Roma, 27 dicembre 2017-
Se nel complesso, in Italia, la pratica della lettura è ancora molto modesta e
in molte case i libri sono del tutto assenti, negli ultimi anni si sta
lentamente diffondendo il consumo di prodotti editoriali digitali.Nel
2016, circa 4,2 milioni di persone hanno letto e-book (7,3% della popolazione
di 6 anni e più). Se si aggiungono anche coloro che hanno scaricato libri
on-line il numero sale a 6,3 milioni ossia l’11,1% della popolazione di 6 anni
e più, in decisa crescita rispetto all’8,2% del 2015.
Una conferma che tra la lettura di volumi cartacei e quella
di e-book sembri esserci comunque una relazione diretta è data dalla
percentuale di persone che negli ultimi 3 mesi hanno letto libri online o
e-book, che aumenta in proporzione al numero di libri presenti in casa, fino a
raggiungere il valore massimo (22,1%) proprio tra le persone che dispongono già
di una biblioteca domestica di oltre 400 volumi. Analogamente,
prendendo ancora in esame le persone di sei anni e più, si evidenzia che hanno
scaricato o letto libri online o e-book il 4% dei “non lettori” di libri
cartacei e il 21,6% dei lettori sempre di titoli stampati; tra questi ultimi,
le percentuali di fruizione online aumentano al crescere del numero di libri
letti nel corso degli ultimi 12 mesi, passando dal 15,0% di chi ha letto da 1 a
3 libri al 33,7% di coloro che hanno letto 12 o più libri (Prospetto 10). La
relazione positiva tra la lettura di e-book o utilizzo di libri on-line e la
lettura di libri cartacei conferma l’ipotesi che il formato digitale non si ponga,
in generale, in esplicita alternativa con quello cartaceo, almeno
nell’abitudine alla lettura.
PROSPETTO 10. PERCENTUALE DI PERSONE DI 6 ANNI E PIÙ CHE
HANNO LETTO O SCARICATO LIBRI ONLINE O E-BOOK SUL TOTALE DELLE PERSONE, PER
NUMERO DI LIBRI LETTI.
Anno 2016, per 100 persone di 6 anni e più con le stesse
caratteristiche
NUMERO DI LIBRI LETTI NEGLI ULTIMI 12 MESI Hanno letto o
scaricato libri online o e-book
Non lettori 4,0
Lettori 21,6
Da 1 a 3 libri 15,0
Da 4 a 11 libri 24,8
12 o più libri 33,7
Considerando l’accesso ai libri in formato digitale (e-book o
libri on-line), le tradizionali distanze tra le diverse aree del paese sembrano
ridimensionarsi sebbene si mantengano: l’attività di lettura di questi prodotti
riguarda infatti una quota di persone che oscilla tra il 14,0% del Nord-ovest e
l’8,1% del Sud (Tavola 63). Si confermano le differenze legate alla dimensione
comunale: le attività online di lettura e download di libri ed e-book risultano
più diffuse nei comuni centro di aree metropolitane (15,3%), rispetto ai
piccoli centri (8,7% nei comuni da 2001 a 10 mila abitanti).Educazione
alla lettura per rilanciare il mercato editoriale
Nel 2016 per quasi il 40% degli editori attivi è il basso
livello culturale della popolazione italiana il fattore principale che determina
la modesta propensione alla lettura nel nostro Paese. Questa
valutazione viene ribadita dal 38% circa degli editori (quasi il 45% dei grandi
marchi), i quali attribuiscono tale criticità alla mancanza di efficaci
politiche scolastiche di educazione alla lettura. Poco meno di un terzo dei
rispondenti (31,6%) indica poi come ostacolo alla lettura il fatto che il tempo
in passato dedicato ai libri viene oggi destinato alla fruizione di contenuti
digitali. Tra i fattori più direttamente riconducibili alle
politiche di sostegno del settore, si segnala l’inadeguatezza di incentivi
pubblici all’acquisto di libri, come le detrazioni fiscali e i bonus libri
(20,9%) e la mancanza di progetti continuativi di promozione della lettura da
parte delle istituzioni pubbliche (19,5%). Per favorire lo sviluppo
del settore editoriale , circa il 40% degli operatori attivi individua
innanzitutto l’esigenza di accrescere le iniziative e le campagne di educazione
alla lettura (Figura 10 e Tavola 37). Il 29,2% degli editori ritiene che gli
incentivi pubblici per l’acquisto di libri ed e-book (quali i bonus per
l’acquisto, la deducibilità delle spese, ecc.) potrebbero rappresentare un
importante sostegno al mercato e quasi il 27% sostiene che occorrerebbe anche
facilitare l'accesso al credito ai piccoli e medi editori. 

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