Il patto a 4 sulla legge elettorale tra Partito
democratico, Forza Italia, Alternativa popolare e Lega nord ha i numeri per
assicurare l’approvazione in entrambi i rami del testo. Se si dovesse fallire,
sarà per mancanza di volontà politica o per ripensamenti dell’ultima ora.Proprio
quando in molti davano per nulle le possibilità di approvare una nuova legge
elettorale entro la fine della legislatura, una nuova alleanza parlamentare sta
velocemente cambiando le carte in tavola. Il “rosatellum bis” (dal nome del
capogruppo Pd Ettore Rosato) sembra mettere d’accordo molti dei principali
gruppi parlamentari. Il testo su cui sta lavorando la commissione affari
costituzionali della camera prevede un sistema misto, in cui il 36% dei seggi
viene assegnato con il sistema maggioritario, mentre il restante 64% con quello
proporzionale. La soglia di sbarramento prevista è al 3% per entrambi i rami,
sia se una lista decide di correre da sola, sia se in coalizione. Per
quest’ultime la soglia è invece al 10%.
Queste in breve le caratteristiche di
una legge elettorale che fra le altre cose prevede anche: quote di genere,
limiti alle pluricandidature e una scheda unica di voto.Quello che rimane da
capire sono le possibilità reali di un testo che sulla carta mette tanti dei
principali gruppi parlamentari d’accordo. Ma sarà abbastanza? Numeri alla mano,
la risposta è sì. Sia alla camera che al senato Partito democratico, Forza
Italia, Alternativa popolare e Lega nord raggiungono la maggioranza assoluta
dei voti. A Montecitorio i 4 gruppi parlamentari hanno 382 deputati, con ben 66
voti di scarto sulla soglia minima (316 seggi). Questo considerando solamente i
numeri dei 4 gruppi protagonisti dell’accordo, a cui se ne potrebbero
aggiungere altri, da Scelta civica-Ala a Democrazia solidale-Centro democratico.
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