L’INCREDIBILE MIA VITA D’ARTE, Augusto Salati


Dipingere o fare cose “artistiche” non ha senso se non si raggiunge quel minimo di consenso da parte delle “autorità” del mondo dell’Arte. Io ho raggiunto il piacere enorme di aver fatto opere molto personali e nuove, ma questo non è bastato per raggiungere quei traguardi desiderati. 
Questi versi scritti nel 1967 o 68, sono il risultato di questa delusione.


L’INCREDIBILE MIA VITA D’ARTE.
Voglio solo ascoltare il vento
In questa notte assai buia
Ho nascosto la luna
Tra le luci delle stelle
Per non vederla bella
E tutte le luci della terra
Le ho chiuse a chiave
Nei bauli della vacuità.
Stanotte ho bisogno
Di restare solo, con le dita
Strappo la mia carne
Senza dolore, zavorra
da sempre insopportabile
Pesante cencio di umiliazioni.
Ecco, son solo nel silenzio
Anima che non vede più
Non ode più i volgari

Tintinnii della solerte vita
Son solo e ancora
Dal profondo erompono
Squarci di urla rotte
Da singulti e pianto.
Queste grida alla notte
Come morsi di irato cane
Sta muovendo il vento
Della memoria, e non vedo
Che orrende rovine
Intorno a me, sostanza
Sfracellata dal vissuto
Mio tradito dall’uomo nuovo.
Ogni mente onnipotente
Scaglia senza ragione
Sulla soglia del cammino
Pietre coltelli e parole
Avvelenate per limitarmi
Nei passi già iniziati.
Vento di passione, mio caro
Suono d’arte e veleno
Avvolgi la mia cetra nei campi
Del destino e con forza
la polpa soffia sulle mie tele
per accecare i molti
che non vogliono vedere!

Da questo buio orrendo
S’alzi la luce, e l’alba
Vada oltre il recinto disumano
Lasciando lì la sofferenza
E tutto il fardello dell’incomprensione
a.s.

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