella sua produzione, come già evidente negli interventi realizzati in occasione della mostra “Politica del, per o riguardante il cittadino” a Novi Ligure nel 1987 o in “Spazio Libero”, una scritta realizzata nel 1989 per la mostra “Conto Terzi” a Cremona. Vincitrice del Premio Collezione Righi alla Fiera di Bologna, ha esposto a Documenta IX Kassel; Aperto XLV Biennale di Venezia; Castello di Rivoli, Torino; Quadriennale di Roma; Moderna Museet, Stoccolma; PS1, New York ; De Appel, Amsterdam; Triennale di Milano; MAXXI, Roma; Galleria Nazionale d’arte, Roma; 58° Biennale di Venezia, Padiglione Italia; Galleria Emi Fontana, Milano; MUHKA, Anversa; Fondazione A. Ratti, Como; Fondazione Zegna All’Aperto (opera permanente), Trivero; Cubo Garutti/Museion, Bolzano; Kunst Museum  Liechtenstein, Vaduz.

 

Silenzi Eloquenti – Le altre opere della collezione nelle biblioteche universitarie

Silenzi Eloquenti, prima collezione universitaria di arte contemporanea esplicitamente dedicata alla produzione artistica femminile e femminista, è stata inaugurata nel maggio 2025 grazie a un finanziamento ministeriale; il progetto intende, da un lato rimarcare le presenze sporadiche delle artiste nel contesto del patrimonio accademico, dall’altro richiamare l’idea di un silenzio carico di significato che si trasforma in voce grazie alla forza narrativa e d’impegno delle opere esposte.

La collezione, diffusa tra le biblioteche universitarie, consta attualmente di quattro opere di due artiste rappresentative di generazioni distinte, che si sono confrontate sul tema della violenza e delle disuguaglianze di genere: Mirella Bentivoglio (Klagenfurt, 1922 – Roma, 2017) e Silvia Giambrone (Agrigento, 1981). Appartengono alla prima: il lavoro esposto alla Biblioteca Centrale di Psicologia “Fabio Metelli” La scrittura del silenzio, scultura in marmo e matita bianca che ricorda un libro, attraverso cui viene messo in evidenza come la parola e l’immagine possano intrecciarsi per creare un linguaggio che supera le barriere della comunicazione tradizionale; la grande stampa storica Struttura simbolica (L’Ovo di Gubbio) allestita nella Biblioteca Centrale di Ingegneria; infine, la serigrafia su cartoncino Analisi semiologica – La ‘fattura’ per non pensare, donata dalle eredi dell’artista in memoria di Giulia Cecchettin e collocata nella Biblioteca di Ingegneria dell’informazione Someda, frequentata anche dalla giovane vittima di femminicidio.

L'opera di Silvia Giambrone trova invece collocazione negli spazi della Biblioteca Beato Pellegrino di Studi Letterari, Linguistici, Pedagogici e dello Spettacolo: in Mirror n. 12 l'artista mette in luce le sottili dinamiche della violenza domestica, le tensioni e le sofferenze quotidiane nascoste dietro apparenze di normalità.

 

Il progetto “Silenzi Eloquenti”, classificato al bando ministeriale PAC – Piano per l’Arte Contemporanea 2025 della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, mira a implementare la prima collezione d'arte femminile dell'Ateneo padovano, nonché prima collezione universitaria diffusa dedicata alla produzione artistica femminile. La realizzazione del progetto vede la collaborazione del Centro di Ateneo per i Musei, Centro di Ateneo per le Biblioteche, Centro Elena Cornaro per i saperi, le culture e le politiche di genere.

 riportato de Sergio Batildi

 

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